Siamo abituati a considerare Extragiro per i suoi impegni organizzativi nel ciclismo, ma la sua dimensione legata alle due ruote spazia in tante direzioni, coinvolge soprattutto la bici come mezzo legato alla nostra quotidianità, strumento di spostamento, utile anche per divertirsi e l’ultimo progetto coniuga il wellness con lo svago. L’ultima idea dell’organizzazione è infatti un progetto legato a parcheggi temporanei per chi usa la bici e vuole recarsi a qualche evento, che sia un concerto o una partita di calcio, uno spettacolo o una qualsiasi altra occasione pubblica con un richiamo di massa.
Marco Pavarini, uno dei responsabili di Extragiro, proprio ieri era impegnato nella gestione del parcheggio temporaneo nei pressi del Parco Ducale, invaso dai fan dei Pooh. E non sono certamente stati pochi coloro che hanno usufruito di questo nuovo servizio, apprezzando magari il fatto di trovare subito una sistemazione invece di dover girare a vuoto per trovare posto per l’auto.


Come vi siete lasciati coinvolgere da questa iniziativa che sembra abbastanza lontana dai vostri normali impegni?
Ce la siamo inventata. Noi lavoriamo sulla mobilità sostenibile nel suo insieme, sull’incentivare l’uso della bicicletta nella quotidianità, nel tragitto casa-lavoro, casa-scuola e altro. Ragionando ci siamo detti che un altro momento chiave dove usare la bicicletta e dove incentivarla sono gli eventi: l’anno scorso avevo fatto un’indagine se esistevano dei parcheggi per biciclette, magari vicino agli stadi, ai teatri, ai luoghi di assembramento. Abbiamo visto che ne esistevano pochissimi. Così, ragionando con le amministrazioni, abbiamo proposto che durante gli eventi sportivi e culturali ci sia la possibilità di far venire le persone in bici dandogli un servizio consono.
La risposta qual è stata?
Abbiamo subito trovato attenzione. L’idea è nata perché devi essere concreto se vuoi cambiare le abitudini delle persone, devi dargli qualcosa. Se incentivi l’uso della bici ti porti dietro un sacco di positività, anche un’idea del genere può servire per cambiare un po’ la mobilità delle città.


Quando avete iniziato e che eventi avete coperto fino adesso?
Abbiamo iniziato a luglio, abbiamo sistemato tutta la parte organizzativa, ma anche la parte formale, il procedimento, per cui abbiamo sistemato le piattaforme di registrazione analizzando anche tutti gli aspetti legali, amministrativi. Abbiamo fatto il nostro esordio con il concerto di Fiorella Mannoia, poi uno spettacolo comico di Max Angioni e ora i Pooh, Abbiamo preso appuntamento con l’amministrazione comunale di Parma per proporre l’idea per lo stadio e le partite di calcio.
Come funziona il parcheggio temporaneo?
Individuiamo una zona, un’area utile e funzionale vicino al luogo dell’evento. In due ore montiamo il necessario per cui la recintiamo, l’attrezziamo, ci mettiamo le persone. Quando le persone arrivano o sono già registrate online o si registrano sul posto, entrano, posizionano la bici dove indicato da hostess e steward. Diamo loro un lucchetto e loro escono dal parcheggio con la chiave e vanno al concerto. Appena finito, aspettiamo tutti quelli che vengono a prendere la bicicletta e in un’ora e mezza poi smontiamo e liberiamo l’area. Area che può essere una piazza, un controviale, un pezzo di parco. Lo spazio più adatto lo individuiamo insieme con l’organizzazione dell’evento stesso.


Qual è il costo?
Dipende dal numero delle bici. Noi oggi abbiamo progettato i prossimi parcheggi fino a 2.000 bici. O in unica soluzione o due spezzettati. Poi bisogna considerare anche la durata dell’impegno: la partita di calcio è di due ore, a cui aggiungere i tempi di allestimento e disallestimento. Diverso il discorso se è un evento che dura tutta la giornata, però stiamo parlando comunque di costi accessibili, perché si deve essere nella logica di dare un servizio in più senza aggravare i costi. Per i clienti, il parcheggio è gratuito.
State trovando attenzione da parte degli organizzatori delle varie realtà amministrative, anche al di fuori della vostra regione?
Assolutamente, stiamo dialogando con Milano su alcuni aspetti, stiamo lavorando con il Veneto, stiamo dialogando con Roma. C’è un interesse reale, questa cosa ha fatto immaginare a molte amministrazioni e a molti organizzatori che si può alleggerire il carico del traffico veicolare durante un grande evento. Anche togliere 300 o 500 auto può essere qualcosa di molto vantaggioso. E questo è un valore misurabile.


In quale maniera?
Noi misuriamo anche l’impatto ambientale, per cui chi viene in bici contribuisce a migliorare quello score di abbattimento della CO2 che poi viene rendicontato dagli organizzatori dell’amministrazione nella logica della sostenibilità. A fine evento diamo il numero di tonnellate risparmiate di CO2 e questo è un modo concreto per misurare la sostenibilità dell’evento.
Il progetto ha preso il via a luglio, quindi è ancora giovanissimo. Ma avete notato se diciamo c’è un mercato da questo punto di vista, ossia tanta gente è interessata a venire in bici agli eventi con questa opportunità?
Certo, ne stiamo parlando anche con chi fa i biglietti, basta farlo sapere, fare un po’ di comunicazione. Abbiamo già tanti prenotati. Se tu dici a chi viene dove può lasciare la bici, è sicuro che non gliela rubino perché vede che viene presidiato, ha un servizio a disposizione si gode l’evento in maniera migliore. Anche le amministrazioni stanno rispondendo su questo. Noi siamo abbastanza usi a lanciare cose nuove e sappiamo che bisogna raccontare, spiegare come funziona, farlo vedere e fare capire come si può fare, ma il mercato c’è, questo è sicuro…







