Mascherina incollata agli occhi, mentoniera fissata e via sui trail più sconnessi del Passo Santa Barbara, a picco sul versante settentrionale del Lago di Garda. E’ qui che Abus ci ha invitato a testare in anteprima il nuovissimo casco Targon, un modello che segna un passo innovativo per la casa tedesca.
Con Targon, infatti, Abus amplia la propria gamma dedicata alla mountain bike. Si tratta di un casco convertibile con mentoniera removibile: due anime ben distinte. Da un lato un integrale capace di offrire la massima protezione su singletrack e nei bike park, pensato soprattutto per gli enduristi, ma adatto anche ai downhiller e a chi ama le uscite in stile freeride, sempre con un’impronta gravity. Dall’altro il più classico jet per le uscite di tutti i giorni.






Fra Germania e Italia
Tutto ha preso forma negli ultimissimi giorni di aprile. Peccato solo per il meteo, che ha messo lo zampino. Una ventina di giornalisti provenienti da mezzo mondo, un pranzo in un maso immerso nel bosco, la presentazione del prodotto e poi subito sui sentieri, estremi e resi ancora più impegnativi dalla pioggia.
Partiamo dalle caratteristiche del Targon: un casco completamente nuovo che introduce anche un’altra novità importante, essendo il primo casco da mountain bike di Abus prodotto nel proprio stabilimento in Italia: Maxi Studio a Camisano Vicentino. Stabilimento che abbiamo avuto modo di visitare, vedendo di fatto nascere questo prodotto sotto i nostri occhi.


Due anime in un solo casco
Il Targon nasce per offrire una doppia configurazione, integrale e jet come detto. Una configurazione che non conosce, e non vuole conoscere, compromessi. Il suo punto di forza è il sistema brevettato Speed Latch, che consente di passare rapidamente da una modalità all’altra. Basta una semplice pressione su entrambi i lati, con pollice e indice, per rimuovere la mentoniera; il fissaggio, allo stesso modo, risulta immediato e intuitivo. In questo modo il casco si adatta alle esigenze del percorso, passando da massima protezione a maggiore ventilazione in pochi secondi.
La vestibilità è stata curata nei minimi dettagli, aspetto fondamentale per un casco di questa categoria. I Vario Pads inseriti nella mentoniera offrono tre diverse regolazioni, permettendo di adattare con precisione la calzata alla forma del viso. Noi stessi eravamo a cavallo di due taglie, S ed M. Alla fine la S era troppo piccola per la nostra testa e abbiamo optato per la taglia M. Questa però non faceva bene contatto con la mentoniera. Portando dietro i pads, anche sulle guance c’era aderenza. A quel punto il Targon proponeva una calzata perfetta (e sicura). Il messaggio è che un casco votato a questo utilizzo, ancor più degli altri, deve essere aderente. Se si sposta in tratti sconnessi rischia di compromettere la visuale.
Sempre in termini di calzata e regolazioni, il sistema Zoom™ Rapid Fit completa il tutto. Tramite una rotella posteriore si ha la possibilità di una regolazione millimetrica. Una breve pressione riporta la rotella alla posizione iniziale.






Racing ma confortevole
Anche il comfort è stato attentamente studiato. L’imbottitura interna, morbida e ben distribuita, garantisce una calzata sicura e piacevole anche nelle uscite più lunghe. Le imbottiture oltre che regolabili come visto, sono lavabili e facilmente removibili grazie alle chiusure a strappo.
A darci un riscontro diretto di tale comfort sono stati anche due professionisti del gravity, Nadine Ellecosta e Tommaso Francardo, entrambi campioni nazionali di enduro e parte della spedizione trentina. Hanno pedalato con noi. O meglio, siamo stati noi a pedalare con loro!
«Non ci aspettavamo – ci hanno raccontato – un livello di comfort così elevato. Lo abbiamo testato anche noi per la prima volta e le sensazioni iniziali sono state decisamente positive. Valuteremo se utilizzarlo anche in gara. Sicuramente la possibilità di rimuovere la mentoniera rappresenta un grande vantaggio nelle competizioni più calde, soprattutto quando ci sono le salite o tratti pedalati tra una discesa e l’altra».
Anche noi, nonostante un peso che sfiora il chilogrammo, pensavamo di affaticarci maggiormente. In realtà, una volta in azione, il casco non si percepisce più del previsto, nonostante le dimensioni generose.
La mentoniera si aggancia e si sgancia facilmente: serve solo un minimo di pratica iniziale. Una volta fissata, però, resta ben salda e colpisce per la sua rigidità. «Non sembra affatto un casco a due moduli», hanno aggiunto Francardo ed Ellecosta.


Sicurezza: tutto il DNA Abus
Comfort e prestazioni sono importanti, ma in Abus la sicurezza resta la priorità assoluta. La visiera, realizzata con materiali di alta qualità, protegge sia dalla luce solare sia da eventuali rami. In caso di caduta è progettata per sganciarsi, riducendo le sollecitazioni sul collo. Nella parte inferiore è presente anche un alloggiamento dedicato per la mascherina, che rimane stabile anche nelle situazioni più impegnative.
Il Targon integra una serie di soluzioni tecniche ben studiate: la fibbia magnetica Fidlock consente di aprire e chiudere il sottogola con una sola mano, anche indossando i guanti. Le 15 prese d’aria favoriscono una ventilazione efficace durante gli sforzi più intensi e nelle giornate più calde. La calotta inferiore in policarbonato protegge da graffi, urti e usura.
Nella versione MIPS, la sicurezza è ulteriormente incrementata grazie al sistema MIPS Air Node Pro, progettato per ridurre le forze rotazionali trasmesse alla testa in caso di impatti angolati. Numerose anche le certificazioni, specifiche per i diversi mercati.






Quattro colori
Qualunque sia la configurazione scelta, il Targon si distingue per un design pulito, ma al tempo stesso aggressivo. E’ disponibile nelle taglie S (51-55 cm), M (55-58 cm) e L (57-61 cm) e in quattro colorazioni: velvet black, sand beige, ash purple e lemon white.
Targon si fa notare anche per il peso contenuto: si parte da 950 grammi (taglia S con mentoniera) e 490 grammi (taglia S senza mentoniera). Davvero un super dato per questa categoria di elmetti.
Noi lo abbiamo provato con la mascherina, tipica dell’utilizzo gravity, ma può essere tranquillamente usato anche con occhiali tradizionali. E’ fondamentale regolare correttamente il cinturino, dotato di sistema Fidlock, soprattutto considerando l’utilizzo su terreni molto accidentati, dove le sollecitazioni sono elevate. Il casco deve aderire perfettamente sia per motivi di sicurezza sia per garantire la migliore stabilità.
Tra i dettagli più interessanti c’è anche il supporto, posizionato sotto la visiera, per l’installazione di una action cam: una soluzione molto apprezzata da chi pratica questo tipo di mountain bike.







