Upslowtour, Anello dei rifugiUpslowtour, Anello dei rifugi

| 11 Luglio 2026

Upslowtour: in viaggio verso le vette del pinerolese

BOBBIO PELLICE (TO) – Il nostro soggiorno di due giorni sul territorio del pinerolese inizia e finisce nella località di Bobbio Pellice, paesino che sembra adagiarsi sui vicini pendii delle montagne. Un luogo fermo in un tempo sospeso, dove pace e quiete sono due fattori capaci di trasmettere una serenità che sembra fuori dal mondo. Viene naturale pensare che la bicicletta qui possa essere parte del turismo e punto di riferimento per avventure e viaggi verso le montagne. 

Il progetto di Turismo Torino e Provincia e di Upslowtour è di portare il territorio del pinerolese nella mappa e nelle idee di chi vuole scoprire nuovi territori pedalando. Per il ciclismo su strada si sono già messi in moto eventi, come le Scalate del Pinerolese. Ora tocca al fuoristrada, alla mountain bike e alla e-mtb.

Le scalate

Da Bobbio Pellice partono quattro percorsi, su tutto il territorio del pinerolese se ne contano quasi una quarantina. Noi abbiamo pedalato, e mangiato dobbiamo ammetterlo, lungo il percorso chiamato l’Anello dei rifugi: Barbara-Lowrie e Barant (da poco riaperto e nel quale abbiamo pernottato). Il pinerolese è un territorio che si estende a poca distanza da Torino e capace, in pochi chilometri, di trasformare la natura e trasformarsi a sua volta. 

Si parte dai poco più di 800 metri sul livello del mare, con prima destinazione il rifugio Barbara-Lowrie, per raggiungerlo ci aspetta una salita davvero impegnativa: poco più di nove chilometri con una pendenza media dell’11 per cento. La stessa scalata a cui ci sottoponiamo per arrivare al pranzo che ci aspetta in rifugio, sempre un buon motivo per fare fatica, è la stessa che chiude la stagione della seconda edizione delle Grandi Scalate del Pinerolese. Evento che propone otto appuntamenti, suddivisi su tutta l’estate, dove gli amanti delle salite possono pedalare su strade chiuse al traffico. 

La salita al rifugio Barbara-Lowrie è la stessa che nella giornata del 5 settembre prossimo chiude la stagione con una giornata interamente dedicata alla bici: prima la salita chiusa al traffico e poi per gli amanti delle sfide ci sarà la cronoscalata. 

Si sale

Il primo punto di arrivo è il rifugio Barbara-Lowrie, situato a 1.753 metri sul livello del mare e che mostra tutta la bellezza e il verde delle alpi. Cascate, fiumiciattoli, un laghetto e il ritmo della natura: lento e quiete. Da qui iniziano anche diversi sentieri e camminate che portano a rifugi ben più alti e isolati. Al Barbara-Lowrie lo spazio è di tutti e per tutti, si arriva su strada asfaltata e rappresenta un punto di ritrovo

Bobbio Pellice è un comune che sta investendo e lavorando molto con la bici, in ogni sua forma e disciplina. Dal paesino, nel 2024, prese il via la tappa regina del Tour de l’Avenir, la corsa a tappe su strada più importante per la categoria under 23 e che fa da anticamera al professionismo. 

Dal rifugio Barbara-Lowrie, dove si possono assaggiare piatti tipici della tradizione e della montagna del pinerolese, i chilometri che si separano dal rifugio Barant sono cinque. Tutti da pedalare su una vecchia strada militare. 

Tra il Monviso e le stelle

La particolarità delle strade militari, ci racconta Maurizio, la guida che ci ha accompagnati durante l’escursione, hanno una particolarità: quella di avere una pendenza costante. Di solito questa si aggira tra il 9 e il 10 per cento e il motivo è tanto semplice quanto efficace: quello di agevolare il trasporto di mezzi militari, solitamente di grosso peso e dalle dimensioni importanti. 

Infatti il rifugio Barant, a quota 2.373 metri, era una caserma militare, avamposto che serviva come appoggio per controllare il vicino confine con la Francia. Della caserma, ora, rimangono le mura e la storia. Mentre il rifugio al suo interno è stato di recente ristrutturato e offre più di trenta posti letto, una cucina. 

Il rifugio si affaccia sul Monviso,la vetta più alta delle Alpi Cozie, offrendo una visuale fissa ma mai uguale sulla montagna che domina questa zona. Avere la possibilità di veder sfumare i colori del giorno su questo gigante silenzioso è un’esperienza unica, soprattutto se al pernottamento si aggiunge l’osservazione delle stelle offerta dal progetto Alpi – Terra di Stelle.

L’Anello dei rifugi, percorso nella sua prima metà, ci ha proposto 14 chilometri tutti all’insù. Il giorno successivo sarà il momento di scendere verso la Conca del Prà e altre storie. 

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