Santacatterina, mental coach diventato “amico” della pauraSantacatterina, mental coach diventato “amico” della paura

| 4 Marzo 2026

Santacatterina, mental coach diventato “amico” della paura

Di Gianluca Santacatterina avevamo già avuto modo di parlare per la sua straordinaria esperienza di cicloturista con un defibrillatore in corpo. Abbiamo raccontato la sua esperienza quasi unica al mondo, che però da allora ha avuto un ulteriore sviluppo perché Gianluca ha voluto utilizzare il suo vissuto come esempio, come spinta per tutti, cicloturisti e non, a superare gli ostacoli e vivere la propria vita oltre ogni paura.

Santacatterina svolge attualmente la sua attività di mental coach attraverso incontri pubblici e convegni, recentemente è stato anche a Berici Climbs e tanti sono rimasti colpiti dai suoi racconti, dalla sua empatia, da quell’entusiasmo e voglia di vivere che le sue vicissitudini non hanno fatto altro che moltiplicare.

Gianluca Santacatterina è vicentino, 57 anni, immobiliarista, cicloturista con un pacemaker dal 2023
Gianluca Santacatterina è vicentino, 57 anni, immobiliarista, cicloturista con un pacemaker dal 2023
Gianluca Santacatterina è vicentino, 57 anni, immobiliarista, cicloturista con un pacemaker dal 2023
Gianluca Santacatterina è vicentino, 57 anni, immobiliarista, cicloturista con un pacemaker dal 2023

«Dico sempre che sono un po’ uno zingaro – racconta Santacatterina – forse è una reazione al fatto di essermi trovato tre volte in sala operatoria senza avere sintomi, problemi o dolore. Questo mi ha fatto capire che sono dotato di una capacità di rinascita e di reazione non indifferente. Ti rendi conto della forza che hai quando devi reagire ai colpi della vita, tanto è vero che lo scorso settembre ho stabilito il mio record pedalando ininterrottamente senza nemmeno dormire per più di 600 chilometri. Sono partito da Schio e ho raggiunto Fossacesia e la Costa dei Trabocchi. In solitaria e senza assistenza, a quasi 58 anni».

Come sei riuscito a tanto?

Ho messo in pratica queste mie tecniche, caratterizzate dall’esperienza sul campo per poter reagire alle avversità, fino a farle diventare un lavoro. Abbinandolo alla mia passione per la bicicletta, anche perché la bicicletta secondo me ti mette a disposizione tre qualità. Innanzitutto la fatica: siamo un po’ disabituati a far fatica, invece la fatica fa molto bene. L’attività fisica, anche banalmente perché produce serotonina e endorfine. La natura, altra cosa, senza voler fare il guru orientaleggiante, è molto importante il riavvicinamento alla natura e al silenzio, insomma la pace.

Da almeno 5 anni Santacatterina tiene conferenze e incontri per insegnare la forza della mente
Da almeno 5 anni Santacatterina tiene conferenze e incontri per insegnare la forza della mente
Da almeno 5 anni Santacatterina tiene conferenze e incontri per insegnare la forza della mente
Da almeno 5 anni Santacatterina tiene conferenze e incontri per insegnare la forza della mente
Tre concetti sui quali hai basato la tua attività di coaching?

Esattamente, partendo da lì organizzo queste sessioni d’insegnamento anche per le aziende, in sella sostanzialmente. In tal senso negli ultimi 5-6 anni ho trasformato la mia vita mettendomi al servizio degli altri.

Un aspetto del quale si parla spesso con gente che affronta viaggi in solitaria, soprattutto in altri continenti, altre culture è il rapporto con la paura. Che rapporto si deve avere?

Per me il concetto di paura vale doppio, perché oltre a ad aver le paure che ha un normale ciclista, io devo metterci dentro i miei problemi fisici. Il timore che ci sia una crisi e il defibrillatore non funzioni, il terrore di finire di nuovo sotto i ferri. Io vivo con la paura, ma ho imparato a conviverci davvero, a pedalarci assieme. La paura è una molla, è una compagna di viaggio, è uno stimolo.

Oltre all'attività di mental coach, Santacatterina è anche guida cicloturistica, coinvolgendo tanti appassionati
Oltre all’attività di mental coach, Santacatterina è anche guida cicloturistica, coinvolgendo tanti appassionati
Oltre all'attività di mental coach, Santacatterina è anche guida cicloturistica, coinvolgendo tanti appassionati
Oltre all’attività di mental coach, Santacatterina è anche guida cicloturistica, coinvolgendo tanti appassionati
Come ci si convive?

Io dico sempre che la paura bisogna farsela amica, perché è quella che ti tiene in allerta di fronte a qualsiasi cosa possa accadere. E’ quel che mi permette di avere un’altissima concentrazione, di poter pedalare 36 ore consecutive privandomi del sonno. Avere un altissimo livello di concentrazione è poi quello che io trasmetto e insegno. E la paura è la fonte di questa forza mentale. C’è chi mi dice: «Ma come fai a privarti del sonno?» La concentrazione e la paura giocano un ruolo determinante, quando sei veramente nel nulla, nel buio, da solo. Ma c’è anche altro…

Ossia?

C’è anche un’altra paura che è quella di fare i conti con se stesso. Quando tu sei in bici da solo, per molte ore, fai i conti con i tuoi mostri, non puoi scacciare i pensieri negativi. Noi abbiamo le giornate piene, non abbiamo il tempo per riflettere su noi stessi. Invece quando sei da solo per ore in bicicletta, impari a fare i conti con chi sei realmente, è un processo duro, impietoso, ma fondamentale. E’ quello che davvero caratterizza un viaggio di questo genere.

Ogni esperienza solitaria è diversa, perché è il momento per confrontarsi con se stessi e il proprio vissuto
Ogni esperienza solitaria è diversa, perché è il momento per confrontarsi con se stessi e il proprio vissuto
Ogni esperienza solitaria è diversa, perché è il momento per confrontarsi con se stessi e il proprio vissuto
Ogni esperienza solitaria è diversa, perché è il momento per confrontarsi con se stessi e il proprio vissuto
In un viaggio magari uno è portato ad allenare il fisico e non tanto la testa. Ma la mente si può allenare?

Tanto quanto il corpo, i muscoli. Mi fa molto piacere notare che tante persone che sono in bici con me mi dicono: «Mai avrei pensato di riuscirci». Io sono anche una guida cicloturistica, organizzo viaggi di più giorni e spesso le persone si stupiscono delle proprie qualità e capacità nascoste, proprio perché si è troppo spesso concentrati solamente sull’allenamento del fisico. Io vedo che riesco a pedalare per più tempo e con più costanza anche di persone molto più giovani e sane di me. E la differenza la fa la testa, la motivazione. Da qui nasce il mio progetto “Pedala con il cuore”.

Che obiettivi ha?

Tre in particolare: diffondere la cultura della prevenzione, dare una speranza alle persone con mia o altra patologia e raccogliere fondi per ragazzi disabili. Quando ho pedalato a settembre per 616 chilometri, gli ultimi 20 li ho fatti con un ragazzo ventenne paraplegico di Verona, al quale ho affittato una bici speciale sulla quale abbiamo caricato la carrozzina. Lui non si muove, non parla, non fa nulla e quindi anche l’obiettivo di pedalare per poi sapere che c’era Alessandro che mi aspettava è uno stimolo pazzesco, sempre tornando al discorso della motivazione della testa. E’ un’incredibile forza che magari non sappiamo di avere e non sfruttiamo.

L'incontro verso Fossacesia con Alessandro e supporter, per affrontare l'ultima esaltante parte del viaggio
L’incontro verso Fossacesia con Alessandro e supporter, per affrontare l’ultima esaltante parte del viaggio
L'incontro verso Fossacesia con Alessandro e supporter, per affrontare l'ultima esaltante parte del viaggio
L’incontro verso Fossacesia con Alessandro e supporter, per affrontare l’ultima esaltante parte del viaggio
Prossime imprese in programma?

A giugno dovrei pedalare da Roma a Piazzola sul Brenta con arrivo al BAM. Sono 600 chilometri in tre giorni. Sempre in solitudine, perché la solitudine è molto importante, insegna, è anzi una maestra fantastica, proprio perché ti obbliga a fare i conti con te stesso.

Gianluca Santacatterina

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