La tenuta agricola Borgoluce, a Susegana in provincia di Treviso, è da diverso tempo un luogo piuttosto famoso tra gli amanti del gravel. Da lì infatti dal 2022 parte e arriva la Nova Eroica Prosecco Hills, con migliaia di partecipanti da tutto il mondo che arrivano a pedalare tra le colline del celebre vino bianco frizzante.
Quest’anno, per la precisione il 28 marzo, ospiterà per la prima volta anche la The Hills Gravel Race, la gara organizzata da Mattia De Marchi che riunisce alcuni tra i migliori specialisti del pianeta. Borgoluce si candida quindi a diventare un punto di riferimento assoluto per il gravel, non solo in Italia ma in tutta Europa, e forse anche oltre.
Ma cosa rende questo luogo così particolare? Come ha fatto un’azienda vinicola a trasformarsi in una specie di santuario per ciclisti? L’abbiamo chiesto a Lodovico Giustiniani, titolare di Borgoluce (spoiler: c’entra anche un’e-bike abbandonata in favore di una gravel).


Lodovico, iniziamo chiedendo di dirci qualcosa di Borgoluce.
E’ un’azienda agricola che appartiene ai Collato, la famiglia di mia moglie, da più di 1.000 anni, in cui si è sempre considerata l’agricoltura come qualcosa di circolare, stagionale, con grande attenzione alla biodiversità. Abbiamo gli allevamenti di bovini e bufale che ci danno il concime. Abbiamo un caseificio in cui lavoriamo il latte, i suini per i salumi, e un’ampia nocicoltura. Poi naturalmente, essendo noi nel territorio del prosecco, abbiamo una grande parte di terreno coltivato a vino, circa 100 ettari dei 1.100 totali dell’azienda. Siamo molto attenti a diversificare le coltivazioni appunto per mantenere alta la biodiversità e le filiere corte. Sono sempre più convinto che l’alimentazione e lo sport andranno sempre più a braccetto in futuro, che saranno visti come un tutt’uno per il benessere.
E arriviamo infatti alla parte sportiva. Com’è nata la vocazione ciclistica di Borgoluce?
Subito dopo il periodo del Covid con un amico albergatore ci siamo detti che le colline del Prosecco non avevano niente da invidiare ad altri posti più famosi per il cicloturismo. Ci è venuta in mente l’Eroica, un evento che incarna molti valori positivi che rimangono sul territorio anche dopo l’evento. Quindi abbiamo contattato Eroica e nel 2021 abbiamo organizzato assieme a loro una sorta di evento zero, invitando una cinquantina di persone tra ciclisti e giornalisti. Nel 2022 c’è stata la prima edizione di Nova Eroica Prosecco Hills, con circa 1200 partecipanti.


Quella che si può definire una buona partenza…
Direi di sì. Anche perché quei numeri poi li abbiamo mantenuti, rimanendo sempre tra i 1.200 e i 1.300 iscritti. Negli anni è aumentata la partecipazione estera, e per me che di mestiere produco vino è un grande valore aggiunto per il territorio. Ci stiamo facendo conoscere nel mondo, e non possiamo che essere felici.
La sua passione per la bicicletta quando è nata?
Ho iniziato durante il Covid con l’e-bike, avendo la fortuna di vivere in mezzo alla natura in quei mesi ho potuto pedalare all’interno dall’azienda. Poi un giorno ero sopra Dobbiaco con un mio amico 10 anni più vecchio di me, e lui, con la bici muscolare, mi ha stracciato in salita. E’ stata un po’ un’umiliazione e appena tornato a casa ho appeso la bici elettrica e ho preso in mano la gravel. Da lì ho iniziato a fare gli eventi di Eroica, ho conosciuto lo staff con cui ho subito condiviso i valori, sono anche andato in Sud America a pedalare con Giancarlo Brocci.


Cos’ha di speciale questo posto per chi ama il ciclismo?
Il fatto di essere ai piedi delle colline trevigiane. Il nostro centro si presta molto bene come punto di partenza. Abbiamo i posti per i parcheggi, la struttura ricettiva con le camere, un ristorante, lo spazio per il villaggio e un viale privato lungo quasi un chilometro perfetto per ospitare le partenze degli eventi. Nel 2024 sono passati da noi i Mondiali di Gravel, l’anno scorso abbiamo organizzato un ristoro di The Hills, il cui tracciato passava anche per alcune strade all’interno della nostra tenuta. Il primo giorno di primavera organizziamo anche una ride che si chiama La Fotonica, in omaggio al nostro vino Fotonico, assieme a Mattia De Marchi. Un piccolo evento per circa un centinaio di persone, in cui diamo la traccia e un gadget e un piccolo ristoro alla fine. Un modo per iniziare bene la stagione.
Ha citato De Marchi, quest’anno infatti arriverà da voi anche The Hills.
Con Mattia c’era una collaborazione da diverso tempo e un ottimo rapporto. Quindi quando ci ha chiesto di ospitare il suo evento ne siamo stati ben felici. Perché credo che sia un evento di qualità che aiuta a far arrivare sulle colline gente tutto l’anno, che è il vero valore aggiunto. Poi è una manifestazione diversa da Nova Eroica, con partecipanti in media più giovani e più internazionali, essendo una competizione di livello mondiale. E questo è un altro valore aggiunto.


Il fatto che le colline del Prosecco siano dal 2019 un sito Unesco, quanto ha aiutato il vostro territorio?
Sicuramente è una di quelle cose che alza il livello di un luogo, che però è un luogo fragile. Per questo abbiamo bisogno di un turismo consapevole, e la bicicletta è un mezzo perfetto in questo senso. Ma il fatto di essere un sito Unesco non è solo un’etichetta. Significa anche e soprattutto mantenere e custodire un territorio, è uno stimolo per noi che ci abitiamo ad essere ancora più attenti e consapevoli.
Dove volete andare in futuro voi di Borgoluce?
La cosa importante a mio modo di vedere è riuscire a superare i campanilismi, per avere un calendario ben distribuito. Ormai di appuntamenti importanti ne abbiamo, sia su sterrato che su strada. Occorre mantenerli e trovare il modo per fare pedalare le persone tutto l’anno. Non abbiamo la velleità di fare eventi da 8.000 persone, proprio in virtù del nostro territorio che è relativamente piccolo, con le strade strette, bellissimo ma anche da tutelare. Credo che il segreto del nostro successo in futuro sarà riuscire a far venire qui sì tante persone, ma scaglionate nel tempo, a godersi le nostre colline durante tutte le quattro stagioni.







