"Terry lo Zainetto" è un progetto promosso da Pedale Rosso, associazione fondata da Marianella Bargilli e Paolo Bettini"Terry lo Zainetto" è un progetto promosso da Pedale Rosso, associazione fondata da Marianella Bargilli e Paolo Bettini

| 14 Febbraio 2026

“Terry lo Zainetto”, dal ciclismo un progetto per le donne in cerca della libertà

Si legge spesso a ragion veduta una celebre frase attribuita allo scrittore Vincenzo De Felice che “quella della bicicletta è l’unica catena che ti rende libero”. Tuttavia nella nostra società, che dovrebbe essere culturalmente più avanzata rispetto al passato, ci sono ancora catene metaforiche dalle quali troppa gente e troppe donne dovrebbero liberarsi. Alle quali non sarebbero mai dovute essere legate.

Ecco che la bicicletta può essere veramente considerata un mezzo per arrivare alla libertà grazie, in questo caso specifico, ad uno zaino, o meglio allo “Terry lo Zainetto”, un progetto promosso da Pedale Rosso, associazione fondata da Marianella Bargilli, attrice cinematografica e televisiva, autrice e conduttrice di programmi culturali, e da Paolo Bettini, campione del mondo e oro olimpico di ciclismo.

Bargilli è un'attrice e ha avuto il coraggio di raccontare la storia di sua madre, vittima di violenze domestiche
Bargilli è un’attrice e ha avuto il coraggio di raccontare la storia di sua madre, vittima di violenze domestiche
Bargilli è un'attrice e ha avuto il coraggio di raccontare la storia di sua madre, vittima di violenze domestiche
Bargilli è un’attrice e ha avuto il coraggio di raccontare la storia di sua madre, vittima di violenze domestiche

Un viaggio verso la libertà

Questa iniziativa nasce da una storia personale di violenza e rinascita, trasformata in una proposta di aiuto immediato alle donne che attraversano il momento più fragile della loro vita. “Terry lo Zainetto” prende il nome da Maria Teresa detta Terry, madre di Marianella Bargilli, vittima di violenza domestica. Una donna che ha saputo trovare la forza di allontanarsi da una realtà segnata dal dolore per proteggere se stessa e le proprie quattro figlie.

«Lo zaino – racconta l’attrice ora in tournée col suo spettacolo teatrale “Ti ho sposato per allegria” assieme a Giampiero Ingrassia – è da sempre considerato simbolo di viaggio, nel quale infili tutto ciò che ti può servire nell’immediato. Così, dalla storia di mia madre, abbiamo pensato di creare uno zainetto con beni essenziali di prima necessità per quelle donne che decidono di fuggire alle violenze casalinghe. Dentro possono trovare biancheria intima, spazzolino da denti, dentifricio, prodotti per l’igiene personale e altro per combattere subito una condizione di emergenza».

Marianella Bargilli e Paolo Bettini (ex oro mondiale e olimpico di ciclismo) hanno fondato Pedale Rosso, un'organizzazione di volontariato contro la violenza di genere
Marianella Bargilli e Paolo Bettini (ex oro mondiale e olimpico di ciclismo) hanno fondato Pedale Rosso, un’organizzazione di volontariato contro la violenza di genere
Marianella Bargilli e Paolo Bettini (ex oro mondiale e olimpico di ciclismo) hanno fondato Pedale Rosso, un'organizzazione di volontariato contro la violenza di genere
Marianella Bargilli e Paolo Bettini (ex oro mondiale e olimpico di ciclismo) hanno fondato Pedale Rosso, un’organizzazione di volontariato contro la violenza di genere

Sensibilizzazione e distribuzione

Ogni giorno dovrebbe essere come il 25 novembre – la data della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne riconosciuta dalle Nazioni Unite nel 1999 – perché purtroppo ogni giorno la cronaca nazionale (e non) racconta di femminicidi o di donne trattate come oggetti di uomini possessivi e aggressivi.

Negli ultimi anni sono nati tanti osservatori volti ad aiutare queste vittime e ogni associazione dà il proprio contributo per invertire una terribile tendenza, sperando che i dati delle violenze calino fino ad arrivare allo zero. Ecco quindi che occorrono posti in cui poter chiedere supporto e conforto.

"Terry lo zainetto" verrà distribuito nelle farmacie e conterrà beni essenziali di prima necessità
“Terry lo zainetto” verrà distribuito nelle farmacie e conterrà beni essenziali di prima necessità
"Terry lo zainetto" verrà distribuito nelle farmacie e conterrà beni essenziali di prima necessità
“Terry lo zainetto” verrà distribuito nelle farmacie e conterrà beni essenziali di prima necessità

«Il progetto – spiega Marianella Bargilli – partirà ufficialmente a metà marzo. L’obiettivo di “Terry lo Zainetto” è quello di essere distribuito nelle farmacie dove ci sarà un farmacista a cui sarà stata fatta una formazione professionale ad hoc per accogliere con più facilità la donna in cerca di aiuto. Partiremo dalla provincia di Livorno e dobbiamo ringraziare sia la Federfarma provinciale che Sandra Scarpellini, presidente della Provincia di Livorno, oltre che Progetto Ambiente che hanno creduto in noi e ci favoriranno la diffusione dello zainetto, andando a fare ulteriormente rete su questo argomento.

«Sappiamo – prosegue – quanto le donne siano spesse seguite dai loro aguzzini. Abbiamo quindi scelto la farmacia perché è un luogo di maggiore quotidianità in cui segnalare i maltrattamenti rispetto ad un pronto soccorso o una caserma dei Carabinieri. Ovviamente mi augurerei che lo zainetto non lo prendesse nessuna donna, ma purtroppo sappiamo come vanno le cose. Dentro allo zainetto ci sarà anche un QR code da scansionare che reindirizzerà ad un sito in cui le donne troveranno altri contatti utili».

Esternare ed esorcizzare

Parlare con Marianella Bargilli è estremamente semplice, naturale. Ha la capacità di metterti a tuo agio anche nel trattare una materia così delicata e spiegartela con grande chiarezza. Le domande quindi arrivano più spontanee. E quindi quanto è stato difficile rendere pubblica una storia famigliare per farne un progetto concreto di protezione e libertà?

«Mia madre Terry – ci risponde – per me è stata l’immagine di un viaggio affrontato con forza, intelligenza e dignità. E’ stata il mio zaino invisibile ed ora che è un anno che è venuta a mancare, ho pensato di dedicarle questa iniziativa. Mi sono voluta confrontare prima con le mie tre sorelle per capire se potevo usare la storia di nostra madre come simbolo di libertà.

«Nonostante io sia abituata a parlare al pubblico – continua Marianella – ho avuto qualche difficoltà iniziale ad esternare le motivazioni della nascita del progetto. Non era per pudore, quanto più per il ricordo di mia madre vittima di violenza. Nel mio lavoro sono anche abituata ad emozionare le persone e ad un certo punto ho capito che certe brutte esperienze personali vadano esorcizzate. Ad esempio quando facciamo giornate dedicate con Pedale Rosso, leggiamo testimonianze di donne uscite da relazioni tossiche. Dobbiamo sempre vedere il lato positivo da situazioni estremamente negative».

Marianella Bargilli è un'appassionata di gravel e vuole sensibilizzare anche la piaga degli omicidi stradali di ciclisti
Marianella Bargilli è un’appassionata di gravel e vuole sensibilizzare anche la piaga degli omicidi stradali di ciclisti
Marianella Bargilli è un'appassionata di gravel e vuole sensibilizzare anche la piaga degli omicidi stradali di ciclisti
Marianella Bargilli è un’appassionata di gravel e vuole sensibilizzare anche la piaga degli omicidi stradali di ciclisti

Parallelismo col ciclismo

Per realizzare le grafiche e il disegno dello zainetto rosso è stata fondamentale la firma del maestro Marco Lodola, artista di fama internazionale e già autore a Firenze de “L’Attesa”, una panchina rossa luminosa in cui siedono tre donne di diverse generazioni. Per dare maggiore visibilità a “Terry lo Zainetto” invece è determinante anche la figura di Paolo Bettini, che ha scelto di affiancare alla propria carriera sportiva un impegno civile costante. Lui e Marianella sono compagni nella vita e lei, un po’ per sua passione personale e un po’ per osmosi, ama fare lunghe pedalate.

Ora, a costo di apparire inappropriati, quasi sacrileghi, ci sentiamo di affermare che in questo periodo storico sociale femminicidi e omicidi stradali di ciclisti stanno viaggiando in maniera parallela. Entrambi sono piaghe nazionali che facciamo fatica ad eliminare e ad insegnare. Marianella Bargilli che opinione ha in merito?

Il progetto "Terry lo Zainetto" partirà ufficialmente a metà marzo dalla provincia di Livorno per poi allargarsi in altre zone
Il progetto “Terry lo Zainetto” partirà ufficialmente a metà marzo dalla provincia di Livorno per poi allargarsi in altre zone
Il progetto "Terry lo Zainetto" partirà ufficialmente a metà marzo dalla provincia di Livorno per poi allargarsi in altre zone
Il progetto “Terry lo Zainetto” partirà ufficialmente a metà marzo dalla provincia di Livorno per poi allargarsi in altre zone

«Quando pedalo in strada – replica – non mi sento mai troppo sicura, anche perché se mi faccio male comprometto il mio lavoro e tutto quelle delle persone che lavorano con me. E’ per questo che preferisco il gravel. In effetti non sono argomenti così lontani fra loro, seppur con le dovute differenze. Mia madre mi ha insegnato il rispetto verso le altre persone e credo che alla base di tutto, femminicidi e omicidi stradali di ciclisti, ci sia la mancanza di rispetto all’essere umano.

«Viviamo – conclude Marianella Bargilli il suo intervento con noi – in una società violenta, senza valori. Le notizie corrono veloci e sulle quali ci fanno speculazioni malefiche. Ho paura sia per le donne e sia per chi usa la bici anche per andare a comprare il pane. Dalle necessità nascono le soluzioni e speriamo che qualcosa cambi in meglio».

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