Cà del Poggio, prima di tutto resta sempre un bike hotelCà del Poggio, prima di tutto resta sempre un bike hotel

| 30 Maggio 2026

Cà del Poggio, un ristorante e un superbo bike hotel

Cà del Poggio è tante cose. Cà del Poggio è stata anche protagonista all’ultimo Giro d’Italia, nella tappa di giovedì scorso. Ma Cà del Poggio è innanzitutto un rinomato ristorante e un bike hotel e questo non va mai dimenticato. Una struttura che anzi, in questo campo, è un capostipite anche perché ha tracciato una strada e anche nell’occasione della corsa rosa, ospitando tantissimi appassionati e molti appartenenti alla carovana, ha dimostrato come il suo amore per le due ruote sia infinito, il vero motore di tutte le attività.

La folla di tifosi che giovedì ha assiepato il Muro di Cà del Poggio. In tantissimi erano anche alla struttura
La folla di tifosi che giovedì ha assiepato il Muro di Cà del Poggio. In tantissimi erano anche nella struttura
La folla di tifosi che giovedì ha assiepato il Muro di Cà del Poggio. In tantissimi erano anche alla struttura
La folla di tifosi che giovedì ha assiepato il Muro di Cà del Poggio. In tantissimi erano anche nella struttura

Dal 1994 tanta strada è stata percorsa…

Per Alberto Stocco, il suo titolare il lavoro in questi giorni è stato febbrile come d’altronde per tutte le persone coinvolte nella struttura. Eppure sembra ieri quando tutto è iniziato: «Cà del Poggio nasce nel 1994 come ristorante – ricorda – e avevamo un’offerta di quattro camere in aggiunta. Nel 2009 è nata l’idea di ampliare la struttura ricettiva e l’ospitalità e abbiamo creato un hotel che oggi vanta 28 camere».

Da che cosa nasce questo legame così stretto con la bici?

Il Giro d’Italia ha un peso notevole, perché anche prima del 2009 (anno del primo passaggio sul Muro di Ca’ del Poggio, ndr) spesso transitava in queste zone. Il che si traduceva già allora in un turismo dedicato proprio alla bicicletta e a scoprire il nostro territorio in maniera slow, utilizzando quindi la bici o le camminate per poterlo scoprire e visitare nella maniera adeguata, senza dimenticare tutta la parte enologica e gastronomica che hanno sempre avuto grande richiamo.

Alberto Stocco, titolare di Cà del Poggio dove passerà anche il Giro d'Italia women. Altro bagno di folla (e di clienti) in arrivo
Alberto Stocco, titolare di Cà del Poggio dove passerà anche il Giro d’Italia women. Altro bagno di folla in arrivo
Alberto Stocco, titolare di Cà del Poggio dove passerà anche il Giro d'Italia women. Altro bagno di folla (e di clienti) in arrivo
Alberto Stocco, titolare di Cà del Poggio dove passerà anche il Giro d’Italia women. Altro bagno di folla in arrivo
Siete stati quindi fra i primi a trasformarvi in un bike hotel. Quanto c’è stato da lavorare per farlo?

Un bel po’, ma la struttura non andava ricostruita ex novo, andava solo riorganizzata e attrezzata, nel senso che il mondo bike è un mondo che ha delle esigenze particolari. Per noi è sempre stato fondamentale far trovare un’accoglienza dedicata dove offriamo sicuramente uno spazio benessere importante, dedicato alla cura del corpo e della mente e anche una studiata enogastronomica con dei menù dedicati proprio a questo segmento, ma anche un’offerta che riguarda l’accoglienza, quindi un ricovero bici attrezzato, una piccola officina attrezzata sempre a disposizione dei nostri ospiti.

C’è anche la possibilità di noleggiare bici?

Certamente, soprattutto abbiamo seguito il trend e diamo la possibilità di affittare qui da noi anche delle biciclette elettriche. Inoltre abbiamo un’agenzia a cui ci appoggiamo che ci fornisce guide diplomate, biciclette di qualsiasi tipologia, taglia e marca, se vengono richieste espressamente dai nostri clienti e qualche volta devo dire che capita.

La piscina di Cà del Poggio, uno dei servizi a disposizione, molto frequentata dai cicloturisti
La piscina di Cà del Poggio, uno dei servizi a disposizione, molto frequentata dai cicloturisti
La piscina di Cà del Poggio, uno dei servizi a disposizione, molto frequentata dai cicloturisti
La piscina di Cà del Poggio, uno dei servizi a disposizione, molto frequentata dai cicloturisti
Quali sono le domande che vi vengono fatte più delle altre?

Più che altro sono le domande che noi facciamo, per accontentarli al massimo livello. Quindi ci informiamo su che tipologia di bici vogliano, che misure hanno, che tipo di pedali vogliano montare. Insomma, tutte le informazioni necessarie a un cicloamotore che si muove in maniera autonoma. Sottolineo che offriamo il ricovero per le biciclette, ma autorizziamo anche i nostri ospiti a portare la bicicletta in camera.

Quanto è differente il cicloturista dal turista tradizionale nelle sue richieste?

Ci sono esigenze specifiche, questo è chiaro e a molte di queste cerchiamo di rispondere attraverso il nostro sito, fornendo anche percorsi studiati mappati, grazie anche al fatto che abbiamo avuto il mondiale gravel nel 2023. E’ anche grazie a quello, che oggi offriamo veramente delle soluzioni incredibili. Devo dire che il ciclista di bike hotel è molto preparato, ha già un programma, sa esattamente quello che vuol fare. Io dico che di solito si divide in due categorie: un cliente che vuole fare dai 20 ai 40 chilometri, invece uno più preparato che cerca circuiti dagli 80 ai 100.

Dal bike hotel ci sono infinite possibilità di escursione in bici. Le Dolomiti sono le più gettonate
Dal bike hotel ci sono infinite possibilità di escursione in bici. Le Dolomiti sono le più gettonate
Dal bike hotel ci sono infinite possibilità di escursione in bici. Le Dolomiti sono le più gettonate
Dal bike hotel ci sono infinite possibilità di escursione in bici. Le Dolomiti sono le più gettonate
La tipologia del cicloturista sta cambiando con l’affermazione del gravel ma anche delle bici a pedalata assistita?

Sì, molto, oggi la pedalata assistita è diventato un motivo di attrazione, nel senso che grazie a quella tipologia tutto il nucleo familiare spesso e volentieri si può muovere e quindi anche uno che non è attrezzatissimo può farlo tranquillamente. Ma anche l’offerta di gravel è diventata negli ultimi anni molto ricercata perché il cliente gravel è sempre più presente.

Quali sono i punti che vi chiedono di andare a vedere nel territorio?

Da qua noi abbiamo la possibilità in pochissimo tempo, di volgere lo sguardo verso Venezia e verso Cortina e già questo penso che sia un messaggio molto importante. Alle nostre spalle abbiamo tutti i Colli Asolani per arrivare fino al Montello. Uno che viene qua da noi, la prima cosa che vuol fare è visitare le colline del Prosecco patrimonio Unesco e poi dedica sicuramente una giornata ad andare verso le Dolomiti o almeno le Prealpi che fanno proprio da contorno.

La spa è uno dei servizi che vanno a integrare l'offerta specifica per i cicloturisti
La spa è uno dei servizi che vanno a integrare l’offerta specifica per i cicloturisti
La spa è uno dei servizi che vanno a integrare l'offerta specifica per i cicloturisti
La spa è uno dei servizi che vanno a integrare l’offerta specifica per i cicloturisti
Questa affermazione del cicloturismo quanto ha influito sulla vostra filosofia di struttura che ha tanti anni alle sue spalle?

L’ha portata a scoprire un mondo nuovo, un mondo che fino al 2009 non esisteva in maniera così veemente, come una voce a sé stante, ma io dico che decisivo è stato anche il 2019 quando come territorio siamo diventati patrimonio dell’umanità. Abbiamo aperto una destinazione turistica al mondo intero e questo ha fatto sì che la nostra visione di ospitalità alberghiera si sia aperta verso questo mondo per poterlo scoprire in maniera adeguata. Chi viene in bici vuole anche altro e qui con la piscina o la spa, le cantine del territorio, gli stessi richiami storici e culturali può davvero vivere una vacanza completa e appagante.

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