GranTour del LazioGranTour del Lazio

| 7 Novembre 2026

GranTour del Lazio, tabellatura completata… E non è finita!

Da progetto su carta a itinerario sempre più concreto, riconoscibile e pronto ad accogliere chi sceglie di scoprire il Lazio in bicicletta. Il GranTour del Lazio (GTL) compie un passo importante nel suo percorso di crescita. La novità più evidente è la tabellatura degli oltre 1.100 chilometri che attraversano la regione, ma il lavoro portato avanti da FIAB Roma Ruota Libera guarda ben oltre la segnaletica.

Attorno alla ciclovia, che avevamo già presentato qualche tempo fa, si sta costruendo una rete di collaborazioni che coinvolge istituzioni, ferrovie, Comuni, strutture ricettive e realtà impegnate nella promozione turistica. L’obiettivo è rendere il GTL sempre più accessibile e attrezzato, intercettando una domanda di cicloviaggiatori che cresce e che cerca itinerari capaci di unire natura, cultura e scoperta del territorio. Ne abbiamo parlato con Claudio Mancini, uno dei responsabili del progetto, per capire a che punto siamo e quali saranno i prossimi sviluppi.

GranTour del Lazio
La segnaletica leggera con la quale è stato tabellato l’intero percorso del GranTour del Lazio
GranTour del Lazio
La segnaletica leggera con la quale è stato tabellato l’intero percorso del GranTour del Lazio

Tabellatura, primo passo per una ciclovia riconoscibile

Il GranTour del Lazio esce dalla dimensione progettuale e comincia a lasciare un segno visibile sul territorio. La prima grande novità riguarda infatti la tabellatura degli 1.100 chilometri del percorso, resa possibile da un finanziamento regionale di 65 mila euro. Un risultato arrivato attraverso un protocollo d’intesa tra Regione Lazio e FIAB Italia, con il lavoro operativo affidato all’associazione romana Ruota Libera, che ha ideato e sviluppato il GTL.

La scelta è ricaduta su una segnaletica leggera, composta da adesivi e fascioni facilmente riconoscibili, sui quali compare anche un QR code. Un sistema rapido da installare e soprattutto utile per accompagnare il cicloturista verso le informazioni necessarie per organizzare il viaggio. «Abbiamo fatto un bel passo in avanti – spiega Claudio Mancini – è importante essere riusciti a tabellare il GranTour del Lazio. Non è cosa da poco, significa che è qualcosa che si concretizza sul territorio, si entra in un’azione fattiva»,

Il codice QR rimanda al portale ufficiale, dove sono disponibili le tracce GPS e le informazioni logistiche per affrontare le diverse tappe. Una soluzione che permette di contenere i tempi e i costi di installazione, senza rinunciare alla possibilità di riconoscere il percorso lungo la strada.

«Abbiamo ricevuto dei fondi da gestire per la segnaletica leggera. Abbiamo scelto questa forma un pochino meno visibile, ma più veloce per l’installazione, che sono adesivi e fascioni riconoscibili e dotati di un QR code che riporta al sito, dove è possibile scaricare tutte le tracce GPS, le informazioni e la logistica».

La tabellatura rappresenta però soltanto il primo livello di un lavoro destinato a proseguire. L’intenzione è infatti quella di affiancare progressivamente alla segnaletica adesiva anche cartelli permanenti, con l’obiettivo di dare al GTL una presenza sempre più stabile e riconoscibile nei territori attraversati.

GranTour del Lazio
Il Lazio presenta una varietà infinita di paesaggi. In questo periodo le faggete dell’Appennino o i castagneti del viterbese sono un idillio
GranTour del Lazio
Il Lazio presenta una varietà infinita di paesaggi. In questo periodo le faggete dell’Appennino o i castagneti del viterbese sono un idillio

Il valore dell’intermodalità

Uno degli aspetti più interessanti del GranTour del Lazio è la possibilità di affrontarlo senza necessariamente percorrere tutti gli 1.100 chilometri in un’unica soluzione. La struttura dell’itinerario, infatti, sfrutta la rete ferroviaria regionale e permette di raggiungere diversi punti del percorso in treno, pedalare per una o più tappe e poi rientrare oppure proseguire verso un’altra destinazione. Un elemento importante per ampliare il pubblico, rendendo la ciclovia accessibile anche a chi non dispone di molti giorni consecutivi.

In questa direzione si inserisce il progetto di installazione di una ventina di pannelli informativi nelle stazioni ferroviarie principali.

«Il dialogo con RFI è già stata avviato – prosegue Mancini – e ha ottenuto una prima autorizzazione. Sono state individuate 20 stazioni: le 18 corrispondenti agli inizi e alle conclusioni delle tappe, alle quali si aggiungono Viterbo e Civitavecchia, considerate due importanti poli di accesso al territorio.

«I pannelli, nelle intenzioni dell’associazione, avranno dimensioni importanti, indicative di circa due metri per uno, anche se la misura definitiva dovrà essere concordata con RFI. La loro funzione sarà quella di fornire al viaggiatore un riferimento immediato appena sceso dal treno, indicando il percorso e le possibilità di collegamento con le tappe. Ricordo e sottolineo che ogni tappa del GranTour del Lazio è strutturata in modo che abbia almeno due stazioni di riferimento: una all’inizio e una alla fine. Maa alcune ne hanno anche cinque, sei o sette, a seconda della vicinanza a quella linea ferroviaria».

Il GTL è insomma un sistema che permette di costruire un viaggio flessibile, scegliendo di volta in volta quanto pedalare e dove fermarsi. L’intermodalità diventa così una caratteristica strutturale del progetto: non soltanto un’alternativa all’automobile, ma uno strumento per avvicinare alla ciclovia anche chi desidera vivere il Lazio attraverso brevi esperienze di viaggio.

GranTour del Lazio
Ecco un rendering dei pannelli 3×2 metri che si vorrebbero appendere alle stazioni di riferimento
GranTour del Lazio
Ecco un rendering dei pannelli 3×2 metri che si vorrebbero appendere alle stazioni di riferimento

Guida pieghevole in arrivo

Ma la crescita del GranTour del Lazio non è finita qui. E passa anche dalla capacità di fornire ai cicloviaggiatori strumenti sempre più completi. Il sito ufficiale, realizzato gratuitamente da un socio di FIAB Roma Ruota Libera, rappresenta oggi il punto di riferimento per consultare le informazioni e scaricare le tracce. L’ambizione è quella di ampliare progressivamente l’offerta digitale e affiancarle strumenti più tradizionali.

Tra i progetti in cantiere c’è lo sviluppo di un’applicazione mobile, che richiederà però finanziamenti specifici, da ricercare attraverso campagne di crowdfunding e futuri bandi. Parallelamente, sono già stati avviati contatti con alcune case editrici per realizzare una guida cartacea dedicata all’itinerario.

«Al momento – dice Mancini – parlando di offerta e supporti digitali abbiamo il sito ufficiale, grantourlazio.it. Per una App ci vogliono dei fondi dedicati e speriamo di trovarli tramite il crowdfunding o bandi successivi. GranTour del Lazio, inoltre, è già presente su diverse piattaforme dedicate alle tracce GPS e alla promozione degli itinerari cicloturistici. Tra queste c’è anche Bicitalia, la rete ciclabile nazionale di FIAB, oltre ad altri portali come Komoot e Slow Italy».

E poi c’è anche la creazione di una guida cartacea. Un altro strumento sul quale si sta ragionando è la credenziale del GTL. L’idea è quella di introdurre una sorta di passaporto del viaggiatore, da timbrare durante il percorso presso alcune attività selezionate, oppure sviluppare un sistema di convenzioni con le strutture ricettive. Due possibilità che potrebbero anche convivere, dando vita a un sistema capace di premiare chi sceglie di completare le diverse tappe.

Ancora Mancini: «Dobbiamo decidere, nel senso che ora con le DMO (Destination Management Organization, ndr) avvieremo questo discorso, se fare una sorta di tessera del pellegrino laica, quindi una cosa simbolica con la tessera da timbrare presso alcuni esercizi, oppure attivare proprio delle convenzioni. Per esempio, sconti sulle strutture ricettive sul territorio in base a una percorrenza».

GranTour del Lazio
Il GranTour del lazio sta assistendo ad un numero crescente di cicloviaggiatori. Bisogna assolutamente incrementare questa consapevolezza nei Comuni interessati
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Il GranTour del lazio sta assistendo ad un numero crescente di cicloviaggiatori. Bisogna assolutamente incrementare questa consapevolezza nei Comuni interessati

Comuni, strutture e flussi

Una ciclovia di oltre mille chilometri non può vivere soltanto della qualità del proprio tracciato. Per diventare una destinazione turistica ha bisogno di servizi, accoglienza e soprattutto di un territorio che la riconosca come un’opportunità. E’ proprio su questo fronte che si concentrerà una parte importante del lavoro futuro del GranTour de Lazio. Che poi è ciò che abbiamo visto con successo con NoiMarche BikeLife.

Il GranTour del Lazio attraversa oltre 100 Comuni e l’obiettivo è coinvolgerli direttamente nella crescita dell’itinerario. Dopo la segnaletica leggera finanziata dalla Regione, il progetto punta a introdurre cartelli verticali permanenti, attraverso accordi e piccoli finanziamenti da concordare con le amministrazioni locali.

«Il GTL – dice Mancini – tocca 104-105 Comuni. E visto che i Comuni hanno competenza sulla segnaletica verticale, noi vorremmo attivare dei tavoli di discussione, provincia per provincia, Comune per Comune, per proporre dei microfinanziamenti, ovvero i classici cartelli marroni di alluminio. L’investimento richiesto sarebbe contenuto, ma il valore potrebbe essere significativo anche sul piano della consapevolezza locale. Un cartello non serve soltanto a orientare chi pedala: rende visibile la presenza della ciclovia e può stimolare l’interesse di amministratori, residenti e operatori economici.

«Il classico cartello marrone in alluminio ha una visibilità e anche una durata maggiore dell’adesivo. Ma soprattutto crea, a mio avviso, la consapevolezza vera nel Comune, perché se io metto il cartello sono anche più incentivato a chiedermi: ma cos’è il GTL? Chi lo percorre? Dove dormono questi ciclisti? Dove mangiano? Insomma si crea la vera consapevolezza del GranTour del Lazio e dell’opportunità concreta che rappresenta per il territorio».

Intorno al GTL si è già concentrata una rete di DMO locali, impegnate nella promozione turistica, nell’organizzazione di eventi e nel dialogo con amministratori e operatori. Anche la partecipazione alle fiere di settore, come la Fiera del Cicloturismo di Padova e il TTG di Rimini, ha permesso di raccogliere interesse e richieste di informazioni da parte degli addetti ai lavori.

«Noi – conclude Mancini – ce la stiamo mettendo tutta. Abbiamo partecipato a varie fiere, sia a quella del cicloturismo di Padova che al TTG di Rimini e molti operatori ci chiedono informazioni. Da quel che abbiamo visto e mostrato possiamo affermare che il GranTour del Lazio ha davvero un potenziale enorme».

La sfida sarà trasformare l’interesse in servizi concreti, coinvolgendo agriturismi, alberghi, attività locali e amministrazioni. Perché il GranTour de Lazio non sia soltanto una lunga linea da seguire sulla mappa, ma una rete di opportunità capace di generare movimento, permanenze e nuove economie lungo tutto il territorio regionale

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