Scott Addict, fuori dai luoghi comuni e una bici moderna. Il test completoScott Addict, fuori dai luoghi comuni e una bici moderna. Il test completo

| 20 Febbraio 2026

Scott Addict, bici moderna fuori dai luoghi comuni. Il test completo

Scott Addict (non la versione RC) potrebbe essere la bici ideale per buona parte degli amatori che amano pedalare sulle lunghe distanze (e non si tratta solo di contestualizzare la bici solo in un segmento “endurance”). Posizione comoda o per meglio dire, non schiacciata in avanti e verso il basso. Zero sacrifici in fase di seduta, per la schiena e per tutta la zona di spalle e braccia. L’angolo che caratterizza l’avantreno (sterzo e forcella) è ben aperto in avanti, a tutto vantaggio della stabilità quando si percorrono tratti sconnessi, anche su strade bianche, oppure sui sampietrini. Ecco, con tutta probabilità il suo ambiente ideale è proprio il terreno “incerto” (beninteso che non è una bicicletta gravel).

Solo questione di geometrie accomodanti? Decisamente no, ovviamente anche l’allestimento ha la sua importanza nell’economia totale della performance, ma una volta su strada la Addict è molto diversa dalla versione RC. E’ da sottolineare che la bici in test porta in dote il carbonio HMF, tecnicamente un gradino sotto al modulo più leggero HMX. Entriamo nel dettaglio del nostro test.

Scott Addict, fuori dai luoghi comuni e una bici moderna. Il test completo
Long ride ready: una frase/suffisso che bene identifica il DNA di questa Scott Addict
Scott Addict, fuori dai luoghi comuni e una bici moderna. Il test completo
Long ride ready: una frase/suffisso che bene identifica il DNA di questa Scott Addict

Scott Addict 20, quella del test

Telaio e forcella (stelo compreso) sono in carbonio HMF. E’ un modulo di carbonio meno estremizzato rispetto a HMX e con un peso specifico leggermente più alto, ovviamente è meno costoso. C’è il reggisella Syncros in carbonio, con l’alloggio per l’eventuale led che si integra alla perfezione. Il manubrio non è integrato, c’è lo stem Syncros in alluminio che nasconde le guaine e la piega è full carbon. Il telaio ha due zone dove poter inserire una piccola borsa (alle spalle del tubo sterzo) ed un vero e proprio box a scomparsa, appena sopra la scatola del movimento centrale.

Ergonomica, confortevole, non eccessivamente profonda. Adotta una sorta di profilo centrale che ci è piaciuto definire “alare”, che aiuta ulteriormente a tenere una guida alta. Il terminale sinistro della piega manubrio prevede un mini-tool. Quest’ultimo è dotato di una sola chiave Torx 25, la sola che serve per agire sulla minuteria Scott, che già dalla versione RC è stata completamente unificata. Un’ottima idea, a vantaggio di una semplificazione meccanica per nulla banale.

Trasmissione Shimano Ultegra Di2, ruote Fulcrum Wind 42 gommate Schwalbe One con sezione da 34. Una combo, a nostro parere, in linea con il carattere di questa Scott Addict. La sella è una Syncros Tofino standard (non in carbonio), decisamente comoda. Il peso rilevato della Addict in taglia 54 è di 8,1 chilogrammi, non un peso piuma. Comunque si colloca nella media della categoria. Il prezzo di listino è di 5.299 euro.

Geometrie a confronto

Come è facile immaginare, la Addict RC è maggiormente votata alla competizione, un fattore che ha un prezzo in termini di comfort ed adattabilità, anche se le sue quote geometriche non sono poi così estreme. Di bici race oriented comunque si tratta. Scott Addict “è meno tirata”, grazie al tubo sterzo più alto (a parità di taglia, rispetto alla RC), ha l’orizzontale leggermente più corto ed il passo complessivo è maggiore. Addict mostra comunque dei valori interessanti per quanto concerne gli angoli del piantone (taglia per taglia), più vicini ad una bici da gara, un bel vantaggio in fatto di sfruttabilità del mezzo ed in particolare del comparto centrale.

Rispetto alla RC c’è da sottolineare anche un carro posteriore più lungo di 8 millimetri, soluzione “quasi” obbligata e che permette di montare pneumatici fino a 38 millimetri. Il carro lungo è complice del comfort e della capacità smorzante di alto livello anche in ambiente sterrato, o sconnesso e considerando la pessima qualità media delle nostre strade…

Per concludere le considerazioni legate al setting geometrico, a parità di misura la Addict (non RC) del test ha un reach maggiore di 1 centimetro circa, uno stack aumentato che sfiora i 3 centimetri (tantissimo). Questi numeri sono i protagonisti principali da considerare per chi vuole una bicicletta con una guida alta sull’anteriore, che permetta di appoggiare per bene e costantemente l’ischio sulla sezione larga della sella.

Il perché di una bici che va bene per tutti

Grazie alle sue geometrie, grazie ad uno stack che porta ad avere una guida senza sacrifici, senza schiacciamenti del diaframma, è una bici adatta a ogni tipo di amatore. E’ vero che la tubazione dello sterzo si mostra in tutta la sua lunghezza/altezza, un aspetto che però, sempre nell’ottica dell’ambiente amatoriale, contiene l’impiego di spessori tra stem e battuta della serie sterzo.

Ci è piaciuto definire la Addict come una “bici morbida”. E’ un mezzo che mantiene un filo diretto con la versione RC per quanto concerne l’impatto estetico, ma una volta su strada mostra un carattere tutto suo, differente dalla sorella sviluppata per le competizioni.

Il valore aggiunto della stabilità

La stabilità è un aspetto della performance che avevamo segnato in grassetto anche durante il test della RC. Lo ritroviamo anche su questa Addict e forse con qualche aggiunta. Il qualcosa in più è da ricercare in una bici meno leggera, poiché talvolta l’aumento di peso ha anche i suoi aspetti positivi. Qualche grammo in più a livello di frame-set e considerando il potenziale utente non eccessivamente spinto verso l’agonismo estremo, influisce positivamente su un avantreno tanto stabile e sicuro anche sullo sconnesso, senza vibrazioni ed alleggerimenti.

Scott Addict regala tantissimo feeling positivo. Il retrotreno più lungo, non troppo brioso quando gli si chiede un perentorio cambio di passo è gestibile anche da chi non è molto allenato. E la schiena ringrazia.

La piena sfruttabilità del comparto centrale si riscontra a prescindere da come è posizionata la sella e dallo stile di guida. Il centro della bici è la porzione che in modo naturale offre maggiore supporto al ciclista, poterla sfruttare a pieno grazie alla geometria è un vantaggio da non sottovalutare. Lo stesso sostegno aiuta a spingere, a riposare e far correre la bici, ad alzarsi in piedi sui pedali e ritrovare immediatamente la giusta posizione quando ci si risiede. Inoltre, il baricentro ottimale che si ottiene dalla combinazione bicicletta/ciclista, aiuta nei cambi di direzione repentini perché è più facile bilanciare il corpo. Scott Addict è tutto questo.

In conclusione

Non vediamo la Scott Addict 20, quella soggetto della nostra prova, come uno strumento da KOM. Semplicemente crediamo che l’utilizzatore tipo di questa bici non sia l’agonista estremo. Questo non significa che la bici non possa regalare soddisfazioni se portata in un ambiente di agonisti, ma di sicuro la Scott Addict 20 non è una bici da bruciapelo. Il soggetto tecnico non è solo uno, ma sono diversi ed ognuno di loro è funzionale all’altro.

La guida più rilassata, rispetto ad una RC, permette di performare meglio, aiutando a distribuire lo sforzo sul lungo periodo. Un fattore molto positivo per quella categoria di ciclisti che, ad esempio, piega poco la schiena. Il carro posteriore lungo, così come il passo maggiorato, sono complici di risposte progressive che devono essere capite, interpretate e fatte proprie, soprattutto se il termine di paragone è una RC, una bici votata alla gara. Rispetto alla sorella RC (a parità di taglia), questa Addict è meno agile negli spazi più stretti, ma è pur vero che permette ed asseconda una infinità di errori quando si impostano traiettorie non ottimali.

Scott

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