Sellaronda Bike DaySellaronda Bike Day Alta Badia

| 23 Settembre 2026

Il futuro del Sellaronda passa dal traffico limitato?

Pochi giorni fa abbiamo parlato con Michil Costa del futuro dei passi dolomitici e della possibilità di andare oltre le due giornate di chiusura del Sellaronda Bike Day. Ora abbiamo voluto ascoltare anche l’altra voce di quel territorio, quella di chi organizza l’evento e che ogni giorno si occupa delle strategie di promozione turistica dell’Alta Badia.

Abbiamo quindi contattato Roberto Huber, direttore e responsabile marketing di Alta Badia Brand, per capire lo stato dell’arte della mobilità lenta sui passi dolomitici, e soprattutto il suo futuro.

Roberto Huber
Roberto Huber, responsabile del marketing dell’Alta Badia
Roberto Huber
Roberto Huber, responsabile del marketing dell’Alta Badia
Roberto, nell’intervista con Michil Costa abbiamo parlato molto del futuro del Sellaronda e della possibilità di chiudere i passi più spesso. Prima di arrivare a questo, però, quanto è cambiato il Sellaronda Bike Day in questi vent’anni?

Il Sellaronda Bike Day è nato dal successo della Maratona dles Dolomites. Non tutti venivano estratti e allora è nata l’idea di dare la possibilità di pedalare in quei posti, chiusi al traffico, anche a chi non poteva fare la gara o semplicemente a chi non interessava l’agonismo, ma voleva soltanto godersi le nostre montagne senza traffico.

Ci conferma anche lei che all’inizio non fu una passeggiata?

Si è iniziato con la chiusura del Passo Gardena, poi pian piano anche le altre valli si sono accorte che poteva funzionare e così è nato il primo Sellaronda Bike Day. Ma nei primi anni gli operatori dei passi avevano addirittura creato un comitato contro l’evento, c’erano proteste e siamo arrivati anche alle puntine messe per strada. Poi, dopo il quinto anno circa, hanno iniziato a vedere che funzionava e che conveniva anche economicamente, e da allora sono stati tutti a favore.

Al punto che avete aggiunto anche l’edizione di settembre oltre a quella di giugno.

All’inizio c’erano 3-4.000 persone e non è stato facile, anche per il meteo che a settembre è più facile non sia favorevole. Ma un po’ alla volta siamo arrivati alla situazione di oggi, con circa 20.000 partecipanti. E nel frattempo una decina di anni fa è nato anche il Dolomites Bike Day, che abbiamo organizzato proprio per distribuire le presenze a giugno, perché sul Sellaronda c’erano davvero tantissime persone.

Sellaronda Bike Day inizio Pordoi
Le prime edizioni del Sellaronda Bike Day si sono scontrate con un comitato contrario degli esercenti locali, che però negli anni si sono ricreduti (foto Sellaronda Bike Day)
Sellaronda Bike Day inizio Pordoi
Le prime edizioni del Sellaronda Bike Day si sono scontrate con un comitato contrario degli esercenti locali, che però negli anni si sono ricreduti (foto Sellaronda Bike Day)
Quindi ci conferma che, dal punto di vista economico, la chiusura dei passi è più un’opportunità che un problema, giusto?

Sì è così, da tanti anni non riceviamo più critiche dagli operatori, anzi. Dal punto di vista economico sono eventi che vengono richiesti sempre di più da tutte le valli. Sono diventati importanti anche per il territorio. 

Oggi quindi abbiamo un evento che è passato dalle proteste iniziali a essere richiesto dagli stessi operatori. Quindi perché non chiudere i passi più spesso, per esempio una volta al mese?

Perché secondo noi aumentare troppo le giornate toglierebbe valore all’evento. Il Sellaronda Bike Day non sono solo strade chiuse, è una festa, è un evento. La gente viene anche perché vive quella sensazione di pedalare in tantissimi tutti insieme, e facendolo più volte quel valore andrebbe a calare.

Ma ci sarebbe anche un altro motivo per aumentare i giorni senza motori sui quattro passi, cioè tutelare un ambiente delicato come quello delle Dolomiti.

Sicuramente, ma ci sono altri aspetti da tenere in considerazione. E’ difficile avere i volontari, presidiare tutti gli accessi e tenere chiuse le strade. Colfosco, per esempio, è bloccato per tutta la giornata. Oggi il Bike Day piace tantissimo anche alle persone del posto oltre che a chi viene da fuori, ma aumentando le giornate di chiusura c’è anche il rischio di creare nuovi malumori. C’è comunque il progetto di rendere i passi a traffico limitato, che doveva iniziare già questo settembre. Slitterà ma inizierà comunque il prossimo anno.

Sellaronda Bike Day Alta Badia
L’Alta Badia dalla prossima estate sperimenterà il traffico limitato sul Passo Gardena. Se funzionerà, la misura verrà estesa anche agli altri valichi (foto Sellaronda Bike Day)
Sellaronda Bike Day Alta Badia
L’Alta Badia dalla prossima estate sperimenterà il traffico limitato sul Passo Gardena. Se funzionerà, la misura verrà estesa anche agli altri valichi (foto Sellaronda Bike Day)
Che cosa prevede?

L’idea è creare una zona a traffico limitato, un po’ come avviene nei centri delle città. La prima sperimentazione sarà sul Passo Gardena a partire dalla prossima estate. Si registreranno le targhe attraverso un sito, potranno passare i residenti e gli operatori, mentre per gli altri ci sarà un numero limitato di accessi. Stiamo ancora definendo alcuni dettagli, ma siamo a buon punto. Poi il piano, se la sperimentazione funzionerà, sarà estenderla anche agli altri passi e alle altre valli 

Quindi il futuro potrebbe essere quello di non aumentare le chiusure straordinarie ma avere più limitazioni permanenti?

Potrebbe essere questa la strada. Anche perché i Bike Day non sono una semplice chiusura delle strade, come dicevo sono una festa. Continueranno a esserci perché sono un’altra cosa e perché danno valore al territorio in un modo diverso. La limitazione del traffico, invece, è un progetto strutturale.

Quindi ci conferma che non pensate di aumentare le giornate del Sellaronda Bike Day.

Per ora non c’è questa ipotesi sul tavolo. Abbiamo già il Sellaronda, il Dolomites Bike Day e la Maratona, quindi quattro appuntamenti di questo tipo. C’è anche da tenere conto del fatto che le nostre strade sono valichi di passaggio obbligati anche per i residenti, cosa che rende più complicate le chiusure come magari succede in altri luoghi delle Alpi.

Sellaronda Bike Day Arabba
Uno dei problemi di organizzare altri giorni di chiusura del Sellaronda, dice Huber, è la mole di volontari necessari (foto Sellaronda Bike Day)
Sellaronda Bike Day Arabba
Uno dei problemi di organizzare altri giorni di chiusura del Sellaronda, dice Huber, è la mole di volontari necessari (foto Sellaronda Bike Day)
Costa ci ha parlato anche dei raduni di auto e moto e della nuova legge provinciale che teoricamente li vieta sopra i 1.600 metri, ma è difficile da applicare. Conferma?

La legge c’è ed è uscita a giugno, in effetti non è semplicissima da applicare perché bisogna definire cosa sia un raduno. Il dato di fatto è che la legge esiste, ma forse non c’è ancora una regolamentazione molto stringente. A livello pratico, nella maggioranza dei casi, non è cambiato tantissimo.

Voi come Alta Badia Brand siete comunque favorevoli a una regolamentazione più severa del traffico sui passi?

Sì, assolutamente, infatti stiamo lavorando ai tavoli del progetto di limitazione del traffico. Siamo sempre stati d’accordo sul fatto che bisogna fare qualcosa, perché la situazione sui passi è fuori controllo. E’ importante che chiunque venga qui abbia rispetto per il territorio, a di là del mezzo con cui vengono.

Però una bicicletta e un SUV diesel hanno evidentemente un impatto molto diverso.

Certo, e proprio per questo mi ricollego al progetto di limitazione del traffico, che prevede di limitare in maniera importante le automobili sul territorio.

Sellaronda Bike Day Passo Gardena
I Sellaronda Bike Day sono nati con la chiusura del Gardena. La speranza è che anche le zone a traffico limitato seguano questo esempio (foto Sellaronda Bike Day)
Sellaronda Bike Day Passo Gardena
I Sellaronda Bike Day sono nati con la chiusura del Gardena. La speranza è che anche le zone a traffico limitato seguano questo esempio (foto Sellaronda Bike Day)
Costa parlava anche di una possibile tassa sulla carbon footprint per chi lavora nel turismo. E’ una strada percorribile?

Imporre una tassa su questa tematica mi sembra eccessivo. Dobbiamo sederci attorno a un tavolo, come stiamo facendo, e sensibilizzare le persone. Magari una volta che vedremo quali sono i grandi progetti, potremo trovare anche altro budget in quel modo, ma per ora non la vedo come una necessità immediata

Qual è, quindi, il turismo che volete per l’Alta Badia?

Stiamo già lavorando sulla base della certificazione GSTC, uno standard internazionale con criteri per avere una destinazione sostenibile, che ha delle linee guida da seguire per rendere il turismo più green. Noi le seguiamo ogni anno presentando progetti concreti, come appunto i tre Bike Day e la Maratona. La sfida è trovare il giusto equilibrio tra valorizzare il territorio e proteggerlo, e la limitazione del traffico va proprio in questa direzione.

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