Tra agonismo e scoperta, ma in questo caso più agonismo. E la Sardegna è di nuovo protagonista. Parliamo del GiroSardegna Gravel, che fa parte delle Gravel World Series, gli eventi di qualificazione per il mondiale di specialità targato UCI. Attenzione però, perché sarebbe riduttivo parlare di questo evento in modo isolato.
Facciamo chiarezza. Il Giro Sardegna Gravel si disputa il prossimo 1° maggio, ma segue il GiroSardegna, storica corsa a tappe rivolta ai cicloturisti, tanto da poterne essere considerata la settima tappa. Quest’ultima è una manifestazione che l’Asd Mare e Monti di Tonino Scarpitti gestisce ormai con successo da oltre 20 anni (in apertura e nel resto dell’articolo foto GiroSardegna).


Tra corsa a tappe e prova singola
Il GiroSardegna inizia il 25 aprile e prosegue fino al 30 aprile. Propone due versioni, una con percorso lungo e una con percorso medio: sei tappe, al termine delle quali viene stilata la classifica generale. Tuttavia c’è un’opzione ulteriore. I partecipanti all’intera kermesse possono infatti decidere di allungare la loro fatica con la prova delle Gravel World Series, appunto il GiroSardegna Gravel. In questo caso l’iscrizione è la Gold (qui tutti i prezzi delle iscrizioni).
Finita? Non proprio. Il regolamento prevede anche la possibilità di prendere parte alla singola gara UCI, quindi di iscriversi esclusivamente all’evento del 1° maggio, che si svolgerà tra Muravera e Villasimius, siamo quindi nella porzione sud orientale dell’isola.
Il GiroSardegna attrae ogni anno oltre 500 atleti, di cui il 70 per cento italiani e il 30 per cento stranieri. Una partecipazione internazionale aumentata dal 2024, da quando in concomitanza con la prova a tappe si tiene anche la gara delle Gravel World Series. Ricordiamo che accedono al mondiale i primi 25 classificati di ogni categoria.






Il percorso del GiroSardegna Gravel
La gara gravel propone due tracciati: un lungo da 110 chilometri con 1.220 metri di dislivello e uno più breve da 78 chilometri con 653 metri di dislivello.
In generale i percorsi sono piuttosto filanti ed entrambi sono caratterizzati da un anello di 50 chilometri: chi opterà per il lungo dovrà affrontarlo per due volte. C’è un tratto costiero che propone strade pianeggianti e fondo compatto, se non addirittura asfaltato. Le cose cambiano quando si punta la bici verso l’entroterra: qui iniziano le strade bianche, che restano comunque veloci. E la salita principale, che tocca quota 343 metri, non presenta mai pendenze proibitive.
Nonostante l’area sia relativamente contenuta, il paesaggio varia continuamente. Si passa dai carrubi, oleandri e gli eucalipti della parte bassa, alle pietre del letto del Flumendosa, fino ai lecci e alle sugherete della parte più alta. E poi tanti campi coltivati e fattorie.
Non solo: il percorso assume anche una valenza culturale, lambendo vecchie miniere e numerosi nuraghi, non meno di venti all’interno del tracciato. Un patrimonio di valore assoluto.
Senza contare l’aspetto naturalistico: si costeggiano le spiagge di Feraxi e Torre Salinas e lo Stagno di Colostrai, area umida di grande interesse ambientale.


Coccole e sapori
Chiaramente una gara gravel in Sardegna non si può ridurre al solo aspetto agonistico, a meno che non siate atleti professionisti. E anche in quel caso sarebbe un peccato trascurare le bellezze e gli agi della zona. Non a caso una delle prime frasi che si leggono sul sito dell’evento recita: «Il GiroSardegna, dove la tua passione per la bicicletta sarà messa al centro di tutto. Attraverserai paesaggi mozzafiato, sentendo l’adrenalina crescere con ogni pedalata».
L’organizzazione ha previsto diverse convenzioni, a partire dal Village 4 Mori Family e dal Villaggio Colostrai, situati nelle immediate vicinanze della partenza, se non direttamente sul posto. Quel che conta è il trattamento riservato agli ospiti: armonia con il paesaggio, qualità dei servizi anche per chi non pedala e, naturalmente, buona cucina.
Perché anche la Sardegna sa regalare grandi soddisfazioni a tavola. Qualche esempio? I malloreddus, gnocchetti conditi con salsiccia; la burrida a sa casteddaia, gattuccio di mare con noci e aceto. Senza dimenticare i prodotti da forno come il mustazzeddu (o prazzida), focaccia tipica del Sulcis spesso condita con pomodoro e basilico.







