Un anello da percorrere sull’Appennino tosco-emiliano, tra boschi, borghi e sentieri, ma con una particolarità: lungo la strada compaiono grandi opere di land art realizzate con materiali naturali, destinate a trasformarsi e, un giorno, a essere riassorbite dall’ambiente. E’ il Bologna Montana Art Trail, progetto ideato e gestito da Viva il Verde che unisce turismo lento, territorio e arte contemporanea e che dispone di un tracciato specifico anche per le bici, oltre che per i camminatori.
Il percorso per i biker misura 114 chilometri, con circa 4.500 metri di dislivello complessivo, e attraversa l’Appennino toccando, tra gli altri, Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Monzuno e San Benedetto Val di Sambro. Un viaggio che può essere modulato in due, tre o quattro tappe e che, più che alla gravel, si presta alla MTB e soprattutto alle e-MTB.
«Quando abbiamo progettato il percorso siamo partiti dalle criticità che, da camminatori, avevamo trovato in altri cammini – spiega Daniele Maestrami di Viva il Verde, uno degli ideatori dell’itinerario – Innanzitutto abbiamo voluto creare un anello e poi farlo attraversare dai centri dei paesi, sia per offrire servizi a chi lo percorre sia per portare valore sul territorio».


La traccia in un’app
La nascita del Bologna Montana Art Trail non è stata lineare. L’apertura era stata inizialmente programmata nel 2023, ma le alluvioni che hanno interessato l’Appennino hanno danneggiato pesantemente molti sentieri, costringendo a rimandare il progetto e a intervenire sui tracciati. L’inaugurazione c’è stata nel 2025.
Il risultato è oggi un itinerario che mette insieme natura e piccoli centri abitati, con oltre 40 strutture ricettive distribuite sul territorio e numerosi punti acqua. Il percorso è presente anche sull’app Walk+ (al pari di altri itinerari come la nota Via degli Dei), dove sono disponibili due tracce differenti: una destinata agli escursionisti e l’altra ai biker. Quest’ultima presenta alcune varianti necessarie per evitare i segmenti non pedalabili. «La traccia per le biciclette è un po’ più lunga – continua Maestrami – proprio perché alcuni tratti del cammino non possono essere affrontati in bici. Per quanto riguarda il mezzo, chi conosce bene il percorso ci dice che con una gravel è quasi impossibile farlo: serve una mountain bike. Oggi, infatti, viene percorso soprattutto con le e-bike».
Per chi utilizza una bici elettrica esistono alcuni punti di ricarica, ai quali si aggiunge la possibilità di ricaricare le batterie nelle numerose strutture ricettive presenti lungo l’anello.


Da due a quattro tappe
Essendo circolare, il Bologna Montana Art Trail può essere iniziato praticamente ovunque, anche se il punto di partenza consigliato è Loiano, dove si trova la sede di Viva il Verde e dove i biker possono ricevere informazioni prima di mettersi in viaggio. «Suggeriamo di partire da Loiano perché la nostra sede è a una cinquantina di metri dalla partenza. Chi arriva può passare da noi e ricevere tutte le informazioni utili per affrontare al meglio il percorso».
La formula più sportiva concentra l’intero itinerario in due tappe, rispettivamente da 56 e 58 chilometri, con pernottamento al Rifugio Casa delle Guardie. Chi preferisce distribuire maggiormente dislivello e chilometri può scegliere la versione in tre giorni, passando per il Rifugio Fantorno e San Benedetto Val di Sambro, oppure quella in quattro tappe, con soste a Monghidoro, Casa delle Guardie e Monzuno.


Si punta alle 50 opere
E’ però la componente artistica a distinguere questo itinerario da molti altri percorsi appenninici. Lungo il tracciato sono state installate circa 25 opere monumentali, disseminate nei boschi e nei luoghi attraversati dal trail. Tra queste ci sono animali, figure fantastiche e installazioni come il Cinghiale Celtico (foto in apertura), il Fauno, San Giorgio e il Drago, Madre Natura e la Spada nella Roccia. «Volevamo dare al cammino un’identità forte – ricorda Maestrami – perché in Italia ormai esistono moltissimi percorsi. Così abbiamo deciso di invitare ogni anno degli artisti a realizzare opere monumentali lungo il tracciato. La caratteristica è che vengono create con elementi della natura e, con il tempo, tornano alla natura».
Non si tratta quindi di un museo immutabile. Le installazioni nascono, invecchiano e progressivamente scompaiono, lasciando spazio a nuovi interventi. L’obiettivo dichiarato è arrivare a 50 opere, mantenendo poi il progetto in continua evoluzione. «Vogliamo realizzare una galleria d’arte a cielo aperto lunga cento chilometri. E l’attività non dovrebbe mai interrompersi, perché man mano che le opere si deteriorano ne devono essere realizzate di nuove».
Gli artisti vengono selezionati attraverso modalità differenti: talvolta è l’organizzazione a proporre un’idea, in altri casi sono gli stessi autori a presentare un progetto. E con l’aumento della visibilità del trail stanno crescendo anche le candidature spontanee, comprese quelle provenienti dall’estero.






Già migliaia di visite
L’interesse non riguarda soltanto chi percorre integralmente l’anello. Molte installazioni sono infatti raggiungibili singolarmente, spesso avvicinandosi in auto e completando a piedi solamente l’ultimo tratto. Il progetto diventa così anche un pretesto per visitare luoghi come il Parco Archeologico di Monte Bibele, l’Alpe di Monghidoro, il Lago di Castel dell’Alpi e la Flaminia Militare.
«Quest’anno stimiamo un paio di migliaia di persone che completeranno tutto il cammino – conclude Maestrami – Per un progetto così giovane sono numeri interessanti. Ma sono molte di più quelle che raggiungono le singole opere: a fine stagione parliamo quindi di migliaia di persone che avranno frequentato questi luoghi».
Luoghi che, va detto, strizzano l’occhio agli amanti delle due ruote: oltre al Bologna Montana Art Trail, il comprensorio offre esperienze bike quali pedalate tra il Monte Venere e il Monte Sole con il Monzuno Bike, percorsi nelle foreste di Monghidoro con I Sentieri dell’Alpe e persino un bike park chiamato BOM.B.A. (Bologna Montana Bike Area)
Bologna Montana Art Trail







