Novarenberg: un evento che racconta il territorio e le sue tradizioniNovarenberg: un evento che racconta il territorio e le sue tradizioni

| 29 Ottobre 2026

Novarenberg: un evento che racconta il territorio e le sue tradizioni

Un tuffo nella natura. Questa è la Novarenberg, una delle principali prove del calendario gravel di novembre, tappa finale del circuito Gravelland in programma il 15 novembre. Non è un caso se gli organizzatori la definiscono una “classica gravel”, una dizione dietro la quale c’è tanto: innanzitutto il pedigrèe di chi organizza, in primis Andrea Noè che di classiche, quelle per professionisti nel freddo delle Fiandre e delle Ardenne ne ha vissute tante. Poi le caratteristiche del territorio e dei percorsi, disegnati nelle campagne della bassa novarese regalando uno spettacolo naturale straordinario.

La Novarenberg prende il via dal caratteristico borgo novarese di Nibbiola. Oltre 1.000 le presenze nel 2025
La Novarenberg del 15 novembre prende il via dal caratteristico borgo novarese di Nibbiola. Oltre 1.000 le presenze nel 2025
La Novarenberg prende il via dal caratteristico borgo novarese di Nibbiola. Oltre 1.000 le presenze nel 2025
La Novarenberg del 15 novembre prende il via dal caratteristico borgo novarese di Nibbiola. Oltre 1.000 le presenze nel 2025

L’organizzazione dell’evento oltre che nelle mani dell’ex professionista su strada è in quelle capaci della sua compagna Graziana Antoci e insieme raccontano con quanta passione abbiano costruito questa manifestazione giunta al suo sesto anno di vita.

«La prova era nata inizialmente come una garetta fra amici con bici a scatto fisso su sterrato, per una ventina di persone, ma poi si è sviluppata oltremisura e l’organizzatore l’ha passata a me e ad Andrea che invece l’abbiamo trasformata in un evento su percorsi prettamente gravel, non più agonistica ma un raduno non competitivo e la scelta ci ha premiato con grandi soddisfazioni. Questo è il settimo anno consecutivo che la organizziamo a Nibbiola, ma il prossimo anno saranno 10 anni dalla sua nascita considerando la forzata sosta negli anni del Covid».

Graziana Antoci e Andrea Noè, i due organizzatori di tutto il circuito Gravelland che la Novarenberg conclude
Graziana Antoci e Andrea Noè, i due organizzatori di tutto il circuito Gravelland che la Novarenberg conclude
Graziana Antoci e Andrea Noè, i due organizzatori di tutto il circuito Gravelland che la Novarenberg conclude
Graziana Antoci e Andrea Noè, i due organizzatori di tutto il circuito Gravelland che la Novarenberg conclude
Avete scelto un cambio netto…

Sì, gli abbiamo dato una connotazione più cicloturistica. Siamo partiti da quella ventina per arrivare ai quasi 1.000 dell’anno scorso. Novarenberg già nel nome richiama Novara, in cui viene tuttora realizzata, perché comunque Nibbiola è un piccolo borgo della sua provincia. La prova rappresenta l’attaccamento al territorio, l’obiettivo di promuoverlo. Ogni anno proponiamo quattro percorsi di diversi chilometraggi, si va dai 60 del corto ai 113 del lungo e sono tutti concentrati nella bassa novarese, in parte nel Parco del Ticino, quindi è molto legata al territorio.

Quattro percorsi non è un impegno organizzativo oneroso?

Quando me lo dicono ci rido sopra – afferma Noé – perché tanti pensano che sia facile organizzare un evento non agonistico. E’ molto impegnativo, soprattutto quattro percorsi che narrano il territorio, quindi non sono tracciati semplici, sono stati disegnati dando loro un senso. Si cerca di far vedere le cose più particolari del territorio, di passare nei paesi più caratteristici, quelli dove si è scritta la storia, perché passiamo anche, ad esempio, nel campo della battaglia di Novara della Seconda Guerra d’Indipendenza.

I tracciati della Novarenberg sono 4, rispettivamente di 113, 96, 79 e 60 chilometri
I tracciati della Novarenberg sono 4, rispettivamente di 113, 96, 79 e 60 chilometri
I tracciati della Novarenberg sono 4, rispettivamente di 113, 96, 79 e 60 chilometri
I tracciati della Novarenberg sono 4, rispettivamente di 113, 96, 79 e 60 chilometri
Perché quattro tracciati?

Il nostro pensiero è anche di accontentare tutti – riprende Antoci – l’idea è di far conoscere il territorio a più gente possibile. Se dovessimo fare un evento solo, di 113 chilometri, coinvolgeremmo solo quelli che sono allenati a sufficienza, anche se l’altimetria è totalmente piatta serve comunque un certo grado di preparazione per godersela davvero. Ma il nostro intento è fare venire più gente possibile, dal neofita a chi pedala tutti i giorni. C’è dietro un grosso dispendio di ore per tracciare, ricontrollare, provare. Fortunatamente abbiamo anche il supporto della TL che è l’ente territoriale del turismo di Novara.

Non basta quindi solo disegnare i percorsi, immagino che poi li dobbiate anche tenere sotto controllo, maggiormente con l’avvicinarsi della data del 15 novembre…

Paradossalmente questa è la prova più facile delle 6 del circuito – risponde Noè – perché passa principalmente in strade sterrate che vengono usate quotidianamente dagli agricoltori, quindi sì, facciamo un controllo, ma questi sono percorsi tenuti bene, curati da loro perché ci passano con i loro mezzi, lì hanno le loro cascine. C’è dentro un lavoro, ma è molto più semplice. Il difficile è trovare veramente il percorso che riesce a racchiudere tutto quello che c’è intorno, dimostrare che quell’evento è stato ragionato, pensato in funzione di chi arriva anche da lontano.

Al ristoro di metà pedalata si fonderanno i 4 percorsi, condividendo le esperienze in corso
Al ristoro di metà pedalata si fonderanno i 4 percorsi, condividendo le esperienze in corso
Al ristoro di metà pedalata si fonderanno i 4 percorsi, condividendo le esperienze in corso
Al ristoro di metà pedalata si fonderanno i 4 percorsi, condividendo le esperienze in corso
Conoscendo bene il percorso della Novarenberg come lo conoscete voi, quali sono i punti più belli dal punto di vista panoramico e turistico?

Tutta la parte di campagne novaresi che si avvicina alla Lomellina – testimonia Antoci – C’è un contrasto di colori meravigliosi tra il riso tagliato e il cielo. Con il contrasto del Monte Rosa sullo sfondo c’è una bellissima visuale e poi c’è appunto la famosa cupola di Novara che staglia proprio su tutto il territorio per cui quella parte iniziale è molto bella e caratteristica. Poi si passa anche dentro a dei piccoli borghi come il paese di Tornaco, un paese dipinto e poi dove facciamo noi il ristoro, è un laghetto artificiale molto bello.

Passerete anche quest’anno nel Parco del Ticino?

Sì – garantisce Noè – nella zona di Cerano e Cassolnovo. Il Parco è ancor oggi sottovalutato con il suo territorio che supera i 400 chilometri quadrati. E’ poco conosciuto rispetto a molti altri tracciati, ma è veramente molto bello perché passi da single track bellissimi, tutti pedalabili a strade secondarie, sterrate e dove passeremo noi ci sono anche gli allevamenti di storioni che dopo vengono immessi nel Ticino e sono curati direttamente dal parco stesso.

Il tracciato della Novarenberg tocca parzialmente anche il Parco del Ticino
Il tracciato della Novarenberg tocca parzialmente anche il Parco del Ticino
Il tracciato della Novarenberg tocca parzialmente anche il Parco del Ticino
Il tracciato della Novarenberg tocca parzialmente anche il Parco del Ticino
Perché finire tutto con il Paniscia Party?

Noi concludiamo gli eventi con il tradizionale pasta party offerto a tutti i partecipanti conclude Antoci – ma qui scegliamo il piatto tipico tradizionale novarese, quello della tradizione che si cucina in questo periodo dell’anno, a base di riso, fagioli, cotenna e verze. Dalla prima edizione abbiamo visto che ha un successo incredibile e quindi ci teniamo perché è espressione del territorio, ma ne offriremo anche la variante vegetariana.

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