Lago del TuranoLago del Turano

| 29 Luglio 2026

Laghi del Lazio. Scorci, borghi e natura: Turano da fiaba

Dalle colline basse tra il viterbese e la campagna romana alle montagne del reatino. Il viaggio fra i laghi del Lazio si sposta nell’entroterra e, con il profumo degli Appennini ormai nell’aria, raggiunge il Lago del Salto e quello del Turano. Oggi ci concentriamo proprio su quest’ultimo. Con i suoi borghi, la sua natura, fatta di boschi e montagne e una pace unica. Essendo più stretto dei precedenti, al mattino presto quando non c’è vento, il Turano regala dei veri e propri specchi d’acqua. Il cielo e i paesini vi si riflettono ed è una vera fiaba.

Se Bolsena e Bracciano hanno origine vulcanica, qui l’origine è opera dell’uomo. Entrambi, infatti, sono laghi artificiali, nati con la costruzione delle rispettive dighe durante il periodo fascista. Eppure, nonostante la loro genesi sia diversa, ricordano molto i grandi laghi naturali per il paesaggio, le forme sinuose e l’atmosfera rilassata (in apertura foto turano.it).

Lago del Turano
Castel di Tora si specchia nel Turano… paesaggi da fiaba (foto VisitLazio)
Lago del Turano
Castel di Tora si specchia nel Turano… paesaggi da fiaba (foto VisitLazio)

Fra storia e geografia

Il Lago del Turano nasce tra il 1936 e il 1938 con la costruzione della diga sul fiume Turano, realizzata per alimentare il sistema idroelettrico dell’alta valle del Velino. Lo sbarramento sommerse parte dell’antica vallata e costrinse diversi abitanti a trasferire più in alto le proprie case, dando vita agli attuali borghi che oggi si affacciano sul lago. L’invaso si estende per circa 10 chilometri nel cuore della provincia di Rieti, ai piedi del Monte Navegna e della Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia.

Il suo sviluppo è molto diverso rispetto ai laghi vulcanici del Lazio: è lungo, stretto e segue fedelmente il corso dell’antico fiume, insinuandosi tra montagne boscose e promontori. Proprio questa conformazione rende il paesaggio particolarmente suggestivo, con continui cambi di prospettiva e scorci che ricordano quasi un fiordo appenninico. Le acque, generalmente limpide, riflettono boschi di querce, castagni e faggi, contribuendo a creare uno degli angoli più tranquilli e meno conosciuti del Lazio.

Lago del Turano
Il percorso descritto è ideale per bici da strada, trekking o gravel, ma anche la MTB non è da meno. Le montagne attorno offrono molti sentieri (foto Wikiloc)
Lago del Turano
Il percorso descritto è ideale per bici da strada, trekking o gravel, ma anche la MTB non è da meno. Le montagne attorno offrono molti sentieri (foto Wikiloc)

Il Turano in sella

Una particolarità del Lago del Turano è che non si può compiere il periplo completo seguendo esclusivamente le strade asfaltate e aperte al traffico. Il suo sviluppo, infatti, è lineare. Il fiume Turano, da cui prende il nome, scorreva in una valle stretta, come detto, e l’invaso ne ha seguito fedelmente la conformazione.

Provenendo dai confini con l’Abruzzo, quindi da Paganico, e procedendo verso Stipes, la distanza è di circa 15 chilometri. Per i primi 6,5 chilometri si pedala sulla sponda destra, con il lago alla sinistra del ciclista. Questo segmento è del tutto pianeggiante. Poi, all’altezza del ponte di Castel di Tora si attraversa il lago e si prosegue sulla sponda opposta, con l’acqua che passa sulla destra. Dopo Colle di Tora, gli ultimi cinque chilometri diventano leggermente più mossi, ma le pendenze restano sempre molto dolci. E’ un continuo alternarsi di curve, saliscendi e scorci sul lago.

Il dislivello nel complesso è ridotto, si sfiorano i 200 metri e l’intero tracciato è scorrevole e fresco anche nelle giornate più calde. La vegetazione infatti accompagna praticamente tutto il percorso e l’asfalto è generalmente in buone condizioni.

Abbiamo detto niente periplo. Tuttavia, esiste una variante non ufficiale che permette di chiudere quasi completamente il giro del Turano. Una volta giunti alla diga di Stipes, anziché fermarsi, si prosegue proprio sulla diga. Superato lo sbarramento, si svolta a destra. Qui inizia una strada inizialmente asfaltata e aperta al traffico, utilizzata come via di servizio della diga. Dopo circa un chilometro però compare una sbarra che ne vieta formalmente il transito. Tuttavia, ciclisti ed escursionisti la percorrono abitualmente. Questo tratto riconduce a Castel di Tora in circa cinque chilometri.

Lago del Turano
Il corso lineare del Lago Turano misura 15 chilometri ed è adatto a tutti (foto ciclofototurista)
Lago del Turano
Il corso lineare del Lago Turano misura 15 chilometri ed è adatto a tutti (foto ciclofototurista)

Dominano i borghi

Ovviamente non mancano i punti di sosta. Il Lago del Turano è decisamente balneabile e sono presenti diverse spiaggette, alcune anche attrezzate. La più frequentata è quella di Colle di Tora, vero fulcro turistico dell’intero lago. C’è anche una piattaforma galleggiante molto divertente. Non mancano lettini, ombrelloni, noleggio kayak… Ma anche sotto Castel di Tora non mancano spiagge attrezzate con tanto di ristorante.

I punti panoramici sono numerosissimi sul Turano. Ogni borgo regala vedute differenti e permette di fare un vero viaggio nel tempo. Castel di Tora, Colle di Tora, Paganico, Ascrea, Stipes e, poco più avanti, Posticciola conservano ancora oggi l’atmosfera dei piccoli paesi rurali di un tempo. Molti furono ricostruiti più in alto dopo la nascita del lago, quando parte dei nuclei originari venne sommersa. A Posticciola, poco fori il raggio del lago per esempio nel paese sono dislocato gli strumenti agricoli di un tempo, per quello che è un museo a cielo aperto.

Ad Ascrea, per esempio, si gode una delle viste più complete sul lago e, allo stesso tempo, si possono assaggiare le fettuccine ai funghi porcini, specialità del ristorante del paese. Poco più in basso si incontra Castel di Tora, probabilmente il borgo più caratteristico del Turano. Vicoli in pietra, scorci sull’acqua e un’atmosfera che sembra essersi fermata nel tempo.

Per chi cerca un po’ più di movimento, invece, c’è Colle di Tora. Sorge su un promontorio affacciato sul lago e ospita spiagge, ristoranti, un bar e anche il pontile dedicato allo sci nautico. Infine c’è Stipes. E’ il borgo più arroccato fra tutti. Ripido e raccolto, domina la diga del Turano. Da qui si prova una sensazione particolare: da un lato il lago, dall’altro il profondo salto della gola scavata dal fiume.

Una deviazione che merita assolutamente è quella verso il belvedere, lungo la salita di Muro Pizzo, vero totem dei ciclisti della Sabina… anche se questo è il lato meno impegnativo. Lasciata la SP34 in direzione Poggio Moiano, dopo due chilometri esatti si raggiunge il punto panoramico che regala la classica cartolina del Lago del Turano. Che poi è la stessa immagine che ha aperto questo articolo. Chi ha ancora energie può proseguire per altri 2,4 chilometri, decisamente più duri, fino al valico di Muro Pizzo che conduce nel cuore della Sabina.

Dolci con frutta secca e miele, sono tipici soprattutto nei mesi più freddi
Dolci con frutta secca e miele sono tipici, soprattutto nei mesi più freddi (foto Claudio Murianni)
Dolci con frutta secca e miele, sono tipici soprattutto nei mesi più freddi
Dolci con frutta secca e miele sono tipici, soprattutto nei mesi più freddi (foto Claudio Murianni)

Funghi, castagne e tartufo

Abbiamo già accennato alle specialità culinarie. Siamo nel reatino, crocevia di sapori fra la cucina romana, quella abruzzese e la tradizione amatriciana. Ma il Turano ha una propria identità gastronomica.

A Colle di Tora, per esempio, il pesce di lago è protagonista dei menu dei ristoranti affacciati sull’acqua. A Stipes, invece, il periodo migliore è l’autunno. Sono molto diffusi i piatti a base di tartufo, dagli gnocchi alle fettuccine, fino alla particolare carbonara al tartufo.

Durante l’inverno, grazie anche alla presenza di produttori locali di miele e castagne, arrivano dolci che uniscono questi ingredienti. La crostata con frutta secca e miele è uno dei dessert più rappresentativi della zona.

Per quanto riguarda la ricezione: questo è forse il punto meno forte del Lago del Turano. Anche se le cose stanno migliorando, bisogna dirlo. L’offerta ricettiva esiste, ma molte strutture non sono aperte durante tutto l’anno. In estate non ci sono particolari problemi, mentre nelle altre stagioni è consigliabile organizzarsi con anticipo. Qui, l’elenco aggiornato delle strutture ricettive.

Il Turano non è servito dalla ferrovia come abbiamo invece visto per i due precedenti Laghi. Si raggiunge facilmente percorrendo la Via Salaria oppure l’Autostrada A24, uscendo a Carsoli.

NEGLI ARTICOLI PRECEDENTI:

Laghi del Lazio. Bolsena, l’anello più bello della Tuscia
Laghi del Lazio. Andiamo a Bracciano… a due passi da Roma

TUTTE LE CATEGORIE DEL MAGAZINE