Monti Dauni: 8 comuni insieme per promuovere il cicloturismoMonti Dauni: 8 comuni insieme per promuovere il cicloturismo

| 16 Aprile 2026

Monti Dauni: 8 comuni insieme per promuovere il cicloturismo

Nei Monti Dauni, uno dei principali territori pugliesi che contraddistingue nello specifico la provincia di Foggia, lo sport all’aria aperta è da sempre di casa. Prove podistiche si alternano nel corso della stagione a competizioni ciclistiche, ma qui non è tanto quello che interessa se non la testimonianza che siamo in presenza di una zona dove è diffusa la cultura del wellness vissuto all’aperto, del fare sport per stare bene.

Sui Monti Dauni si sviluppano molte prove agonistiche fra ciclismo, MTB e podismo
Sui Monti Dauni si sviluppano molte prove agonistiche fra ciclismo, MTB e podismo
Sui Monti Dauni si sviluppano molte prove agonistiche fra ciclismo, MTB e podismo
Sui Monti Dauni si sviluppano molte prove agonistiche fra ciclismo, MTB e podismo

Alla scoperta dell’entroterra foggiano

Non siamo nelle zone abitualmente battute dalle rotte turistiche, non siamo soprattutto in riva al mare perché la bellezza dei Monti Dauni è data tutta dall’entroterra. Non ci sono spiagge affollate, neanche i grandi uliveti che contrassegnano il Salento, no, qui si sale, con tre vette che toccano anche i 1.200 metri. E’ in questi territori che si sviluppa la Rete Ciclabile Intercomunale. Parliamo di un anello di mobilità dolce che è stato fortemente voluto da 8 comuni del territorio, in un connubio di interessi e di impegno sociale che obiettivamente non accade molto spesso in Italia.

Alla base dell’idea che coinvolge la mobilità sostenibile non c’è solo la volontà di offrire un nuovo percorso ciclabile (non dimentichiamo che qui già esiste la Ciclovia dei Monti Dauni diventata di per sé un’attrazione per tanti cicloturisti), ma c’è la base di un progetto di rigenerazione territoriale che ha per protagonisti i Comuni di Roseto Valfortore, da cui l’iniziativa è partita, poi Alberona, Biccari, Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Motta Montecorvino e Pietramontecorvino.

Il progetto della Rete Ciclabile dei Monti Dauni ha origine nel Comune di Roseto Valfortore
Il progetto della Rete Ciclabile dei Monti Dauni ha origine nel Comune di Roseto Valfortore
Il progetto della Rete Ciclabile dei Monti Dauni ha origine nel Comune di Roseto Valfortore
Il progetto della Rete Ciclabile dei Monti Dauni ha origine nel Comune di Roseto Valfortore

Una rete ben connessa, tutta offroad

Il loro impegno condiviso ha portato alla costruzione di un sistema integrato di percorsi che consente ai turisti su due ruote di esplorare il subappennino potendo avere sempre terreno per le proprie ruote, una rete di collegamenti ininterrotta che tocca i 100 chilometri. Quindi non un percorso “point to point” come l’omonima ciclovia, ma una rete sentieristica ideale per collegare ognuno dei comuni a tutti gli altri. Il bello di questa rete è che garantisce paesaggi sempre diversi, in base ai suoi componenti: si va dai campi dorati dal grano ai boschi di faggio e cerro delle quote più alte.

I Comuni hanno già firmato un protocollo d’intesa, trovando un pieno accordo per valorizzare il patrimonio ambientale del territorio promuovendo al suo interno nuove forme di mobilità sostenibile attraverso la qualità che solo il cicloturismo sa garantire. Il progetto non tende solamente alla costruzione di una rete attraverso sentieri completamente costruiti oppure rimessi a nuovo. Si pensa infatti anche a strutture nuove all’interno del comprensorio, come bike park (già esistente quello di Biccari) e pump track, per offrire anche richiami sportivi, magari agonistici, ma soprattutto per fungere anche da stimolo alla pratica del ciclismo presso le nuove generazioni in tutta sicurezza.

Il Daunia Avventura di Biccari è già un ritrovo per tanti appassionati di MTB e non solo
Il Daunia Avventura di Biccari è già un ritrovo per tanti appassionati di MTB e non solo
Il Daunia Avventura di Biccari è già un ritrovo per tanti appassionati di MTB e non solo
Il Daunia Avventura di Biccari è già un ritrovo per tanti appassionati di MTB e non solo

Un viaggio nel tempo

Gli enti locali hanno anche per questo stabilito di collaborare per concorrere a bandi e finanziamenti per contribuire alla realizzazione delle opere previste. Il progetto deve dare visibilità al territorio nel suo insieme, considerando che parliamo di una zona nella quale sono inseriti alcuni dei Borghi più Belli d’Italia, ma che hanno bisogno di un’ulteriore opera di promozione e conoscenza. Ad esempio Pietramontecorvino e Alberona, dove il cicloturista viene immerso in atmosfere medievali trovandosi di fronte a opere architettoniche che nulla hanno perso dei lontanissimi tempi della loro costruzione. Il primo à famoso per la Torre Normanna, il secondo è chiamato il “paese dell’acqua” per le sue tante e originali fontane.

Oppure la salita di Monte Cornacchia che gli appassionati ciclisti locali conoscono come un’asperità fondamentale per gli allenamenti. Salendo verso la sua cima, facendo sosta al Lago Pescara, ci si trova in un ambiente che potrebbe tranquillamente essere definito come “alpino”. Senza dimenticare, andando verso la Calabria, la zona della comunità “arbereshe” di origine albanese dove si parla ancora la lingua degli avi d’oltre Adriatico.

Il bellissimo borgo di Pietramontecorvino dove tutte sembra essersi fermato al Medioevo
Nei Monti Dauni c’è anche il bellissimo borgo di Pietramontecorvino dove tutte sembra essersi fermato al Medioevo
Il bellissimo borgo di Pietramontecorvino dove tutte sembra essersi fermato al Medioevo
Nei Monti Dauni c’è anche il bellissimo borgo di Pietramontecorvino dove tutte sembra essersi fermato al Medioevo

La diffusione di B&B e agriturismi

Nel progetto non mancano indicazioni precise su tutto quel che fa da corollario a ogni percorso ciclabile, quindi segnaletica specifica, attenzione alla crescita di servizi locali come noleggi bici ma anche strutture dotate di colonnine di ricarica per le e-bike. Un aspetto a parte riguarda le strutture logistiche, ma da questo punto di vista tutto il territorio dei Monti Daini negli otto comuni interessati è già dotato intanto di una fitta rete di B&B e agriturismi che sono nati e si stanno sviluppando proprio sull’onda della vocazione “outdoor” della zona.

Non manca poi quello che, a ogni latitudine, rappresenta un forte richiamo: l’aspetto gastronomico. Siamo nella terra di molti prodotti la cui fama ha valicato i confini regionali, come il pane di Monte Calvello, l’olio evo delle colline, i formaggi, il prosciutto di Faeto e tanto altro ancora, senza contare i piatti tipici che rappresentano la giusta ricompensa dopo una giornata sui pedali.

La rete di sentieri ciclabili copre circa 100 chilometri condivisi nel territorio di 8 Comuni
La rete di sentieri ciclabili dei Monti Dauni copre circa 100 chilometri condivisi nel territorio di 8 Comuni
La rete di sentieri ciclabili copre circa 100 chilometri condivisi nel territorio di 8 Comuni
La rete di sentieri ciclabili dei Monti Dauni copre circa 100 chilometri condivisi nel territorio di 8 Comuni

Un lavoro di squadra per il territorio

«Questo protocollo è per tutto il nostro territorio un passo importante – spiega il sindaco di Roseto Valfortore Lucilla ParisiFare rete fra i comuni dei Monti Dauni significa mettere insieme idee e risorse per dare valore al patrimonio naturale, paesaggistico e culturale delle nostre terre. Il cicloturismo è uno strumento fondamentale per portare qui visitatori e farci conoscere, promuovendo uno sviluppo sostenibile delle aree interne meno battute dalle rotte turistiche convenzionali».

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