Dal 12 al 14 giugno Casalguidi, paesino che tanto ha dato al ciclismo, diventerà l’ombelico del mondo amatoriale con tre giorni di attività che culmineranno con La Franco Ballerini, prima edizione di una gran fondo speciale.
Siamo in provincia di Pistoia, nel paesino in cui ha vissuto il campione delle due vittorie alla Parigi-Roubaix e che poi, diventato commissario tecnico della nazionale italiana, ha guidato l’Italia alla vittoria del campionato del mondo (con Mario Cipollini, due volte con Bettini e con Ballan) e delle Olimpiadi di Atene con lo stesso Bettini. Poi morì, troppo giovane e con tante cose ancora da dire a chi gli voleva bene, in un giorno senza particolare storia: il 7 febbraio del 2010, a due passi da casa, durante una gara di rally.


Ballerini e la nazionale
Quel giorno che era domenica, il ciclismo sprofondò nel dolore, ma ancora più duro fu il colpo per la sua famiglia. Per la moglie Sabrina e per i figli Gianmarco e Matteo, che avevano 17 e 10 anni. Oggi che ne sono passati 16, sono proprio i due ragazzi a guidare il progetto della gran fondo, ispirati da Stefano Santerini, fisioterapista della nazionale.
«Da quando nel 2022 entrai nel giro azzurro – racconta Santerini – vidi che prima di ogni mondiale si andava tutti a rendere omaggio alla tomba di Franco e poi ci si trasferiva a Sesto Fiorentino, a casa di Alfredo Martini, che ne era stato il maestro. Ma mentre qui c’era tutta la famiglia, a Casalguidi trovavamo l’Associazione Amici di Franco Ballerini, che faceva cose nel suo nome, e la moglie Sabrina. Non i figli, che non conoscevo, finché Matteo un giorno si presentò al mio studio per un massaggio».


Il progetto dell’Associazione
Matteo giocava a calcio e da quando si era rotto il crociato, le complicazioni non erano mai mancate. Di solito, racconta, aveva il suo fisioterapista, ma quel giorno quello non c’era e un amico comune gli aveva fornito il numero di Santerini.
«Chiaramente all’inizio non mi permisi di dirgli nulla – continua Santerini – perché quello che per noi era stato un tecnico e un campione, era suo padre. Però gli dissi che nell’hotel della nazionale a ogni mondiale c’era la sua gigantografia, segno che era stato ed è ancora una figura di rilievo. Poi conobbi suo fratello Gianmarco e piano piano iniziai a dirgli quel che mi passava per la testa, cioè creare un’associazione sportiva nel nome di Franco Ballerini. A loro è piaciuto e a luglio è nata la ASD Franco Ballerini, che come primo progetto ha messo in cantiere la gran fondo».
Durante lo scorso Giro d’Italia andarono a parlarne nella diretta RAI. Poi si fecero dare le dritte giuste dal presidente della FCI. E dopo un passaggio al Palazzo della Regione a Firenze, in cui si è capito che quel nome smuove ancora le acque, il progetto ha preso corpo.


Tre giorni di ciclismo a Casalguidi
Il programma di giugno prevede tre giorni di ciclismo a tutti i livelli. Venerdì 12 giugno sarà dedicata a “Il Salotto del Ciclismo”: un incontro in cui si racconterà la prima vittoria mondiale del Ballerini commissario tecnico, colta a Zolder nel 2002 con Mario Cipollini.
Il giorno successivo, tutti gli occhi sui più giovani, che da sempre sono stati uno dei focus di Ballerini, che era solito svolgere incontri nelle scuole, parlando dei valori dello sport, tanto che anche in Puglia esiste un’associazione che porta il suo nome e si opera nel sociale. Per questo, sabato 13 giugno si svolgerà una cronoscalata che sarà anche valida per il campionato toscano.
Infine, domenica 14 giugno, sarà la volta della gran fondo La Franco Ballerini, che in 122,47 chilometri ripercorrerà i luoghi di allenamento di Franco, valorizzando paesaggi e culture locali.
«Questo evento – spiega Gianmarco Ballerini – rappresenta per noi figli un nuovo modo di custodire la presenza di nostro babbo, condividendola con la comunità che amava e che lo amava. Abbiamo voluto trasformare il suo esempio e la sua dedizione in azioni concrete, relazioni autentiche e scelte che raccontano la vita di un campione, dentro e fuori la gara».


I silenzi di Matteo
Mentre la mamma Sabrina osserva compiaciuta lo sbocciare dei figli in questo ruolo inatteso, per i due ragazzi si tratta di un viaggio alla riscoperta del padre, che per anni li aveva visti ai margini della sua storia: custodi di un dolore che probabilmente non passerà mai, ma anche di un tesoro di ricordi per i quali sorridere.
«Quando il babbo se ne è andato – racconta Matteo – avevo dieci anni. Ricordo che mi portava a pescare oppure a funghi e mi portava in moto. Io ero molto legato alla sua Harley Davidson, la prima volta che mi mise là sopra avevo sei anni e dissi che sarebbe stata per sempre mia. Quando andavo con lui a fare dei giri lunghi, magari si stava fuori un’oretta, tornavo e mi addormentavo da quanto quella moto mi rilassava. Lui era contento e rideva. Così appena ho preso la patente, l’ho fatta mia. Ho faticato per anni a parlare di lui e fatico ancora, ma grazie a Santerini e a questo progetto finalmente mi sto sbloccando».


Organizza la Larcianese
Gianmarco chiude gli occhi e dice che il ricordo più bello che ha di suo padre fu la prima volta in cui, calciatore in erba, uscì con lui per fare un giro in bicicletta. Non fu per la fatica nello stargli dietro, ma per la novità e lo stupore che quell’uscita suscitò nella sua quotidianità. Lui è quello che ha iniziato a metterci la faccia e che ora sta trascinando il fratellino, che ormai ha 26 anni, in bici e affinché si esponga sempre di più.
«La gran fondo ha un bel percorso – dice – con qualche chilometro di sterrato e un tratto di pavè. Abbiamo affidato la parte tecnica alla UC Larcianese, che organizza corse nei professionisti. Loro senza di noi non farebbero niente e noi senza di loro non si farebbe ugualmente niente. Da una decina di giorni abbiamo aperto le iscrizioni e più gente verrà e più saremo contenti. E’ bene partire con calma, ma ci piace l’idea di pubblicizzarla bene e far vedere davvero quello che vogliamo fare, perché sicuramente negli anni faremo qualcosa di bello».
Il percorso della gran fondo La Franco Ballerini si sviluppa per 122,47 chilometri, con un dislivello complessivo di 1.557 metri, con tratti scorrevoli e salite di media lunghezza. Nel suo insieme, è un percorso equilibrato, pensato per chi ama un ciclismo vario, con cambi di ritmo e panorami tipici delle colline toscane.
Tutte le informazioni di percorso e per le iscrizioni, che si sono aperte una decine di giorni fa, sono contenute nel sito internet della prova.







