Parma lancia l’esempio: il Bici-velox per scoprire chi sta barandoParma lancia l’esempio: il Bici-velox per scoprire chi sta barando

| 15 Ottobre 2026

Parma lancia l’esempio: il Bici-velox per scoprire chi sta barando

Se, quando si parla di automobilisti, si lamenta una sorta di manica larga nei loro confronti (salvo quando si deve procedere alle classiche multe per sosta vietata sempre utili per fare cassa…), nel caso di chi va in bici l’applicazione del Codice della Strada è sempre rigorosa. Ma a ben guardare, in qualche caso non è neanche male che ci siano controlli più rigidi. L’introduzione dei Bici-velox inaugurata a Parma va proprio in questa direzione e molte associazioni ciclistiche plaudono a una scelta che andava fatta anche prima.

Negli ultimi anni, le e-bike e le più massicce fat-bike si sono fatte largo nei centri storici e nelle piste ciclabili delle nostre città, offrendo un’alternativa ecologica, agile e sostenibile al trasporto tradizionale, snellendo in alcuni casi il traffico e dando anche un positivo contributo all’ambiente. Tuttavia, la rapida diffusione di questi mezzi ha portato con sé un effetto collaterale: il fenomeno del “tuning” e delle manomissioni elettroniche.

Il traffico in città come Parma vede le bici a pedalata assistita in aumento, ma non devono essere un pericolo...
Il traffico in città come Parma vede le bici a pedalata assistita in aumento, ma non devono essere un pericolo…
Il traffico in città come Parma vede le bici a pedalata assistita in aumento, ma non devono essere un pericolo...
Il traffico in città come Parma vede le bici a pedalata assistita in aumento, ma non devono essere un pericolo…

Il maldigerito limite di velocità…

Il limite di 25 chilometri orari, in vigore in tutta Europa per le bici a pedalata assistita è poco gradito da molti utenti, che modificano i software o le componenti meccaniche dei propri veicoli per trasformarli in veri e propri ciclomotori capaci di sfrecciare a velocità elevate. Di fronte a questa moda imperante c’era bisogno di una risposta ferma e Parma ha deciso di fare da apripista a livello nazionale. Dallo scorso 6 ottobre la città emiliana ha introdotto ufficialmente nei propri servizi di pattugliamento il primo “bici-velox” d’Italia. Non si tratta del corrispettivo dell’autovelox, ma un sofisticato banco prova mobile prodotto dalla Dynostar, capace di smascherare in pochi istanti qualunque irregolarità tecnica.

La decisione dell’Amministrazione Comunale e della Polizia Locale di Parma non è arrivata come un fulmine a ciel sereno, ma è frutto di mesi di monitoraggi, segnalazioni e crescenti preoccupazioni per la sicurezza dei cittadini, analizzando i flussi del traffico nel quale i pedoni si ritrovano a fronteggiare un nuovo pericolo (vi avevamo raccontato nei mesi scorsi di un drammatico incidente occorso nella vicina Piacenza).

Il centro storico parmense, caratterizzato da ampie zone pedonali e una fitta rete di piste ciclabili, ha visto incrementare a dismisura il transito di e-bike e fat-bike, ma molte di loro risultano mezzi palesemente modificati: veicoli dotati di acceleratori manuali (che permettono al mezzo di muoversi senza alcuna necessità di pedalare) o con limitatori di velocità sbloccati tramite apposite centraline o levette.

Il sistema Dynostar adottato a Parma permette controlli rapidissimi e senza tema di smentita
Il sistema Dynostar adottato a Parma permette controlli rapidissimi e senza tema di smentita
Il sistema Dynostar adottato a Parma permette controlli rapidissimi e senza tema di smentita
Il sistema Dynostar adottato a Parma permette controlli rapidissimi e senza tema di smentita

E-bike che vanno come ciclomotori

Parliamo di “ibridi” illegali che si muovono a velocità comprese tra i 35 e i 50 km/h se non addirittura di più, veri e propri motocicli che transitano indisturbati su percorsi dedicati a biciclette classiche e pedoni, mettendo a grave rischio l’incolumità di anziani, bambini e degli stessi ciclisti tradizionali. Prima dell’introduzione del dispositivo Dynostar, per gli agenti della Polizia Locale era estremamente difficile contestare formalmente la modifica: bisognava tradurre il forte sospetto visivo nella prova tecnica, che richiedeva sequestri legalmente complessi e perizie in officine specializzate onerose come tempi e spese.

L’architettura del sistema ricorda un tapis roulant in miniatura ad alta tecnologia: le pattuglie della Polizia Locale che individuano un mezzo che va a velocità anomala o con caratteristiche estetiche sospette possono fermarlo per verifica. La bicicletta viene immobilizzata e la ruota motrice (generalmente quella posteriore) viene adagiata sulla pedana rullata del Dynostar.

Molte e-bike modificate hanno l'acceleratore a manopola proprio come i motocicli
Molte e-bike modificate hanno l’acceleratore a manopola proprio come i motocicli
Molte e-bike modificate hanno l'acceleratore a manopola proprio come i motocicli
Molte e-bike modificate hanno l’acceleratore a manopola proprio come i motocicli

Due valori che decidono tutto

Un software integrato misura le condizioni di marcia su strada. Il computer collegato al banco misura l’erogazione dell’energia e la velocità di picco. In appena 10 secondi il Dynostar rilascia una diagnosi chiara e oggettiva, stampando un report tecnico che riassume la potenza massima erogata e il punto esatto di disconnessione dell’aiuto elettrico.

Se viene superato uno dei due valori, 250 watt di potenza e 25 chilometri orari, il Dynostar lo segnala inequivocabilmente, non lasciando soverchio spazio alle contestazioni. Il mezzo perde istantaneamente la qualifica di “velocipede”, trasformandosi giuridicamente in un ciclomotore, il che comporta una raffica di violazioni amministrative per la sua circolazione su spazio vietato che si sommano tra loro, portando a sanzioni pecuniarie pesantissime.

I dati concernenti le E-bike manomesse sono impressionanti: si toccano punte dell'80 per cento
I dati concernenti le E-bike manomesse sono impressionanti: si toccano punte dell’80 per cento
I dati concernenti le E-bike manomesse sono impressionanti: si toccano punte dell'80 per cento
I dati concernenti le E-bike manomesse sono impressionanti: si toccano punte dell’80 per cento

In arrivo multe salatissime

Facciamo un po’ di conti: da 150 a svariate centinaia di euro per mancanza di immatricolazione e targa. Quasi 900 euro per l’assenza di copertura assicurativa RCA. Altre sanzioni economiche per guida senza patente o senza casco e per mancanza di specchietto retrovisore e di indicatori di direzione. Il totale va da 5.000 a 15.000 euro e può comportare anche la confisca definitiva del mezzo.

I dati diffusi sul primo pomeriggio di controlli a Parma testimoniano l’efficacia del sistema: in pochissime ore sono state elevate 15 sanzioni ad altrettanti conducenti trovati a bordo di mezzi totalmente fuori norma. Attenzione però, perché Parma è solo un esempio: da tempo la FIAB lamenta una crescita esponenziale delle e-bike truccate, parlando in alcune città di numeri fuori controllo, oltre il 70 per cento dei mezzi fermati sono oltre la norma enon rispettano i requisiti di legge, viaggiando a velocità pericolose per la pubblica incolumità. Proprio sulla scia del successo ottenuto dai controlli a Parma, l’effetto domino si sta allargando rapidamente ad altre amministrazioni locali.

A Parma l'utilizzo di e-bike è in deciso aumento anche grazie al bikesharing, tutelato dai controlli
A Parma l’utilizzo di e-bike è in deciso aumento anche grazie al bikesharing, tutelato dai controlli
A Parma l'utilizzo di e-bike è in deciso aumento anche grazie al bikesharing, tutelato dai controlli
A Parma l’utilizzo di e-bike è in deciso aumento anche grazie al bikesharing, tutelato dai controlli

Ecco quindi che altre città si sono dette pronte ad adottare il Bici-velox. Bologna si è già attivata per l’acquisto del dispositivo stanziando quasi 20 mila euro, altre città hanno già espresso l’intenzione di fare lo stesso, al Nord come al Sud e in questo si registra una convergenza di vedute da ogni parte politica. Assoutenti e Fiab hanno accolto con favore l’introduzione di queste tecnologie, sottolineando che la repressione dell’illegalità è fondamentale per proteggere la reputazione della ciclabilità. Se vogliamo rendere più ciclabile la cultura di questo Paese, bisogna anche “giocare pulito”…

Comune di Parma

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