Doppia proposta per la sicurezza. Vedranno mai la luce?Doppia proposta per la sicurezza. Vedranno mai la luce?

| 8 Luglio 2026

Due proposte per la sicurezza. Vedranno mai la luce?

Laura Ghirardi. 67 anni. Amava due cose: l’arte e la bici, due pilastri intorno ai quali aveva ricostruito la sua vita. Fino a quel fatale incontro con un camion fra Via Gattamelata e Via Colleoni a Milano (nella foto di apertura). Laura Ghirardi è l’ennesima vittima della strada, con l’unica colpa di viaggiare in bici, mezzo molto più “debole e indifeso” rispetto a quelli a quattro ruote. Non sarà l’ultima.

Il tema della sicurezza dei ciclisti sulle strade non può, non deve restare vivo solo in presenza di casi come quelli della sfortunata signora milanese. Non deve essere un semplice argomento di dibattito sui social, valvola di sfogo per i tantissimi leoni da tastiera che passano le loro giornate inveendo e insultando basandosi solo sulla scala del più forte da accondiscendere il più debole da perseguitare. Merita molta più attenzione e serietà. Soprattutto da parte di chi governa e di chi sta all’opposizione.

Roberto Pella, piemontese di 56 anni, deputato di Forza Italia dal 2018 e presidente della Lega Ciclismo Pro'
Roberto Pella, piemontese di 56 anni, deputato di Forza Italia dal 2018 e presidente della Lega Ciclismo Pro’
Roberto Pella, piemontese di 56 anni, deputato di Forza Italia dal 2018 e presidente della Lega Ciclismo Pro'
Roberto Pella, piemontese di 56 anni, deputato di Forza Italia dal 2018 e presidente della Lega Ciclismo Pro’

Dalla Lega Ciclismo una proposta condivisa

Da gennaio sono state depositate due proposte di legge riguardanti la sicurezza, a differente marchio: una della Lega Ciclismo Professionistico, l’altra della Federciclismo. Due proposte con molte idee, alcune simili, altre lontane. Forse accomunabili, sicuramente con alla base un diverso peso.

Quella della Lega ha come primo firmatario l’On.Roberto Pella, di Forza Italia, presidente dell’ente che ha messo insieme varie forze nella sua realizzazione, da figure eminenti della Polizia Stradale e di Stato a prefetti, sindaci, autorità sportive. Ma soprattutto ha cercato consenso politico e la proposta sulla sicurezza in bici è stata condivisa e sottoscritta da tutti i capigruppo della Commissione Trasporti di maggioranza e opposizione. Significa che l’accordo c’è. Ma la proposta ristagna fra gli ordini del giorno.

Anche la Federazione, attraverso la specifica Commissione che ha lavorato per mesi per la sua stesura, ha stilato una serie di idee legate alla sicurezza e il presidente Cordiano Dagnoni ha specificato che la proposta si sviluppa seguendo lo sviluppo delle modifiche al Codice della Strada attualmente in discussione, andandole a integrare e ampliare.

Cordiano Dagnoni, 62 anni, presidente della Federazione Ciclismo dal 2021
Cordiano Dagnoni, 62 anni, presidente della Federazione Ciclismo dal 2021
Cordiano Dagnoni, 62 anni, presidente della Federazione Ciclismo dal 2021
Cordiano Dagnoni, 62 anni, presidente della Federazione Ciclismo dal 2021

L’iniziativa federale non cerca facili compromessi

Se la proposta della Lega può trovare forse una strada più agevole verso la sua discussione in Parlamento, quella della FCI appare più completa, per certi versi anche più rigida, ma attraverso norme atte alla sicurezza vera dei ciclisti. Proviamo allora a entrare nel merito.

Un tema sul quale c’è completa identità di vedute da parte dei due organismi è quello della circolazione dei ciclisti. Entrambe le proposte indicano il corretto andamento attraverso una doppia fila, per rendere la presenza dei ciclisti più visibile (nella proposta di legge della Lega viene specificato anche per gruppi fino a 10 elementi). E questo è uno degli aspetti che da sempre fa più infuriare gli automobilisti che lamentano il dover rimanere alle loro spalle in attesa di trovare strade abbastanza larghe per sorpassare.

La doppia fila di ciclisti è comune alle proposte di legge, per la loro sicurezza con buona pace di chi guida
La doppia fila di ciclisti è comune alle proposte di legge, per la loro sicurezza con buona pace di chi guida
La doppia fila di ciclisti è comune alle proposte di legge, per la loro sicurezza con buona pace di chi guida
La doppia fila di ciclisti è comune alle proposte di legge, per la loro sicurezza con buona pace di chi guida

Le norme per il sorpasso

Già, il sorpasso. Questo è uno dei nodi cruciali. Su questo la Lega è piuttosto asciutta specificando che il sorpasso può essere effettuato in presenza di almeno un metro e messo di distanza laterale. La Federciclismo va molto oltre specificando una serie di divieti: nelle zone “30 all’ora”, oppure quando ci sono ciclisti sulla carreggiata opposta. Divieto anche se si supera il limite di velocità consentito. Mantenimento costante della distanza di sicurezza.

Anche sul tema delle luci ci sono differenze, in questo caso un po’ più sfumate: la Lega chiede l’obbligo di luci posteriori accese per i ciclisti sia di giorno che di notte e al buio anche anteriori. La FCI chiede invece luci sempre accese, sia di giorno che di notte, sia davanti che dietro con la differenza che quelle anteriori dovranno essere intermittenti di giorno e fisse di notte per aumentare la visibilità e la sicurezza dei ciclisti.

Nelle proposte sulla sicurezza un aspetto importante riguarda l'uso delle luci delle bici, anteriori e posteriori
Nelle proposte sulla sicurezza un aspetto importante riguarda l’uso delle luci delle bici, anteriori e posteriori
Nelle proposte sulla sicurezza un aspetto importante riguarda l'uso delle luci delle bici, anteriori e posteriori
Nelle proposte sulla sicurezza un aspetto importante riguarda l’uso delle luci delle bici, anteriori e posteriori

Caschi obbligatori: chi è d’accordo?

A proposito dei caschi, la Lega propone la loro obbligatorietà in tutti i casi di utilizzo di scarpe con tacchette e quindi con blocco ai pedali. Un’idea condivisa dalla FCI che rilancia però chiedendo l’obbligo di utilizzo su strada per tutti, che per i minori di 14 anni va esteso anche sulle piste ciclabili. E sappiamo bene che su questo tema arrivano dinieghi anche da parte degli stessi ciclisti, d’altronde chi ha buona memoria ricorda bene come anche fra i professionisti l’obbligo del caschetto sia passato dopo varie proteste.

Su altri temi le proposte di provenienza ciclistica si differenziano completamente e a ben guardare potrebbero tranquillamente essere compendiate. La Lega ad esempio, dopo profonde discussioni con gli organi dirigenti della Polizia Municipale, chiede che in sede di conseguimento della patente di guida vengano inseriti contenuti legati specificamente alla sicurezza dei ciclisti, al comportamento da tenere al volante. Al contempo la proposta comprende anche l’inserimento di un incentivo da fornire agli enti locali affinché nella realizzazione di nuove strade, urbane ed extraurbane doventi obbligatorio l’inserimento di piste ciclabili.

L'uso del casco potrebbe divenire obbligatorio e nel mondo dei ciclisti l'idea non è da tutti gradita
L’uso del casco potrebbe divenire obbligatorio e nel mondo dei ciclisti l’idea non è da tutti gradita
L'uso del casco potrebbe divenire obbligatorio e nel mondo dei ciclisti l'idea non è da tutti gradita
L’uso del casco potrebbe divenire obbligatorio e nel mondo dei ciclisti l’idea non è da tutti gradita

Un aiuto (prezioso) dall’AI

La proposta della FCI è in questi ambiti più particolareggiata e tocca anche aspetti strutturali come i veicoli pesanti: si chiede di rendere per loro obbligatori strumenti di rilevamento laterale, posteriore e soprattutto negli angoli morti in modo che la presenza di un ciclista sia visibile a 360 gradi.

Un’altra idea della Federazione fa esplicito riferimento alle nuove opportunità tecnologiche che possono arrivare dall’intelligenza artificiale. Ecco quindi che si pensa di dotare dal 2028 tutti i nuovi veicoli a 3 o 4 ruote di strumenti di rilevamento dei pedoni e dei ciclisti, di sistemi automatici di frenata e di correzione della guida seguendo un po’ l’esempio delle auto di ultima generazione autoposteggianti.

Come si vede, di idee ce ne sono tante e altre sono inserite tra le pieghe delle rispettive proposte presentate in sede legislativa. Il problema è che il tempo a disposizione per la loro approvazione, considerando le elezioni del prossimo anno, diminuisce sempre più e al di là di firme e consensi a parole, il rischio come sempre è che nessuno voglia esporsi direttamente e inimicarsi magari qualche associazione o lobby con conseguente perdita di voti…

TUTTE LE CATEGORIE DEL MAGAZINE