Partire all’alba dall’Adriatico e arrivare al tramonto sulle rive del Tirreno. Nel mezzo quasi 280 chilometri, l’Appennino da attraversare, Firenze da ammirare dall’alto di Piazzale Michelangelo e una lunga giornata in sella da vivere come un viaggio più che come una sfida contro il cronometro.
Sabato 20 giugno torna la Chase The Sun Italy, la classica coast to coast che collega Cesenatico (Fc) a Tirrenia (Pi) seguendo il format nato in Inghilterra Saranno quasi 300 i partecipanti attesi per quella che ormai è diventata una delle esperienze ciclistiche più particolari del panorama italiano.


Nata in Inghilterra
«Chase The Sun è nata una quindicina d’anni fa in Inghilterra – racconta l’organizzatore Paolo “Turbolento” Tagliacarne – e noi l’abbiamo portata in Italia nel 2017. Quest’anno siamo alla nona edizione, perché nel 2020 ci siamo dovuti fermare a causa del Covid. Ci stiamo già preparando per la decima».
L’idea arrivò quasi per caso. «L’organizzatore inglese ci contattò perché cercava supporto per accompagnare una quindicina di ciclisti britannici che volevano attraversare l’Italia. Mi incuriosì il nome del sito, chasethesun.org. Andai a vedere e trovai un’idea bellissima. Così proposi di portarla in Italia e loro mi dissero che non aspettavano altro».
La scelta del percorso non è casuale. «Abbiamo individuato la tratta Cesenatico-Tirrenia perché è uno dei punti in cui l’Italia è più stretta e perché qui si trova il valico appenninico più basso, il Passo dei Tre Faggi, a 930 metri di quota».


278 chilometri. Dislivello: 2.600 metri
Il percorso 2026 misura 278 chilometri nella versione Classic, con circa 2.600 metri di dislivello. Per chi vuole mettersi ulteriormente alla prova esiste anche una variante che aggiunge la salita di Buti verso il Colle di Calci, uno degli accessi al Monte Serra.
La prima asperità arriva già in Romagna con la salita verso Rocca delle Caminate. Poi si scende su Predappio e inizia la lunga ascesa verso il Passo dei Tre Faggi. «Da Premilcuore al valico ci sono alcuni tratti al 9 per cento – spiega Tagliacarne – ma nel complesso resta una salita pedalabile. Una volta scollinato si entra in Toscana e da lì si segue il corso della Sieve e poi dell’Arno praticamente fino al mare».
Quest’anno non mancano alcune novità, soprattutto nella parte toscana del tracciato. «Abbiamo modificato il percorso grazie ai suggerimenti di uno dei nostri “ride pacer” che vive a Firenze e conosce perfettamente queste strade. La novità più importante sarà il passaggio da Piazzale Michelangelo, che diventerà il selfie point ufficiale della manifestazione».


Non una gara, ma un’esperienza
La filosofia della Chase The Sun è semplice: pedalare da una costa all’altra seguendo il sole. Nessuna classifica, nessun premio per il più veloce. «Il cronometro è il sole – dice Tagliacarne – la sfida consiste nel capire quanti chilometri si riescono a percorrere nel giorno più lungo dell’anno. I più veloci impiegano circa 12 ore, ma la maggior parte dei partecipanti arriva dopo 14 o 15 ore di viaggio».
Un format che negli anni ha conquistato sempre più ciclisti stranieri. «Dopo il Covid la presenza internazionale è cresciuta molto. Quest’anno circa il 60 per cento dei partecipanti arriva dall’estero e la metà di questi è inglese».
Lungo il percorso non c’è assistenza tradizionale. Chase The Sun è infatti una self-supported ride. «Non abbiamo mezzi scopa o assistenza meccanica. Chiediamo ai partecipanti di essere autonomi. Però abbiamo i “ride pacer”, riconoscibili dalla maglia “Follow Me”, che accompagnano i gruppi più lenti e aiutano chi è in difficoltà».
Non mancano comunque i momenti di convivialità. Dalla cena inaugurale al Museo della Marineria di Cesenatico fino ai ristori lungo il percorso. «Al Bar Cavallino abbiamo una tappa ormai storica – racconta sorridendo Tagliacarne –. Gli inglesi aspettano tutto l’anno la focaccia alla finocchiona e durante il briefing del venerdì sera fanno a gara per imparare a pronunciarla correttamente».


I consigli di chi l’ha vissuta
Fra coloro che hanno partecipato alla Chase The Sun c’è anche Francesco Pelosi, ex corridore under 23, compagno di squadra di Giovanni Visconti e avversario di Vincenzo Nibali, oggi imprenditore nel settore della comunicazione (sono suoi e della sua Sun Times i progetti di bici.PRO e bici.STYLE) e grande appassionato di ciclismo.
«La feci nel 2021 con un gruppo di imprenditori amici – racconta – ed è stata una bellissima esperienza. Non avevo mai affrontato una distanza di oltre 260 chilometri e mi colpì molto l’idea di partire quando albeggia e arrivare quando tramonta».
Pelosi ricorda soprattutto il clima che si respira lungo il percorso. «E’ una festa itinerante. Si parte insieme, poi il gruppo si allunga, ma ai ristori ci si ritrova. L’organizzazione era impeccabile e ci ha portato su strade secondarie che non avrei mai scoperto da solo».
Per affrontare una giornata così lunga il consiglio è semplice. «Bisogna ricordarsi che è un viaggio e non una gara. Alimentarsi bene, partire con calma e concedersi qualche sosta nei luoghi simbolo del percorso. Fermarsi a Firenze, fare una foto, godersi il paesaggio. E, se possibile, affrontarla in gruppo: condividere la strada con altri ciclisti rende tutto più facile e divertente».







