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| 15 Gennaio 2026

Fuga dall’inverno. Baciati dal sole della Locride, tra mare e campagna

Per la collana Fuga dall’inverno continua il nostro viaggio alla ricerca del tepore. Stavolta si torna in Calabria, ma più a sud rispetto alla Sibartide: si va infatti nella Locride. Un territorio che conserva un fascino primordiale, poco toccato dal turismo di massa e ricco di testimonianze storiche, culturali e paesaggistiche. La costa ionica qui si apre luminosa, protetta alle spalle dall’Aspromonte e attraversata da piccoli centri che conservano la loro identità grecanica, medievale e contadina (in apertura foto Wikiloc).

La Locride è una terra che sorprende chi la percorre in bici, offrendo un clima mite anche nei mesi più freddi. L’Aspromonte alle spalle crea una sorta di anfiteatro climatico che regala tepore. Per quanto riguarda la bici Locri, ma anche Gerace, Siderno, Roccella Ionica… regalano un mosaico di percorsi che uniscono mare e collina nel raggio di pochissimi chilometri. La Locride diventa così una destinazione privilegiata per chi vuole pedalare, scoprire, rallentare e ritrovare un rapporto autentico con la natura e con le comunità locali.

Locride
Ovviamente, stando nella culla della Magna Grecia, non si può non visitare il Il Parco Archeologico di Locri Epizefiri (foto Calabria Turismo)
Locride
Ovviamente, stando nella culla della Magna Grecia, non si può non visitare il Il Parco Archeologico di Locri Epizefiri (foto Calabria Turismo)

Locride, perla della Magna Grecia

La Locride è una regione storica della Calabria ionica meridionale, un’area estesa che comprende oltre quaranta comuni distribuiti tra costa, colline e prime propaggini dell’Aspromonte. Deve il suo nome all’antica polis di Lokroi Epizephyrioi, fondata dai Greci e oggi identificata con l’area archeologica di Locri Epizefiri, visitabile tramite il sito ufficiale del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri. La toponomastica conserva tracce della lunga stratificazione culturale: dal greco al latino, dal bizantino al normanno, fino alle dominazioni successive.

I centri maggiori sono Locri, Siderno, Gioiosa Ionica, Roccella Ionica e Marina di Gioiosa, mentre nell’entroterra si trovano borghi storici come Gerace, considerato uno dei più belli d’Italia per la sua magnifica cattedrale normanna e il tessuto urbano medievale perfettamente conservato.

E’ un territorio che per secoli ha basato la sua economia su agricoltura, artigianato, allevamento e piccoli commerci marittimi, sviluppando una cultura che ancora oggi unisce tradizione grecanica, identità religiosa e ritualità popolari. Numerosi studi storici evidenziano l’importanza della Locride nell’antichità: le sue colonie furono tra le più influenti della Magna Grecia e le sue leggi, attribuite al legislatore Zaleuco, sono considerate tra le prime codificazioni giuridiche del mondo occidentale. Pedalare nella Locride significa dunque attraversare una vera culla di civiltà.

In MTB si gode

La morfologia della Locride è estremamente varia e rende il territorio ideale per la mountain bike. La costa è pianeggiante, ma basta allontanarsi di pochi chilometri dal mare per incontrare un paesaggio collinare articolato, fatto di sentieri sterrati, strade poderali, tratturi agricoli e crinali panoramici che salgono verso l’Aspromonte.

E’ una zona dove la natura domina, con profumi di macchia mediterranea, uliveti secolari e boschi che cambiano colore a seconda della stagione. Un itinerario semplice ed ideale per l’inverno, che quindi evita le alte quote è il giro delle Miniere di Lignite: circa 35 chilometri e poco più di 600 metri di dislivello. Si tratta di un anello che attraversa un’area di grande interesse storico paesaggistico immersa nel silenzio della campagna.

Il terreno è vario: tratti veloci su breccia, salite brevi ma dure, single track scavati dall’acqua, e passaggi più tecnici su roccia affiorante. Inoltre, molte vecchie mulattiere collegate ai borghi interni permettono di costruire itinerari personalizzati, collegando tanti punti panoramici. La vicinanza con l’Aspromonte amplia ulteriormente le opportunità: si passa in poco tempo dal mare ai 300–400 metri di quota, arrivando fino alle porte del Parco Nazionale dell’Aspromonte, con ambienti montani freschi, ombrosi e molto suggestivi anche nei mesi invernali, ma certamente meglio d’estate.

Al sole della litoranea

Se la MTB trova nella Locride il suo spazio naturale, anche la bici da strada o gravel non sono da meno. Le strade interpoderali rappresentano una risorsa preziosa: collegano aziende agricole, frazioni sparse, uliveti e costeggiano le fiumare che sono tantisisme. Queste stradine permettendo di pedalare lontano dal traffico e in totale immersione nella campagna.

L’asfalto alterna tratti perfetti ad altri più vissuti, ma la scorrevolezza resta buona e la rete viaria consente numerose varianti ad anello: ancora una volta ci troviamo a consigliarvi una gravel bike, soprattutto pensando alla splendida pista ciclopedonale che da Locri muove verso Nord e scorre direttamente lungo la costa, in pratica sulla spiaggia. Un sterrato dolce che con una gravel diventa una verra culla!

Il vero tesoro per chi ama la bici da corsa-gravel resta proprio la litoranea ionica. Da Locri verso nord, fino a Siderno, Roccella Ionica e oltre, la strada costiera offre lunghi rettilinei e costanti aperture sul mare. E verso Sud forse è ancora più bella. Andando verso Nord c’è il vantaggio che sulla litoranea il traffico è decisamente scarso perché la SS106 Ionica, che parte (o arriva) proprio a Gerace-Locri, calamita molti veicoli.

Questa scorre parallela ma più interna. Un piccolo consiglio: se andate verso sud, per esempio verso Galati, all’andata sfruttate le strade interpoderali più interne e rientrate a Locri lungo la litoranea (E90). In questo modo marciando verso nord avrete il mare sempre a destra e quindi più vicino.

E’ uno scenario ideale per lavori di fondo, progressioni costanti o semplici uscite di riposo. Le condizioni climatiche invernali restano generalmente miti e l’esposizione a sud garantisce spesso giornate tiepide anche in pieno inverno. Non serve neanche fornire una traccia vera e propria, basta mettersi in sella e andare a seconda delle proprie possibilità atletiche. Il dislivello infatti è quasi inesistente. Dipende da quanto si vuole fare. Basta ricordarsi che “X” chilometri in una direzione, vanno moltiplicati per due visto che c’è anche il ritorno!

Lungo il percorso non mancano punti di interesse: i lungomare di Locri e Siderno, il castello aragonese di Roccella visto dall’alto, i piccoli approdi dei pescatori. Tutto contribuisce a rendere questo tratto di Ionio uno dei più piacevoli da pedalare in bassa stagione.

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E per finire una pasta con la ‘nduja (foto Giallozzafferano)
E per finire una pasta con la ‘nduja (foto Giallozzafferano)

A tutta ‘nduja

La Locride offre una buona varietà di strutture ricettive, dagli agriturismi immersi negli uliveti che vi consigliamo soprattutto in questo periodo, alle piccole case vacanza lungo la costa. In particolare gli agriturismo propongono colazioni locali, spazi esterni per la bici e un’accoglienza familiare che rispecchia la tradizione calabrese. Ne segnaliamo due in particolare: L’impero Romano e Barone Macrì.

Per arrivare, si può sfruttare l’aeroporto di Lamezia Terme oppure quello di Reggio Calabria, entrambi collegati con treni regionali e autobus verso Locri e Siderno. In auto, l’accesso principale è tramite la SS106 Ionica.

La cucina della Locride è ricca, autentica, fortemente radicata nella tradizione agricola. Tra le ricette più tipiche da conoscere e assaggiare c’è sicuramente lo Stocco alla Mammolese. E’ uno stoccafisso cucinato con patate, pomodori, peperoni secchi, olive e capperi, lasciato cuocere lentamente fino a diventare morbido e saporito. E poi c’è lei, la vera regina della Calabria: la Pasta con la Nduja. Anche nella Locride la ‘nduja è tipica. Viene sciolta in padella con un filo d’olio e pomodoro, creando una salsa corposa e intensa, perfetta per rigatoni o fusilli freschi.

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