Ce lo siamo sempre detti: se è vero che una grandissima fetta di cicloturisti arriva in Italia dal resto del mondo, dovremmo dargli la possibilità di leggere queste pagine in altre lingue che non siano soltanto l’italiano. Perché è vero che con l’intelligenza artificiale ormai non ci sono più confini, ma forse è meglio se il lavoro lo facciamo noi per loro. Ed è così che da sabato è possibile leggere bici.STYLE anche in inglese, francese e spagnolo.
Non si tratta di demarcare il territorio, ma di rendere razionale il tanto lavoro che facciamo quotidianamente per far nascere queste pagine. Ci sono tanti siti che si occupano degli stessi argomenti: alcuni hanno la pretesa di insegnare ad altri, noi per fortuna stiamo alla larga. Siamo tuttavia certi della passione e della cura che mettiamo nel realizzare i nostri contenuti e l’idea di veicolarli anche all’estero, fuori dalla culla tranquillizzante dell’italiano, è a suo modo una battaglia di cultura.


La bicicletta, interprete del mondo
bici.STYLE ha scelto la bicicletta come chiave di lettura del mondo. E’ vero, c’è la tecnica e ci sono i temi per vivere da ciclisti, ma sono articoli puntati sul benessere più che sulla prestazione. Quello nell’alimentazione è un viaggio quotidiano nelle buone abitudini, le ricette e i consigli perché la tavola sia un luogo di salute e cultura. Le manifestazioni sportive vengono raccontate per i territori su cui si svolgono, non per le graduatorie in cui cercare il nome e il risultato.
Le esperienze di viaggio servono a descrivere la complessità e la bellezza dei luoghi attraversati. E quando si parla di urban cycling, si tengono gli occhi alle tematiche connesse con la sicurezza e la positività di vivere le città con la bici e non dagli abitacoli insonorizzati e apatici di un’automobile.
Ci sono dentro l’Italia e il mondo a misura di ciclista ed è opportuno dare la possibilità di scoprirla anche a chi vive lontano e cerca spunti o progetta un viaggio in Italia. Perché il nostro Paese è stupendo e non c’è niente di meglio delle dritte di chi lo vive quotidianamente per segnare la strada a chi arriva da tanto lontano.


La bellezza delle piccole cose
Il progetto di bici.STYLE, che ha seguito a distanza di tre anni quello di bici.PRO, è portatore sano di entusiasmo e di italianità. E se nel ciclismo professionistico la globalizzazione è un treno lanciato a velocità folle che poco si cura delle prerogative e della storia di chi c’è sempre stato, nel mondo del ciclismo lento la scelta di puntare sulla globalizzazione non è mai stata messa in discussione. La lentezza è una scelta di stile, una filosofia di vita, la consapevolezza che il modo migliore per apprezzare un sapore è masticare lentamente e non inghiottire troppo rapidamente.
Belle le destinazioni esotiche e scintillanti, ma fare cicloturismo significa soprattutto andare alla lenta riscoperta delle piccole cose, dei piccoli borghi, delle piccole storie. E quelle, soprattutto quando parliamo di Italia, hanno bisogno di un racconto artigianale e dettagliato che ora offriamo ai lettori di tutto il mondo.
Sapete che cosa viene rimproverato (sempre meno, per fortuna) agli italiani? Il fatto di non saper descrivere agli stranieri le loro meraviglie, quasi l’orgoglio di mostrarsi chiusi. Ebbene, le moderne tecnologie offrono la possibilità di aprirsi al mondo e bici.STYLE lo ha fatto. Allacciate le cinture di sicurezza, stiamo per decollare.







