Lungo la Monaco-Venezia, dove l’emozione è compagna di viaggioLungo la Monaco-Venezia, dove l’emozione è compagna di viaggio

| 2 Marzo 2026

Lungo la Monaco-Venezia, dove l’emozione è compagna di viaggio

Chiariamo subito un punto: la ciclovia Monaco-Venezia è ben più di questo. E’ un collegamento fra due città, due nazioni, due culture. E’ il trait union che attraversa una parte dell’Europa e unisce due città diversamente affascinanti sotto il comune denominatore del cicloturismo. Un viaggio che, sia che lo si affronti dalla Germania, sia che si parta dalla Laguna, non lascia indifferenti.

Un viaggio che passa attraverso tre nazioni (Germania, Austria e Italia) regalando alcune fra le esperienze di cicloturismo più spettacolari d’Europa. Con i suoi 560 chilometri di lunghezza per 3.000 metri di dislivello, questo itinerario unisce la vibrante metropoli bavarese alla “Serenissima”, attraversando i passi alpini, le valli tirolesi e le maestose vette delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO. Cambiano i paesaggi con il passare dei chilometri, cambiano le prospettive e il segreto per apprezzarla al meglio è prenderla con calma, magari sfruttando anche l’ottimo servizio di bus e treni abbinato ad essa grazie anche alla sovvenzione del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale.

La cartina del percorso da Monaco a Venezia, lungo 560 chilometri con 3.000 metri di dislivello
La cartina del percorso da Monaco a Venezia, lungo 560 chilometri con 3.000 metri di dislivello
La cartina del percorso da Monaco a Venezia, lungo 560 chilometri con 3.000 metri di dislivello
La cartina del percorso da Monaco a Venezia, lungo 560 chilometri con 3.000 metri di dislivello

La Ciclovia dell’Amicizia parte dalla Baviera

Non è un caso se il percorso è chiamato anche “Ciclovia dell’Amicizia” perché unisce realtà diverse e dà anche un’immagine molto positiva del nostro Paese e della sua gestione stradale, tanto che verrebbe da chiedersi perché non si può fare lo stesso anche in altre zone, in tutto il nostro amatissimo Stivale.

Nell’affrontarla, bisogna innanzitutto interpretarla come uno scrigno di tesori, ognuno dei quali vale una sosta. 560 chilometri di ciclabile congiungono Monaco di Baviera a Venezia. E’ un viaggio tra differenti culture e con tantissime sorprese al suo interno. Scendendo verso il Tirolo austriaco molti scelgono di fare un’altra sosta al Museo Swarovski ad Hall, dove si è inondati di immagini, di colori, di piccoli oggetti carichi di fantasia.

Si entra in Italia dalla Val d’Isarco, passando per Vipiteno considerato uno dei borghi più belli d’Italia con case ornate di fiori di ogni colore e con la caratteristica Torre delle Dodici risalente al 1468, posta nella strada principale della città che dai suoi 46 metri la sormonta tutta. E una sosta alla latteria sociale, nata nel 1884 è d’obbligo…

Il passaggio sulla Ciclabile delle Dolomiti regala spettacoli naturali a ogni ora del giorno
Il passaggio sulla Ciclabile delle Dolomiti regala spettacoli naturali a ogni ora del giorno (foto Danesin)
Il passaggio sulla Ciclabile delle Dolomiti regala spettacoli naturali a ogni ora del giorno
Il passaggio sulla Ciclabile delle Dolomiti regala spettacoli naturali a ogni ora del giorno (foto Danesin)

Il fascino perenne delle Dolomiti

Si scende progressivamente verso il lago di Braies, con sfumature verde smeraldo che lasciano attoniti, continuando per la “lunga via delle Dolomiti“, pista ciclabile che ricalca la vecchia ferrovia della Grande Guerra, dismessa nel 1964 e riadattata per le due ruote. Si toccano altri luoghi di grande interesse turistico come Bressanone, Dobbiaco fino alla modaiola Cortina d’Ampezzo, completamente rivestita dalle recenti e trionfali Olimpiadi invernali.

Lasciandola, ci si addentra in un fitto bosco fino alla Chiesa di Ospitale, dedicata al protettore dei viandanti, con vecchie stazioni e gallerie che ne fanno da corollario cambiando completamente lo scenario. Da visitare la Crota Rossa dove vennero disperse le ceneri del grande scrittore Dino Buzzati, uomo che spesso ha anche raccontato l’epopea del ciclismo e dei suoi campioni.

Si lambisce il torrente Boite fino a San Vito di Cadore, ammirando la maestosità delle Tofane per poi lanciarsi in un susseguirsi di piccoli, caratteristici borghi (da non perdere i murales diffusi a Cibiana di Cadore, sede del Museo tra le nuvole voluto da Reinhold Messner). Incontrando il Piave lo si accompagna fino a entrare a Belluno.

La storia dell’albero “vorace”…

Si prosegue per Perarolo, sede dei giardini della Regina Margherita e della Chiesa di San Nicolò, tra le più antiche delle Alpi, poi per Sitran con il suo “albero della bicicletta”: erano gli anni Cinquanta quando un signore dimenticò la sua bici appoggiata a un ramo di castagno. Evidentemente quel mezzo piacque all’albero che si avviluppò intorno ad esso, inglobandolo in sé, ma quella bici è ancora ben visibile, anche se parte della creatura vegetale. Un altro albero famoso e degno di visita è quello di Longarone, una creatura ultracentenaria che ha saputo sopravvivere anche alla terribile alluvione del secolo scorso, diventandone un monito contro gli errori umani.

Bellissimo il tratto che conduce al Lago della Tosa, una sorta di viaggio attraverso una leggenda locale raccontata dai cartelli appesi in messo al bosco, passando per specchi lacustri, ponticelli, tronchi d’albero ideali per sedersi, il tutto sembra quasi proiettarti al di fuori della realtà…

I passaggi intorno ai laghi sono occasione di frescura anche nei mesi più caldi
I passaggi intorno ai laghi sono occasione di frescura anche nei mesi più caldi
I passaggi intorno ai laghi sono occasione di frescura anche nei mesi più caldi
I passaggi intorno ai laghi sono occasione di frescura anche nei mesi più caldi

Tra pedalate, vino e… strani cimiteri

Da Vittorio Veneto si entra nelle terre del Prosecco percorrendo la Via Regia, passando per Ponte nelle Alpi, Polpet, Fadalto trovando anche strade sterrate per arrivare al Lago di Santa Croce che, affrontando la ciclovia nei mesi caldi, diverrà una sosta obbligata per godersi un po’ di frescura. A Conegliano non mancherà una visita a una cantina locale, per poi pedalare lungo il Parco Fluviale del Sile fino a Quarto d’Altino, per poi dal porto di Casier inoltrarsi nella Via Claudia Augusta, diventata negli ultimi anni non solo percorso privilegiato per cicloturisti ma anche teatro di prove agonistiche di trail running. E il cimitero dei burci, ossia le vecchie barche da trasporto fa sempre un certo effetto, quasi spettrale.

Quando si arriva a Jesolo si ha quasi un contraccolpo, per la folla di turisti presente, ma a quel punto resta solo l’ultima porzione che porta a Punta Sabbioni, accesso alla Laguna e alla Serenissima, vero premio per il lungo viaggio con le sue caratteristiche di città unica al mondo.

Il centro storico di Monaco di Baviera è ideale da visitare in sella alla propria bici
Il centro storico di Monaco di Baviera è ideale da visitare in sella alla propria bici
Il centro storico di Monaco di Baviera è ideale da visitare in sella alla propria bici
Il centro storico di Monaco di Baviera è ideale da visitare in sella alla propria bici

Il periodo ideale per dedicarle la vacanza

Il periodo migliore per affrontare questa vacanza su due ruote è tra maggio e settembre. In estate le temperature sono gradevoli anche in quota, mentre in primavera e autunno il clima è perfetto per la pianura, ma i passi alpini potrebbero essere ancora freddi o innevati.Come bici è consigliabile una bicicletta da trekking robusta o un’e-bike per i tratti più duri. Molti tratti sono asfaltati, ma non mancano segmenti in ghiaia ben tenuti.

Questa ciclovia è molto più di una sfida fisica; è un’immersione in tre “mondi” diversi. Si passa dai biergarten bavaresi ai rifugi alpini tirolesi, fino a concludere il viaggio con uno spritz in una piazza veneziana. E’ un percorso che premia la curiosità, offrendo la possibilità di visitare castelli, musei e riserve naturali lungo tutto il tragitto. La Monaco-Venezia ha il pregio di saper regalare sempre emozioni indimenticabili a ogni colpo di pedale.

Ciclovia Monaco-Venezia

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