Crespi d'Adda (foto ERSAF)Crespi d'Adda (foto ERSAF)

| 15 Ottobre 2026

Grand Tour UNESCO: i patrimoni della Lombardia a portata di bici

Il nuovo progetto di ERSAF presentato nei giorni scorsi vuole mettere in collegamento i siti e i riconoscimenti UNESCO situati sul territorio della Lombardia. L’obiettivo è creare un unico percorso, in gran parte ciclabile, che possa permettere ai turisti e ai cittadini di visitare e attraversare luoghi iconici e d’importanza storica. La Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di siti patrimonio dell’UNESCO, che si estendono in tutto il suo territorio. 

Un percorso unico, dal disegno ad anello, concepito per mettere in relazione tutti i siti di interesse storico. Una ruota con cinque raggi, il richiamo alla bicicletta in Regione Lombardia arriva anche dall’idea di avere un itinerario che possa ricordare proprio la ruota.

Il centro: Milano

Il progetto portato avanti da ERSAF, Regione Lombardia e supportato da In Lombardia vede la città di Milano come punto centrale. L’attrazione turistica che offre il capoluogo lombardo deve essere usata come spunto per offrire ai turisti diverse alternative: uscite e giornate dedicate alla scoperta degli altri luoghi che rendono la Lombardia una regione unica. 

La scelta di mettere Milano al centro è anche culturale, in quanto il punto di riferimento della città, per quanto riguarda la parte di patrimonio UNESCO, sarà Il Cenacolo di Leonardo da Vinci (l’Ultima Cena) e il complesso di Santa Maria delle Grazie a Milano. Questi sono stati dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO nel 1980. Da Milano partono i cinque raggi che seguono i corsi d’acqua che passano ed escono dalla città: il fiume Olona, Naviglio Grande, il Naviglio Pavese, il Naviglio della Martesana e il Lambro.

Equilibrio territoriale

L’obiettivo del progetto del Grand Tour UNESCO, così si chiama l’iniziativa di ERSAF e Regione Lombardia, è di valorizzare i cosiddetti territori intermedi. Punti di interesse storico e culturale lontani dalle città, con l’intento di donare riequilibrio e consentire la scoperta ai turisti e ai cittadini di questi luoghi. 

Nel nostro viaggio di scoperta del progetto siamo partiti da Crespi d’Adda, villaggio situato lungo l’omonimo fiume e punto di interesse storico. Qui la famiglia Crespi fece nascere il cotonificio che ha scandito il ritmo e la vita degli abitanti per oltre un secolo. 

Una storia che attraversa momenti importanti tra la fine dell’800 e i primi anni 2000 quando il cotonificio chiuse definitivamente: era il 5 dicembre 2003. Negli anni precedenti il lavoro di ricerca ha portato il villaggio di Crespi d’Adda ad essere riconosciuto patrimonio UNESCO, salvandolo dalla riqualificazione urbana. 

Ciclabile dell'Adda (foto ERSAF)
Il percorso da Crespi a Lecco misura una trentina di chilometri ed è perfetto per un’uscita o una gita nel fine settimana (foto ERSAF)
Ciclabile dell'Adda (foto ERSAF)
Il percorso da Crespi a Lecco misura una trentina di chilometri ed è perfetto per un’uscita o una gita nel fine settimana (foto ERSAF)

Il primo raggio

L’itinerario proposto da ERSAF ci ha portati a scoprire il primo dei cinque raggi che partono dal centro di Milano. Infatti nella nostra uscita abbiamo percorso la ciclabile dell’Adda, che passa a pochi metri dal villaggio di Crespi e arriva fino a Lecco. Il corso d’acqua di riferimento è quello della Martesana, che segue direzione nord-est per entrare nella provincia di Bergamo.

Il percorso interamente ciclabile e praticamente privo di dislivello attraversa luoghi e punti storici come le centrali idroelettriche che caratterizzano le sponde del fiume. Alcune di queste sono entrate tra i luoghi protetti della Regione e in alcuni periodi sono visitabili grazie a iniziative come Ville Aperte o le Giornate del FAI. Il percorso interamente ciclabile propone strade e sterrati semplici, che attraversano anche altri luoghi di interesse. 

Una volta finita la pedalata siamo stati a Colico a visitare il Forte di Montecchio Nord, costruzione militare eretta tra il 1912 e il 1914
Una volta finita la pedalata siamo stati a Colico a visitare il Forte di Montecchio Nord, costruzione militare eretta tra il 1912 e il 1914

Intermodalità

All’iniziativa del Grand Tour UNESCO ha partecipato anche il Politecnico di Milano, che ha assunto un ruolo fondamentale nella mappatura e nell’individuare i luoghi unendoli attraverso vie ciclabili. Il progetto però parla anche di intermodalità e unisce diversi aspetti della mobilità sostenibile. Infatti per visitare alcuni siti come il Forte di Montecchio Nord si può scegliere di utilizzare il treno, caricando la bicicletta e spostandosi in maniera alternativa ma senza comunque usare l’automobile. 

Il Grand Tour UNESCO non è soltanto un’infrastruttura cicloturistica, ma un progetto orientato alla costruzione di una nuova relazione tra patrimonio e territorio. In questa prospettiva, il Grand Tour UNESCO della Lombardia si propone come una grande infrastruttura culturale diffusa: non soltanto una pista ciclabile, ma un sistema territoriale integrato in grado di raccontare la ricchezza storica, artistica e ambientale della regione, promuovendo una visione contemporanea del viaggio fondata sulla sostenibilità, sulla conoscenza e sulla valorizzazione del patrimonio comune.

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