La notte del 6 aprile 2009 Alessandra, studentessa universitaria all’Aquila, si salvò dal terremoto per una coincidenza. Anziché dormire nell’appartamento che il padre le aveva affittato, un edificio in cemento armato ritenuto più sicuro, aveva deciso di trascorrere la notte a casa di alcune amiche, in una costruzione apparentemente più precaria, nel centro storico.
«Fu proprio l’appartamento in cemento armato a crollare, mentre l’edificio dove si trovava mia figlia resistette. Non so se sia stata fortuna o un miracolo».
A raccontarlo è Luciano Caramanico, ingegnere di Guardiagrele (Ch) e padre di Alessandra, che ricorda come da quel fatto scaturì l’idea del Cammino della Pace. Una storia personale che, negli anni, si è trasformata in un progetto di turismo lento capace di attraversare tre regioni. Nato per i camminatori, oggi il Cammino della Pace dispone anche di un itinerario per mountain bike: 470 chilometri dall’Aquila a Monte Sant’Angelo, sul Gargano.


Dal terremoto al cammino
Esattamente un anno dopo il terremoto de L’Aquila, Caramanico allora presidente della sezione del Club Alpino Italiano di Guardiagrele, promosse un gemellaggio con il CAI dell’Aquila ed organizzò cinque giorni di cammino tra il capoluogo abruzzese e il proprio paese.
«Mia figlia – ricorda Caramanico – è devota a Padre Pio e per questo, dopo il sisma, siamo andati a San Giovanni Rotondo per ringraziare. Da lì mi è venuta l’idea: perché non continuare il cammino che avevamo iniziato fino a Guardiagrele, portandolo fino al Gargano?».
Il progetto richiese otto anni di lavoro e nel 2018 venne inaugurato a Monte Sant’Angelo (Fg) il percorso pedonale. Nello stesso anno nacque l’Associazione Cammino della Pace APS, oggi presieduta da Caramanico. «Il cammino ha ottenuto riconoscimenti istituzionali del Ministero ed è stato inserito negli atlanti dei cammini regionali».


Nove tappe per i bikers
La versione ciclabile è la novità più recente, presentata quest’anno a marzo alla fiera Fa’ la cosa giusta! di Milano. E’ stata disegnata specificamente per le mountain bike, con alcune deviazioni rispetto all’itinerario pedonale. «In bicicletta sono 470 chilometri – spiega Caramanico- suddivisi in nove tappe che variano tra i 40 e i 60 chilometri. Abbiamo cercato di toccare i paesi dell’interno, perché speriamo che il cammino possa essere anche un aiuto contro lo spopolamento».
Il dislivello complessivo indicativo è nell’ordine degli 11.000-12.000 metri: numeri che richiedono preparazione e una buona capacità di gestire più giornate consecutive in sella.
Il percorso utilizza strade sterrate e sentieri, recuperando anche tratti degli antichi tratturi della transumanza, tra cui il Tratturo Magno e il Centurelle-Montesecco. «Lo abbiamo classificato proprio per la mountain bike, perché ci sono parecchi sentieri che ricalcano il cammino a piedi. Dove non era possibile passare in bicicletta abbiamo previsto delle deviazioni».
Per questo Caramanico sconsiglia la gravel, mentre l’e-MTB può rappresentare un’alternativa, purché si pianifichino attentamente le ricariche: una rete dedicata di punti di rifornimento elettrico non è ancora stata verificata, ma lungo il viaggio non mancano strutture convenzionate.


Tra Maiella e Trabocchi
Dall’Aquila il Cammino della Pace attraversa Villa Sant’Angelo, Prata d’Ansidonia, Caporciano e Navelli, prima di scendere verso Bussi sul Tirino. Si entra quindi nell’area della Maiella, passando per Caramanico Terme, Roccamorice e Serramonacesca, fino a raggiungere Guardiagrele.
«Attraversiamo un po’ la Maiella, poi scendiamo verso Guardiagrele, che è il mio paese. Da lì andiamo verso Lanciano e arriviamo a San Giovanni in Venere, a Fossacesia, dove facciamo tappa».
L’abbazia di San Giovanni in Venere è uno dei luoghi simbolici del viaggio, insieme agli altri edifici religiosi incontrati lungo il percorso. Da Fossacesia si pedala per due tappe lungo la Costa dei Trabocchi, prima di tornare verso l’entroterra attraverso Casalbordino, Monteodorisio e Lentella.
Il viaggio entra quindi in Molise, passando per Montenero di Bisaccia e Guglionesi, e prosegue verso la Puglia attraverso Serracapriola e Apricena. Da qui comincia l’avvicinamento al Gargano, con il passaggio da San Giovanni Rotondo e l’arrivo finale a Monte Sant’Angelo.


Un progetto di pace
Il nome del cammino nasce da una scelta precisa: costruire un itinerario aperto a persone di culture e fedi differenti. «Questo – sottolinea Caramanico – è nato come cammino interreligioso e interculturale. Noi pensiamo che tutte le religioni dovrebbero camminare assieme proprio per la pace. Abbiamo scelto questo nome perché non volevamo creare divisioni».
La dimensione spirituale convive così con quella paesaggistica e con la valorizzazione dei borghi. L’associazione ha stipulato, come anticipato, convenzioni con alcune strutture ricettive, tra conventi e B&B, e sta lavorando per ampliare l’offerta. «Alla fiera di Milano – ricorda – molti ci hanno chiesto informazioni anche per i camper, perché qualcuno vorrebbe portare la bici, fare una tappa e poi pernottare nel proprio mezzo».
La direzione consigliata è da L’Aquila a Monte Sant’Angelo, coerente con la segnaletica del cammino pedonale. L’associazione sta inoltre lavorando a un futuro collegamento con Assisi, utilizzando tratti di itinerari già esistenti, al fine di ampliare il messaggio di pace testimoniato dal cammino.







