Forse non tutti ricordano che, prima di lanciarsi con successo nelle biciclette, 3T costruiva manubri. Ora, il brand fondato a Torino ma ora con sede nella bergamasca, ha voluto tornare alle origini, presentando Uno Ghiaia. Si tratta del suo primo cockpit integrato in carbonio, pensato appositamente per il gravel veloce, cioè dove rigidità, controllo e posizione in sella devono convivere al meglio.


Geometria particolare, che si allarga dove serve
Il materiale come detto è il carbonio, nello specifico carbonio unidirezionale. Una delle caratteristiche più interessanti di Uno Ghiaia è il design della piega, che ricordiamo è totalmente integrata. Il valore del flare è stato studiato osservando l’uso pratico dei ciclisti, e il risultato è una particolare geometria che 3T ha chiamato “multi-angolo” che raggiunge una media di 23 gradi di apertura. Significa, in pratica, che il flare non è ottenuto con una semplice apertura costante, ma attraverso più angoli nella forma della piega, in modo da offrire diverse possibilità di impugnatura.
L’obiettivo era risolvere una delle esigenze tipiche del gravel veloce, cioè avere una posizione stretta ed efficiente quando si impugna la zona dei comandi, una presa più larga e stabile quando si scende nei drop, ma anche una comoda presa intermedia. Anche la parte centrale segue la stessa filosofia, con 3T che parla di un equilibrio tra aerodinamica ed ergonomia.
Le forme sono studiate per mantenere una superficie utile nelle diverse posizioni delle mani, senza trasformare il cockpit in un elemento puramente orientato alla velocità. Il drop è di 110 millimetri, dunque piuttosto compatto, così da mantenere una posizione accessibile anche quando si passa frequentemente da una presa all’altra.


Tutto integrato, ma senza rinunciare alla versatilità
Abbiamo detto che l’Uno Ghiaia è il primo manubrio integrato prodotto da 3T, una scelta che premia la pulizia delle linee, ma che non riguarda soltanto l’estetica. Oltre ad un maggiore aerodinamicità, rispetto alla combinazione tradizionale di manubrio e attacco manubrio, il modello Uno Ghiaia aumenta la rigidità e permette anche di ridurre il peso complessivo di circa 70 grammi.
Sul davanti trova posto un supporto K-Edge, removibile e regolabile, per alloggiare il ciclocomputer esattamente davanti al cockpit. Una soluzione che aiuta a sua volta a mantenere pulito e aerodinamico il design, integrandosi molto bene nella struttura. Si notano poi due evidenti punti di fissaggio sulla parte superiore. Sono studiati per poter montare le prolunghe aerodinamiche (nello specifico il sistema Profile Design A3) che spesso vediamo nelle competizioni di ultra cycling.
Per quanto riguarda la compatibilità, 3T fa sapere che Uno Ghiaia lavora sia con tubi sterzo tradizionali da 1 1/8″ sia con quelli 3T a sezione D, utilizzando l’apposita rondella. Delle scelte costruttive che garantiscono una flessibilità nella configurazione del cockpit anche per il futuro.


Versioni, specifiche e prezzo
Uno Ghiaia è disponibile in tre larghezze, da 38, 40 e 42 centimetri, mentre la lunghezza dell’attacco varia in base alla configurazione, da un minimo di 80 ad un massimo di 120 millimetri.
La dotazione comprende anche il supporto K-Edge e le coperture per i punti di fissaggio delle prolunghe, mentre per montare il sistema Profile Design A3 sono necessari gli adattatori dedicati. Il peso dichiarato dall’azienda è di 320 grammi nella misura 40×100 mm. Infine il prezzo suggerito, che nel sito di 3T è 1.000 euro tondi tondi.







