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| 9 Febbraio 2026

Aerosol in inverno: perché fa bene a chi va in bici e quando usarlo

In inverno le basse temperature, l’aria secca e gli sbalzi termici mettono a dura prova le vie respiratorie, soprattutto per chi pratica sport di endurance come il ciclismo. Raffreddori, congestioni nasali, mal di gola e bronchiti leggere sono disturbi frequenti, che possono compromettere il benessere quotidiano e la qualità dell’allenamento. In questi casi l’aerosol rappresenta un valido alleato: una terapia inalatoria che consente di veicolare farmaci o soluzioni direttamente nelle vie respiratorie, in modo mirato ed efficace (in apertura foto Fluimucil).

L’aerosol può essere utile sia in presenza di patologie lievi sia, in alcuni casi, a scopo preventivo e protettivo. Ma che cos’è esattamente l’aerosol, quando è indicato e come va utilizzato correttamente? Per fare chiarezza ci siamo rivolti al dottor Emilio Magni, uno dei medici del ciclismo più esperti in assoluto, in forza alla XDS-Astana.

aerosol, Emilio Magni
Il dottor Emilio Magni, un riferimento nel mondo dei professionisti
aerosol, Emilio Magni
Il dottor Emilio Magni, un riferimento nel mondo dei professionisti
Dottor Magni, ci parli dell’aerosol e perché si utilizza soprattutto in questo periodo?

Nel ciclismo dei pro’ l’aerosol è una metodica utilizzata volentieri anche dai ragazzi perché è semplice e consente una somministrazione ridotta di farmaco, che agisce direttamente nel punto in cui c’è la necessità. Questo evita di coinvolgere in modo significativo altri sistemi dell’organismo, come il metabolismo epatico o renale. Ovviamente non è una soluzione miracolosa e non bisogna aspettarsi risultati eclatanti, ma laddove la patologia lo permette è una metodica che viene proposta da noi e generalmente accettata dagli atleti.

Ha parlato subito di patologia: ci riferiamo quindi ai malanni di stagione?

Sì, alle problematiche delle prime vie respiratorie. Parliamo delle vie nasali, che possono essere congestionate nelle forme da raffreddamento, ma anche di quelle respiratorie vere e proprie: faringe, trachea e bronchi. Questo è il distretto anatomico su cui l’aerosolterapia può avere una funzione. Viene utilizzato quando c’è un disturbo in atto, ma può avere anche una valenza preventiva e protettiva.

Una volta, soprattutto nelle uscite lunghe al freddo, si facevano i fumenti: ci sono similitudini con l’aerosol?

Sì, perché l’aerosol crea un ambiente caldo e umido che può aiutare a decongestionare. Tuttavia io l’ho sempre proposto soprattutto quando ci sono già piccoli problemi, non di grossa entità. In questi casi è utile perché permette di somministrare mucolitici, antinfiammatori e, se necessario, anche antibiotici. Se il problema è localizzato alle prime vie respiratorie, l’aerosol rappresenta un tentativo ragionato.

aerosol, freddo
Pedalare con il freddo può contribuire a creare problemi alle vie respiratorie che si irritano con maggior facilità (foto Tucano Urbano)
aerosol, freddo
Pedalare con il freddo può contribuire a creare problemi alle vie respiratorie che si irritano con maggior facilità (foto Tucano Urbano)
Quando si fa l’aerosol con un medicinale, va sempre aggiunta la soluzione fisiologica?

Dipende. Alcuni farmaci sono in polvere e quindi devono essere sciolti: in quel caso la fisiologica è ideale. In altre situazioni, invece, il farmaco è già liquido, come nel caso dei mucolitici o del cortisone. Se si vuole diluire ulteriormente lo si può fare, ma non c’è un’esigenza assoluta perché sono già liquidi di per sé.

Meglio la mascherina o vanno bene anche gli inalatori nasali?

Direi la mascherina. Gli inalatori nasali, quelli che in gergo chiamiamo “occhialini”, comportano una grande dispersione e si rischia di perdere buona parte del farmaco. Con la mascherina l’efficacia in generale è maggiore. Poi dipende anche da dove è localizzato il problema principale.

Come bisogna respirare: dal naso o dalla bocca?

Se c’è una congestione nasale importante, che magari disturba anche il sonno notturno, si può inspirare dal naso ed espirare dalla bocca. Se invece la zona più interessata è quella faringo-tracheale, si può respirare tranquillamente dalla bocca ed espirare dal naso. Dipende quindi da dove si deve agire con maggiore efficacia.

E per le allergie ha senso fare l’aerosol?

Per le allergie l’aerosol è molto meno utilizzato. Se c’è un broncospasmo, cioè un’ostruzione bronchiale, allora si sale di livello nella terapia e si utilizzano i broncodilatatori, che hanno una loro indicazione. I disturbi allergici, dalla rinite alla faringite o tracheite, di solito si trattano meglio con spray specifici, inalatori… che garantiscono una concentrazione maggiore e una minore dispersione.

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Per le allergie meglio diffusori alternativi e non l’aerosol (foto MY Personal Trainer)
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Per le allergie meglio diffusori alternativi e non l’aerosol (foto MY Personal Trainer)
Esistono vari tipi di aerosol: uno vale l’altro?

Meglio quelli a compressione, perché nebulizzano meglio e diffondono in modo più efficace il farmaco nelle vie respiratorie.

Dottore, vuole aggiungere qualcosa?

Sì, la parte igienica. Se l’aerosol viene utilizzato per poche sedute non ci sono particolari problemi, ma se il trattamento si prolunga per diversi giorni, anche una decina, bisogna fare attenzione alle possibili forme fungine a livello della mucosa orale. Sono strumenti che, anche se ben puliti, vengono messi in bocca e possono favorire l’ingresso di microrganismi nelle vie respiratorie. In questi casi si possono usare soluzioni antifungine, come quelle anticandida.

E come andrebbero utilizzate?

Subito dopo la seduta di aerosol. Basta fare un semplice sciacquo, tenendo la soluzione in bocca per 30 secondi e poi sputando. E’ una piccola precauzione da osservare solo quando il trattamento deve essere prolungato per più giorni.

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