Assegnati gli Oscar, specchio di un’Italia ciclisticamente evolutaAssegnati gli Oscar, specchio di un’Italia ciclisticamente evoluta

| 20 Giugno 2026

Assegnati gli Oscar, specchio di un’Italia ciclisticamente evoluta

Calato il sipario, tempo di applausi. Gli Oscar del Cicloturismo sono stati attribuiti in una bellissima serata vissuta in Liguria, onorando chi la preziosa targa l’aveva vinta lo scorso anno. A vincere questa volta è stata l’Umbria con la Ciclovia del Trasimeno, ma chi ben conosce i Green Road Award sa che a salire sul palco per essere premiate sono tante proposte, ognuna per la sua categoria, ognuna con precise motivazioni.

La consegna del premio alla Regione Umbria per la Ciclovia del Trasimeno. A sinistra Ludovica Casellati (foto videoe20.net)
La consegna dell’Oscar alla Regione Umbria per la Ciclovia del Trasimeno. Seconda da sinistra Ludovica Casellati (foto videoe20.net)
La consegna del premio alla Regione Umbria per la Ciclovia del Trasimeno. A sinistra Ludovica Casellati (foto videoe20.net)
La consegna dell’Oscar alla Regione Umbria per la Ciclovia del Trasimeno. A sinistra Ludovica Casellati (foto videoe20.net)

All’Umbria il premio più ambito

La rassegna dei premi Oscar vede sul podio la Puglia seconda con il Giro ad Anello del Gargano, al terzo Piemonte con la Ciclovia Via del Mare e il Lazio con la Ciclovia Etruria. Pioggia di menzioni speciali: alla Calabria quella dei “Cammini” per quello del Normanno. All’Abruzzo per l’Ippovia Gran Sasso. Alla Toscana quella “Silenzio” per il Grand Tour Costa degli Etruschi. Alla Shardana Bikeadventure sarda il premio speciale della stampa e alla Francia il riconoscimento quale miglior destinazione straniera Bike Friendly.

Gli Oscar hanno ormai oltrepassato il loro decennale e in questi anni molta acqua è passata sotto i ponti e molto è cambiato non solo il cicloturismo, ma la stessa percezione della bicicletta lungo tutto lo Stivale. Ludovica Casellati, sempre al timone dell’organizzazione alla base del concorso lo sa bene: «La prima sensazione del cambiamento l’abbiamo dal numero di candidature. Il primo anno degli Oscar, nel 2015, esse arrivavano a fatica. Le infrastrutture non erano tantissime, quelle complete ancora meno e noi valutiamo solamente i progetti esistenti, non quelli sulla carta. Quest’anno ne abbiamo avute 33 che hanno coperto tutte le 20 regioni…».

La Ciclovia del Trasimeno riporta l'Oscar in Umbria dopo la vittoria nell'edizione 2015 con la Spoleto-Norcia
La Ciclovia del Trasimeno riporta l’Oscar in Umbria dopo la vittoria nell’edizione 2015 con la Spoleto-Norcia
La Ciclovia del Trasimeno riporta l'Oscar in Umbria dopo la vittoria nell'edizione 2015 con la Spoleto-Norcia
La Ciclovia del Trasimeno riporta l’Oscar in Umbria dopo la vittoria nell’edizione 2015 con la Spoleto-Norcia
Le candidature, oltre che dal punto di vista quantitativo, sono cambiate anche qualitativamente?

Sì, tanto che diventa sempre più difficile scegliere, perché oggi ci sono percorsi bellissimi proposti da tante regioni, e quindi decidere i criteri per decretare la ciclovia più bella è complicatissimo. Lo standard si è alzato tantissimo per cui noi guardiamo anche l’accessibilità, al fatto che possano essere protette e tanto altro. Faccio un esempio, il bellissimo Anello del Gargano che è giunto secondo, è un percorso di 350 chilometri che verrà tutto tabellato, in mountain bike, perché si va nella foresta umbra. E’ un percorso dove c’è davvero un po’ di tutto.

In questa crescita qualitativa, quanto è l’apporto pubblico, delle regioni e quanto quello privato?

Molte nascono da progetti di associazioni, quindi dal basso. La Regione però li supporta perché poi bisogna tabellarli. Puoi anche mappare un percorso, costruirlo su una traccia GPX, può essere stupendo, ma poi lo devi tradurre in un portale che dia tutte le informazioni, devi metterci dei servizi, devi tabellarlo perché la gente non si perda e in questo intervengono le regioni. A noi piacciono molto i progetti che nascono dal basso, perché nascono dai cicloturisti, dagli appassionati, ma il supporto pubblico è spesso decisivo.

Le ciclovie però sono solo una parte dell’agglomerato ciclistico, ora ci sono anche i cammini, le ippovie…

Prevengo la domanda, nel senso che dall’anno scorso che era l’anno del Giubileo abbiamo inserito nella premiazione degli Oscar anche i cammini. Su una cosa però siamo stati chiari: cammini, ippovie e quant’altro devono essere anche ciclabili, perché siamo ovviamente il Green Road Award, noi vogliamo abbracciare tutto il turismo sostenibile, tutta la fruizione gentile del territorio. Il Cammino del Normanno che premiamo quest’anno è un cammino, ma è anche ippovia ed è anche ciclabile.

Uscendo dal percorso degli Oscar del cicloturismo, tu noti che nel corso di questi 10 anni si è sviluppata maggiormente l’attenzione verso una Italia diversa, strutturata attraverso una rete diversa che non sia quella autostradale?

Sono due cose differenti. Le strade sono imprescindibili perché tutti usiamo l’auto e ci dobbiamo spostare prevalentemente con essa. Tu vai in un luogo, poi prendi la bicicletta e percorri quel luogo. Non trovi ancora tante persone che si spostano solo in bicicletta per le vacanze. Le grandi traversate in bici le fanno ancora in pochi.

Il premio al percorso umbro si motiva con la totale accessibilità del suo giro di 60 chilometri
Il premio al percorso umbro si motiva con la totale accessibilità del suo giro di 60 chilometri
Il premio al percorso umbro si motiva con la totale accessibilità del suo giro di 60 chilometri
Il premio al percorso umbro si motiva con la totale accessibilità del suo giro di 60 chilometri
Cosa vi ha spinto a premiare la Ciclovia del Trasimeno?

Io l’ho anche pedalata, quindi la conoscevo. E’ una ciclovia disegnata attorno a un lago, è fattibile da tutti, è per le famiglie ed ha come caratteristica primaria l’accessibilità. Va bene anche per quelli che vanno con l’handbike, poi ha servizi e paesi attorno, borghi stupendi, le isolette. E’ un lago che ha i colori del mare, c’è natura, storia, un po’ tutto. Sono neanche 60 chilometri, in due giorni la copri tutta godendotela. E hai tempo anche per l’enogastronomia…

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