Alla scoperta delle bellezze nascoste a nord di Torino in meno di una settimana. Cycling Around Torino, l’iniziativa di Turismo Torino vi permette di esplorare su due ruote alcune chicche della cintura della prima capitale italiana della storia, addentrandovi nel Canavese, tra asfalto e sterrati pedalabili in appena 6 giorni di pedalate.
Si tratta di un anello cicloturistico che si sviluppa tra paesaggi rurali e tratti più naturali, alternando strade secondarie asfaltate a sterrati scorrevoli, ideali per bici gravel o trekking. Il percorso è generalmente pedalabile, con salite brevi ma regolari, mai troppo impegnative, che spezzano il ritmo senza risultare eccessive. E’ un giro adatto a chi cerca un’esperienza completa, ma accessibile, con il giusto equilibrio tra scorrevolezza, varietà e qualità paesaggistica.
Un anello totale di 262,8 km per un dislivello di 1.374 metri e colline pedalabili, visto che il punto più alto è di appena 415 metri sul livello del mare. E’ una traccia di grande fascino che racchiude tutto il meglio che questo territorio, che ha per centro la magnifica Torino, sa offrire. Paesi, borghi, colline moreniche, sfarzosi castelli, zone umide, aree naturalistiche, le pievi romaniche ed i vigneti di quel luogo unico che è la Serra Morenica d’Ivrea, i numerosi laghi ed i conseguenti microclimi che permettono la coltura di vigneti importanti come il Nebbiolo di Carema e l’Erbaluce di Caluso.
Le ceramiche di Castellamonte, senza tralasciare ovviamente la grande varietà enogastronomica. Proprio la varietà contraddistingue questo percorso, biodiversità e habitat che si possono esplorare su un percorso mai eccessivamente duro e che non presenta sterrati tecnici o eccessivamente sconnessi.


Da Torino a Viverone
La prima tappa è di 47,9 parte da Torino e percorre il lungo Po. Il percorso prosegue verso Chivasso e termina al Castello di Mazzè. La superficie è fatta da un 52 per cento di asfalto, mentre il restante è in sterrato. Non ci sono salite rilevanti tranne per l’ascesa finale al Castello che comunque è breve, basti considerare che il dislivello giornaliero è di 114 metri.
La seconda frazione è mediamente impegnativa, con 59,5 km e 500 metri di dislivello. Da Mazzè si arriva al meraviglioso lago di Viverone. In questa tappa, l’83 per cento delle strade è asfaltato, con il restante 17 per cento in sterrato battuto. Il percorso è ricco di contenuti paesaggistici e storici, non presenta particolari difficoltà, le salite non sono mai proibitive e sono tutte su asfalto.
Imperdibile il Castello di Mazzè in cui si arriva il giorno precedente, così come le vigne di Erbaluce di Caluso, il lago di Candia, il museo a cielo aperto di Maglione e il castello di Masino proprietà del FAI. Poi ancora, pausa consigliata al centro storico di Azeglio ed il suo Castello, prima dell’approdo palafitticolo sul lago di Viverone dove godersi una splendida serata.


Dalla Serra Morenica a Ivrea
La terza giornata prevede 46 km e 350 metri di dislivello, per un percorso mediamente facile ma molto paesaggistico da Viverone a Carema. E’ nel complesso una tappa scorrevole, con pendenze in genere contenute: si passa dagli ambienti lacustri alla Serra Morenica d’Ivrea con i suoi scorci paesaggistici, all’ambiente urbano di Ivrea e la bella valle che arriva alle porte della Valle d’Aosta. La varietà di habitat e le biodiversità contraddistinguono questo tracciato.
La Serra Morenica, un balcone naturale sul Canavese, è senza dubbio una delle cartoline di questo itinerario. Ivrea poi, località patrimonio mondiale dell’UNESCO è da sempre il fulcro amministrativo e industriale del Canavese, con un centro storico medievale e l’eredità architettonica della Olivetti. Per non parlare del castello di Pavone, che aggiunge una nota medievale a un territorio ricco di natura e panorami, prima di arrivare a Carema, paese aggrappato alle montagne, celebre per il suo vino Nebbiolo coltivato su ripide terrazze.




Da Carema a Castellamonte
La quarta tappa si snoda per 34 chilometri ed arriva a sviluppare un dislivello di 330 metri circa da Carema a Castellamonte. La prima parte dell’itinerario è scorrevole, la seconda diventa più mossa, con salite e discese brevi. Valli e borghi ai piedi delle montagne caratterizzano questa traccia suggestiva e che offre molte delle varietà paesaggistiche di cui il Canavese è famoso.
Tra le fermate consigliate, ci sono Valchiusella, valle alpina dalla grande tradizione e dallo splendido fascino naturale con antiche miniere, e Torre Canavese, piccolo borgo caratteristico con il suo museo a cielo aperto. La giornata si concluderà a Castellamonte, centro d’arte e di artigianato, famoso per le sue ceramiche e le sue stufe.


Giro di boa, Torino in vista
Cinquantacinque chilometri e 300 metri di dislivello per la quinta frazione, che porta senza particolari difficoltà fino alla Reggia di Venaria, con un alternarsi di sterrati battuti e asfalto. Consigliate le visite ad Agliè, uno dei borghi più belli d’Italia col suo sontuoso Castello Ducale, e Rivarolo Canavese, che offre due bellezze come il Castello Malgrà e la Chiesa di San Giacomo.
Questo tracciato scende dal Canavese e ritorna verso l’area torinese attraversando un paesaggio dolce di campagne, filari e zone fluviali. La parte naturalistica è legata soprattutto alla pianura e ai corridoi verdi: rogge, canali, tratti alberati e aree agricole, dove la pedalata è scorrevole. Sul piano storico, il percorso si muove in un territorio punteggiato da borghi antichi, chiese e castelli canavesani, con una stratificazione che va dal medioevo alle trasformazioni moderne. Avvicinandosi a Torino si entra in un contesto più urbano e storico, dove il racconto intreccia il patrimonio sabaudo della Reggia di Venaria, uno dei fiori all’occhiello dell’intero Piemonte.


Il cuore verde della città
Sesta e conclusiva tappa nella cintura stretta di Torino: 17 chilometri e 700 metri tutti pianeggianti (appena 28 metri di dislivello) per godersi le ultime bellezze senza sforzi, apprezzando i polmoni verdi di Torino come il Parco della Colletta a nord e il Parco Valentino in pieno centro. Si pedala principalmente su asfalto secondario e piste ciclabili, con alcuni inserimenti di sterrati compatti lungo i corsi d’acqua. Suggestivi i passaggi lungo il Po, con scorci più naturali e rilassanti, e le strade di campagna aperte, dove il paesaggio si distende con viste ampie e regolari. Interessanti anche i tratti nei parchi, che offrono una pausa dal contesto urbano.
Dal punto di vista tecnico il percorso è scorrevole, con dislivello contenuto e brevi salite poco impegnative, adatte a un’utenza ampia. Il fondo è generalmente buono, ma alcuni sterrati possono risultare leggermente sconnessi dopo piogge. Un itinerario equilibrato, perfetto per un’uscita rilassata, ma completa, prima di potervi godere un po’ di meritato riposo, con qualche strappo enogastronomico, al rientro a Torino.
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