La Riviera di Ulisse è una destinazione che nasce come icona del turismo balneare, ma che oggi sta vivendo una seconda giovinezza grazie al turismo attivo. Dopo Liguria e Toscana continuiamo a scendere e andiamo nel Sud del Lazio, nel tratto che va dal Circeo a Gaeta, passando per Terracina, Sperlonga e Fondi, una fascia costiera luminosa, aperta, mediterranea. Ed è questa stavolta la meta di Fuga dall’inverno (in apertura foto Visit Lazio Sud).
E’ una terra che d’inverno cambia volto: meno folla, ritmi lenti, luce radente e strade che diventano ideali per essere esplorate in bicicletta. Qui la bici non è solo sport, ma strumento di scoperta: mare, laghi costieri, colline, montagne, cosa che la foto di apertura fa capire molto bene. Ma anche borghi e archeologia convivono in pochi chilometri, rendendo questo spicchio di Lazio una meta perfetta per una fuga dall’inverno che unisce movimento, benessere e cultura.


La Riviera di Ulisse
La Riviera di Ulisse è un mosaico di paesaggi. La parte costiera è un’alternanza continua di spiagge lunghe e sabbiose, promontori rocciosi e scogliere bianche. Il Parco Nazionale del Circeo uno degli ambienti più suggestivi del Lazio: dune, foresta planiziale, laghi costieri come Paola, Fogliano e Caprolace, e il promontorio del Circeo che si staglia netto sul mare. Scendendo verso sud si incontrano borghi iconici come Sperlonga, bianca e verticale, e città dal forte carattere marinaro come Gaeta, con il suo golfo, il porto e la celebre Montagna Spaccata.
Alle spalle della costa, l’entroterra cambia completamente volto: si alzano i Monti Aurunci, area protetta del Parco Naturale dei Monti Aurunci, un sistema montuoso aspro, verde, silenzioso, fatto di boschi, pascoli (non è affatto raro imbattersi in bufale e capre), strade secondarie e panorami ampi sul Tirreno. Qui la Riviera smette di essere solo mare e diventa Appennino, diventando territorio ideale per chi cerca bici, natura e isolamento.
La storia è ovunque: dai resti romani lungo la Via Appia Antica, alle ville imperiali, fino alla figura dell’imperatore Tiberio, che scelse Sperlonga come luogo di villeggiatura, lasciando un’eredità archeologica ancora oggi visibile tra grotte, ninfei e reperti che raccontano il legame tra potere, mare e bellezza.






Anche Pantani svernava qui
Su strada, qui, c’è letteralmente l’imbarazzo della scelta. I Monti Aurunci sono una palestra naturale per chi ama i dislivelli, che comunque non superano i 600 metri (almeno su asfalto). Il punto più alto è la scalata di Campodimele. Tutte queste alture regalano panorami aperti sul Mar Tirreno. Proprio qui, nei mesi invernali, veniva ad allenarsi anche Marco Pantani, tanto che una delle salite più iconiche dell’area, il Passo delle Crocette, che si attacca da Fondi o da Campodimele, dal 2022 è dedicata alla sua memoria ed è nota come Cima Pantani. E’ una scalata che sale in progressione: molto facile, un falsopiano, uscendo da fondi tra le sue campagne e le sue serre e man mano diventa più tosta.
La costa, invece, è spettacolare ma più complessa dal punto di vista del traffico. D’inverno diventa però percorribile, a patto di mantenere sempre attenzione e prudenza: la bellezza del Tirreno accompagna ogni chilometro, ma la convivenza con le auto, lo ripetiamo, merita grande attenzione.
Un itinerario simbolico per vivere appieno la Riviera di Ulisse parte dai laghi di Sabaudia, nel cuore del Parco del Circeo e arriva a Gaeta. Si va dunque dalle acque ferme di questi due specchi di acqua salmastra tra le dune e le campagne e, procedendo verso Sud, si affrontano le rampe del Circeo. Si scende sul lungomare di San Felice, si attraversa Terracina. Si lascia la costa per prendere magari un caffè a Fondi, che rientra tra i borghi più belli d’Italia. Da qui si torna sulla costa in vista di Sperlonga, altra sosta imperdibile, fino a puntare su Gaeta. Prima di planare su Gaeta, non ci si può esimere dal fare una sosta alla Montagna Spaccata, sospesa sul Golfo. Si tratta di un percorso, pressoché pianeggiante, ad esclusione degli strappi del Circeo e Sperlonga, di circa 85 chilometri, ma appena 500 metri di dislivello. Vi consigliamo di percorrerlo, come suggerito, da Nord a Sud, così da avere sempre il mare più vicino sulla destra.






Portate la MTB
Nel mondo off-road, il centro di tutto è Fondi. A nostro avviso è il mezzo migliore se si decide di lasciare l’asfalto. Meglio la MTB che la gravel in questo caso. I sentieri sono tecnici, ma soprattutto in questo modo si scopre la Riviera di Ulisse in modo capillare. Qui la MTB diventa veramente esplorazione pura.
I trail della Marathon del Lago di Fondi, tappa storica del Trofeo dei Parchi Naturali, sono solo una parte di un sistema molto più ampio di sentieri, sterrati e single track che si sviluppano tra lago, colline e montagne. Tecnici, panoramici, mai banali, rappresentano una delle aree più interessanti del Lazio per la mountain bike e la gravel.
Il vero valore aggiunto è il lavoro dei ragazzi di Happy Bike, realtà locale che fa servizio guida, accompagnamento e progettazione di itinerari. Con loro ci si può spingere sui sentieri a picco sul mare, tra scogliere e macchia mediterranea, oppure nell’entroterra più selvaggio, tra boschi, pascoli e strade dimenticate. Un’esperienza che va oltre la semplice uscita in bici: è conoscenza del territorio, relazione, racconto.
E’ un luogo che noi stessi abbiamo già vissuto: Fondi non è solo base logistica, ma vero hub ciclistico, dove la comunità locale, l’ambiente naturale e la cultura della bici si fondono in modo autentico e non costruito.


Olive e pesce
Per dormire, la zona offre soluzioni diffuse: i B&B nei borghi maggiori quali Terracina, Fondi e Gaeta sono le basi più strategiche per muoversi, grazie alla loro posizione centrale e ai collegamenti ferroviari. Fondi è raggiungibile in treno (linea Roma–Napoli), mentre Gaeta è collegata tramite la stazione di Formia. In auto, l’area è facilmente accessibile tramite la Via Appia e l’Autostrada A1 con uscita a Cassino o Frosinone.
A tavola, la Riviera di Ulisse è identità pura. Due piatti simbolo? La tiella di Gaeta, focaccia ripiena di polpo, verdure o alici, e la mozzarella di bufala dell’Agro Pontino, fresca, semplice, essenziale. Mentre nel calice consigliamo il Cesanese del Piglio e il Moscato di Terracina. Ovviamente assaggiate anche le olive di Gaeta e di Itri.
Non ne avevamo ancora parlato: le temperature. Qui il tepore, salvo perturbazioni, è assicurato anche d’inverno. Le mattine e le sere sono umide, ma di giorno si può pedalare anche con la salopette corta.
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