Martin Marcellusi, RagusaMartin Marcellusi, Ragusa

| 12 Agosto 2026

Ragusa in bici, la Sicilia che Marcellusi ha scoperto per amore

Ci sono luoghi che impari a conoscere pedalando, metro dopo metro. Il sud-est della Sicilia, ti conquista prima: tra Vittoria e il mare le campagne degli Iblei cambiano volto, fra serre, vigneti, ulivi, pietra chiara, strappi brevi e discese verso la costa. Poi arrivano Ragusa, Modica, Donnafugata, Marina di Ragusa: nomi che sembrano già raccontare un viaggio.

A farlo per noi è Martin Marcellusi, professionista della Bardiani-CSF, romano d’origine e siciliano per amore. A Vittoria, accanto alla moglie Cristina che è appunto di Ragusa, ha trovato una nuova casa. Qui il traffico lascia spazio al silenzio, la pianura scompare e la strada procede per continui saliscendi.

La prospettiva di Martin è quella di chi sta scoprendo questa terra. Il suo viaggio parte dal mare, sale verso gli Iblei e trova nelle soste il gusto del viaggio.

Martin Marcellusi, Ragusa
Martin Marcellusi è un corridore professionista. Ha partecipato a 4 Giri d’Italia. Laziale di origine, si è trasferito a Vittoria, in provincia di Ragusa
Martin Marcellusi è un corridore professionista. Ha partecipato a 4 Giri d'Italia. Laziale di oriine, si è trasferito a Vittoria, in provincia di Ragusa
Martin Marcellusi è un corridore professionista. Ha partecipato a 4 Giri d’Italia. Laziale di origine, si è trasferito a Vittoria, in provincia di Ragusa

Ragusa: mare e colline

La prima differenza Martin la sente ancora prima di mettere la bici sul cavalletto: il traffico. «A Roma – racconta Martin – capitava di discutere con un automobilista tre o quattro volte al giorno. Qui sono mesi che non mi succede. E’ una differenza che cambia il modo di allenarsi e, soprattutto, il modo di guardarsi intorno».

La campagna ragusana non ha la frenesia dell’hinterland romano: sembra più vuota, ma proprio per questo lascia spazio alla pedalata. «Adesso mi sento un po’ più solo quando vado in giro – va avanti i laziale – è una solitudine che, per chi pedala, può diventare una compagna preziosa. A volte non sempre è bella questa grande tranquillità, almeno per me che devo abituarmi del tutto. Però nel complesso è un ottimo territorio per andare in bici questo di Ragusa. E poi è ottimo per il clima. Certo, adesso è molto caldo, anche se è secco e un po’ di vento non manca mai, ma l’inverno è perfetto per pedalare. Il clima è lo stesso (se non migliore, ndr) di quello che troviamo in Spagna nei ritiri».

Le strade non regalano grandi pianure: prevalgono i saliscendi, con strappi di 600-700 metri, una breve tregua e poi un’altra rampa, racconta Marcellusi, tra l’altro rapito dal giallo dominante del paesaggio a suo dire: «Molto brullo, arso, ma affascinante». Un terreno nervoso, allenante, che permette di accumulare dislivello senza affrontare necessariamente una lunga salita alpina.

«Le ascese vere, quelle da venti o trenta minuti che mi servono per allenarmi sono soprattutto verso Ragusa e sono Chiaramonte Gulfi e Monte Lauro. Il resto è un continuo gioco di ritmo, perfetto per costruire ore sulle gambe».

Martin ha anche il suo rituale: quando non deve fare lavori specifici, parte verso il mare. Scoglitti e Marina di Ragusa sono il suo riscaldamento naturale, una lunga apertura sul Mediterraneo prima di rientrare verso l’interno e cercare la salita.

Serre, vigne e uliveti

Se si pedala a Ragusa e nel ragusano aspettandosi soltanto il mare, si rischia di perdersi la parte più interessante del viaggio. Basta allontanarsi dalla costa per entrare in un paesaggio agricolo quasi sorprendente. E Martin lo dice subito: «La cosa impressionante qui è la quantità di serre. E’ incredibile quante ce ne sono. Ma ti rendi anche conto che tipo di ambiente c’è, che ritmi più slow…».

Poi compaiono gli ulivi, sono tantissimi. Ci sono anche parecchie vigne, i terreni asciutti e quella luce meridionale che rende ogni cosa più netta. Intorno a Mazzarrone, città legata alla produzione dell’uva da tavola, il paesaggio cambia ancora. Nel territorio di Vittoria, inoltre, la vite è cultura: qui nasce il Cerasuolo di Vittoria DOCG, unica DOCG siciliana, mentre le cantine sono una delle chiavi per conoscere gli Iblei. Senza dimenticare le pregiate cantine di Donnafugata.

E a proposito di Donnafugata, in questo scorcio di Sicilia e di Ragusa, c’è la storia, che non è mai separata dalla strada. E allora Marcellusi consiglia una deviazione verso il Castello di Donnafugata, sontuosa residenza nobiliare ottocentesca immersa nella campagna. Un’altra sosta a Ragusa e alla sua doppia anima, con la parte moderna e la straordinaria Ragusa Ibla, gioiello del Barocco del Val di Noto, quella che si vede nella sigla del Commissario Montalbano per intenderci. Questa parte della Sicilia ha proprio nella varietà il suo tratto distintivo: mare, campagna, borghi e altopiano si alternano nello spazio di poche decine di chilometri.

Martin Marcellusi, Ragusa
La brioche siciliana riempita con gelato che si è concesso Marcellusi giusto qualche giorno fa
Martin Marcellusi, Ragusa
La brioche siciliana riempita con gelato che si è concesso Marcellusi giusto qualche giorno fa

Mare, Barocco e brioche

Se Martin dovesse accompagnare un amico alla scoperta di questo angolo di Sicilia, partirebbe dal mare. Marina di Ragusa è il punto in cui il viaggio cambia temperatura, colori e ritmo. Marcellusi la chiama la Miami siciliana. «Mi piace molto il suo lungomare – dice Marcellusi – perché ci sono palme, locali, spiagge… un vera atmosfera vacanziera. Da lì, però, niente sconti. Si prende la strada verso l’interno e si comincia a salire, perché un po’ di salita va messa sempre. Almeno nei miei giri è così».

E’ questa la forza di Ragusa e del ragusano per chi viaggia in bici: si può costruire una giornata diversa a seconda della gamba e della voglia. Si parte dalla costa, si attraversano campagne e serre, si entra nel paesaggio degli Iblei e si può puntare verso Ragusa, Chiaramonte Gulfi o Monte Lauro. Oppure si può disegnare un itinerario più morbido, lasciando che siano i borghi a dettare il ritmo. Modica, con il suo Barocco e il celebre cioccolato, è una meta quasi obbligata. Scicli aggiunge un altro capitolo di pietra e architettura.

E poi c’è la sosta del gusto. Una sosta che anche un professionista come Martin Marcellusi non rifiuta affatto. «Ah – conclude Martin – la Sicilia per i dolci e la cucina è imbattibile. Sapete che in quasi un anno che sono qui non ho ancora assaggiato il celebre cioccolato di Modica? Però assaggio tutto. Proprio qualche giorno fa durante un’uscita lunga sentivo di essere un po’ in calo e così mi sono fermato in un bar e ho preso una brioche sicialiana con gelato al pistacchio».

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