NoiMarche BikeLife cambia pelle, amplia i propri confini e rilancia con una serie di nuove iniziative che puntano a raccontare il territorio marchigiano in modo ancora più profondo e originale. Dopo il rinnovo del protocollo d’intesa con i Comuni aderenti, il progetto coordinato da Mauro Fumagalli (in apertura nella foto di Monica Palloni) si prepara infatti a ridisegnare completamente Strada di Marca: il grande itinerario permanente cicloturistico che attraversa le Marche, introducendo nuovi percorsi, nuovi territori e anche nuove forme di narrazione.
«Il progetto NoiMarche si è rinnovato nel protocollo d’intesa, perché il precedente era scaduto a fine 2025 – racconta Fumagalli – e quindi abbiamo riproposto il progetto tornando ad avere 29 Comuni aderenti. Ci sono stati alcuni cambiamenti: alcuni Comuni sono usciti, mentre altri molto importanti sono entrati, soprattutto nella parte nord delle Marche verso la Gola del Furlo, Fossombrone, Mombaroccio e Colli al Metauro».


800 chilometri di percorso
L’ingresso di nuove amministrazioni comporterà inevitabilmente una revisione del percorso di Strada di Marca, il tracciato permanente che oggi supera gli 800 chilometri e che collega borghi, colline, entroterra e costa marchigiana attraverso una rete di itinerari pensati per il cicloturismo lento.
«Abbiamo fatto un rimescolamento delle carte dopo diversi anni e siamo pronti a ridisegnare un nuovo Strada di Marca – spiega – con queste nuove mete che sono entrate. Entro fine giugno dovrebbe essere pronto il nuovo itinerario ufficiale».


I servizi a corollario
Il lavoro, però, non riguarderà soltanto il tracciato principale. Ogni Comune aderente infatti dispone anche di tre percorsi locali dedicati, che ora dovranno essere nuovamente mappati e aggiornati.
«E in più bisogna rifare i contatti con le strutture ricettive, cercare i noleggiatori bici, le guide cicloturistiche, le associazioni locali. E’ un grande lavoro di rete che richiederà tempo, ma abbiamo davanti tre anni di progetto».
Uno degli aspetti più interessanti della nuova fase di NoiMarche sarà però il modo in cui il territorio verrà raccontato. Oltre agli educational tour dedicati alla promozione dei percorsi, nascerà infatti un progetto di podcast itineranti che uniranno cicloturismo, cultura e teatro. «Abbiamo deciso di realizzare dei podcast per essere ancora più vicini ai territori e raccontarli meglio. Faremo 30 podcast in tre anni, dieci ogni anno, così da coprire tutti i 29 Comuni presenti nel protocollo».


I podcast nei teatri
L’idea è quella di registrare questi contenuti direttamente nei borghi marchigiani, utilizzando come palcoscenico i piccoli teatri storici disseminati nella regione.
«Le Marche sono una regione ricca di teatri, ogni piccolo borgo ha il suo teatro storico. Ci piaceva l’idea di raccontare il cicloturismo proprio da lì, perché il teatro era il cuore della comunità, il luogo dove le persone si incontravano. In un certo senso è come raccontare il territorio dal territorio». In un’epoca dove regna lo smartphone e l’isolamento, così come la bici riconnette con l’ambiente, il teatro riconnette con le persone.
I podcast saranno in formato audio e video e dureranno circa un’ora, alternando racconti, immagini e approfondimenti legati alle peculiarità dei singoli paesi. Poi ne verranno estratte delle pillole per i social.
«Il cicloturismo è molto trasversale, quindi puoi raccontare davvero tanto di un luogo: la sua storia, i personaggi, i mestieri, le tradizioni. Magari anche semplicemente quei signori che incontri al bar mentre giochi a carte passando in bicicletta. Sono dettagli che raccontano l’anima autentica di un territorio».


Il caffè sospeso
Accanto ai podcast, continua poi a crescere anche una delle iniziative più curiose e simpatiche nate all’interno di NoiMarche: il “Caffè sospeso del ciclista” che avevamo già presentato. Un’idea ispirata alla tradizione napoletana del caffè sospeso, reinterpretata in chiave cicloturistica. Il meccanismo è semplice: un ciclista lascia pagato uno o più caffè per chi arriverà dopo di lui in bicicletta.
«E’ nata quasi per scherzo durante l’inverno scorso – racconta Fumagalli – ma ha funzionato veramente tanto. Il primo bar dove abbiamo lanciato il progetto, quello di Petriolo, è diventato meta di ciclisti e cicloturisti. L’altro giorno la barista mi ha detto: “Mauro, qui abbiamo venti caffè sospesi”. Per questo stiamo già calendarizzando le riprese video nei vari bar dove si fermano abitualmente i ciclisti. Vogliamo creare un vero circuito del caffè sospeso del ciclista».
Insomma, tra nuovi itinerari, storytelling nei teatri e iniziative capaci di unire socialità e bicicletta, NoiMarche punta a voler consolidare sempre di più la propria identità: non soltanto un progetto cicloturistico, ma un modo diverso di vivere e raccontare il territorio marchigiano.







