Zerosbatti, Federico Balconi, avvocato, sicurezza stradaleZerosbatti, Federico Balconi, avvocato, sicurezza stradale

| 7 Settembre 2026

Il punto con Zerosbatti su ciclisti, incidenti, vittime e criminali

MISANO ADRIATICO (RN) – L’aggressione di Lanzo Torinese, in cui un automobilista ha cercato ripetutamente di uccidere dei ciclisti con la sua auto, continua a far pensare. Che cosa spinge qualcuno a speronare dei ciclisti, sapendo che l’impatto fra l’auto e una bici potrebbe essere mortale? E che cosa lo spinge a riprovarci? Ne abbiamo parlato con due psicologi e fra le loro argomentazioni quella che più ci ha convinto è stata quella della dottoressa Paola Muscato, secondo cui troppo spesso non si ha la percezione di quanto siano gravi le conseguenze delle proprie azioni.

Da quell’aggressione abbiamo preso spunto per parlare con Federico Balconi, avvocato e fondatore di Zerosbatti, che ad oggi ha messo insieme una casistica colossale. La provocazione gliela lanciamo noi: mettersi a smanacciare all’indirizzo di un automobilista che ti supera è come provocare un ubriaco grande e grosso e sperare che non ti aggredisca?

«Il fatto che i ciclisti siano indisciplinati e non rispettino le regole – sorride Balconi, fondatore di Zerosbatti – è un leit motive. In realtà da quello che abbiamo visto noi, dai più o meno 3.000 sinistri che abbiamo seguito, quasi tutti si sono conclusi col torto dell’automobilista. E’ vero che qualche ciclista è indisciplinato, ma io vedo sempre più attenzione alla sicurezza da parte dei ciclisti. Nei gruppi Whatsapp di cui facciamo parte, ci chiedono che cosa possano e cosa non possano fare. Chi va in bici sa di essere l’anello debole, quindi tende a tutelarsi».

Editoriale perché ci odiano, social, odio ciclisti, Lanzo Torinese foto Corriere Torino
Una delle bici coinvolte nell’investimento volontario di Lanzo Torinese: l’avvocato Balconi, ideatore di Zerosbatti, conosce bene la vicenda (foto Corriere Torino)
Editoriale perché ci odiano, social, odio ciclisti, Lanzo Torinese foto Corriere Torino
Una delle bici coinvolte nell’investimento volontario di Lanzo Torinese: l’avvocato Balconi, ideatore di Zerosbatti, conosce bene la vicenda (foto Corriere Torino)
Come ci si tutela?

Una volta pensavo che il gruppo tutelasse e proteggesse i ciclisti, invece gli ultimi fatti hanno smentito anche questo. Secondo me oggi l’urgenza è agire a livello culturale sugli automobilisti. Poi contemporaneamente diciamo ai ciclisti di fare qualcosa per se stessi, perché nel momento in cui hai dei comportamenti più sicuri, stai tutelando la tua persona.

Abbiamo sentito dire da una psicologa che spesso la gente non ha consapevolezza delle conseguenze dei suoi gesti.

E’ quello che sosteniamo da sempre. Tra l’altro negli incidenti gravi, soprattutto quelli mortali, le famiglie distrutte sono due, a meno che non si parli di un criminale, ma quelli sono casi che non rientrano nelle statistiche. Quando ci scappa il morto, l’ho detto in un’altra intervista su Zerosbatti, il dramma entra in casa di chi ha perso qualcuno, ma anche di chi lo ha ucciso. Se la gente si rendesse conto che quella manovra fatta con un gesto di stizza può avere conseguenze drammatiche, forse si eviterebbero tanti incidenti.

Nei processi si sente dire sempre questo: non pensavo che potesse succedere…

Quando si trovano in tribunale, si rendono conto della gravità della situazione. Vuoi per il pentimento personale, vuoi perché si trovano coinvolti in un vero processo e lì capiscono che forse l’hanno fatta grossa. Io non sono per l’inasprimento delle pene, però sicuramente un controllo più mirato, un’azione del Governo più decisa potrebbe aiutare.

Il Governo ha sollecitato le associazoni a inviare le proprie proposte?

Stanno facendo delle consultazioni con varie associazioni, fra cui Zerosbatti, proprio per dare un segnale. Se la legge dice all’automobilista che il ciclista può stare in quella posizione e se lo danneggia viene punito, a quel punto forse la percezione della legittimità del comportamento del ciclista mette il guidatore con il cuore in pace.

Questa è la bicicletta di Gabriele Scagliola, corridore U23 torinese, travolto dall'auto che ha deciso di svoltare senza lasciarlo passare
L’autista ha deciso di svoltare, dicendo di non aver visto il ciclista, che è finito all’ospedale con varie fratture. La distrazione alla guida non è ammissibile
Questa è la bicicletta di Gabriele Scagliola, corridore U23 torinese, travolto dall'auto che ha deciso di svoltare senza lasciarlo passare
Questa è la bicicletta di Gabriele Scagliola, corridore U23 torinese, travolto dall’aL’autista ha deciso di svoltare, dicendo di non aver visto il ciclista, che è finito all’ospedale con varie fratture. La distrazione alla guida non è ammissibileuto che ha deciso di svoltare senza lasciarlo passare
L’investitore di Lanzo Torinese è andato a costituirsi…

Secondo me, ha chiamato l’avvocato e il collega gli ha dato il solo suggerimento sensato. Quello è un caso che meriterebbe molto più clamore da parte dei media, del Governo e dello Stato. Invece a parte qualche Tg regionale e qualche commento, la cosa è passata inosservata. E’ un fatto gravissimo, perché l’automobilista non si è limitato a investire i ciclisti una sola volta, ma ha fatto avanti e indietro due o tre volte. Ha tentato una strage, perché c’erano anche altre persone. Oltre ai ciclisti nel frattempo si erano fermati dei pedoni per soccorrerli ed è stata una scena di vero panico.

Si va fuori dal Codice della strada.

A mio avviso si tratta dell’esasperazione di una condotta, quello è un reato vero e proprio, non è un reato stradale. Ha urlato di volerli uccidere e poi ha fatto un uso improprio del veicolo, lo ha usato come fosse un’arma, come uno che entra in un bar e spara.

Il Governo ha raccolto le vostre proposte?

Il Governo ha chiesto a tutte le associazioni come la nostra di inviare i loro dati e noi ne abbiamo davvero tanti, che riproducono esattamente quello che succede sulla strada e quello che poi succede nei tribunali. La tutela non finisce sulla strada e nei tribunali hai bisogno che qualcuno difenda i tuoi diritti. Abbiamo partecipato alla consultazione e come Zerosbatti abbiamo mandato la nostra proposta di legge che adesso divulgheremo e cercheremo di fare una campagna proprio per enunciare i cinque punti per noi essenziali. Vediamo se si apre un dialogo…

Questi cinque punti sono dichiarabili?

Certo, non ci sono assolutamente segreti. Il primo sicuramente è riconoscere al ciclista la qualità di ciclista sportivo, perché oggi la bicicletta viene chiamato velocipede e comprende tutti gli esemplari. Dalla signora che va a fare la spesa e a comprare il giornale, fino al professionista che si allena. Invece ci sono esigenze e situazioni totalmente diverse, quindi questa convivenza va regolata.

Editoriale perché ci odiano, social, odio ciclisti, Sc Padovani
Un automobilista spara (a salve) contro i ciclisti della Sc Padovani lo scorso dicembre: secondo l’avvocato Balconi di Zerosbatti si tratta di reati non stradali (foto Open)
Editoriale perché ci odiano, social, odio ciclisti, Sc Padovani
Un automobilista spara (a salve) contro i ciclisti della Sc Padovani lo scorso dicembre: secondo l’avvocato Balconi di Zerosbatti si tratta di reati non stradali (foto Open)
Poi?

Poi, aspetti come il sorpasso, la cui modalità deve essere chiarita una volta per tutte. La sicurezza della doppia fila, le ciclabili su cui il ciclista sportivo non può andare e situazioni che si ripetono in modo identico: le rotonde, le svolte a destra e a sinistra. Abbiamo una casistica di incidenti in cui basterebbe semplicemente cambiare il nome. Basterebbe poco per agire e stabilire una regola chiara e forse un po’ diversa da quella che c’è.

Hai sempre detto che il Codice della strada contenesse tutto quello che serve..

Inneggiava molto alla prudenza quando ti approcciavi a un ciclista. Poi hanno voluto inserire la regola del metro e mezzo togliendo la parte sulla prudenza e questo ha aperto una serie di interpretazioni. L’automobilista può dire che la strada era stretta ed è passato lo stesso, mentre forse sarebbe bastato scrivere nella lgge che se non ci  sono le condizioni, il sorpasso è vietato. Bisogna essere chiari.

Come accoglieresti, qualora arrivasse, l’obbligo di luci o di specchietto retrovisore?

L’obbligo di illuminazione c’è già, ma io renderei obbligatorio il fatto che la luce anteriore debba essere più forte, perché spesso negli incidenti ci troviamo con delle lucettine insignificanti. La luce invece deve avere con un certo raggio di azione, perché quando qualcosa che lampeggia a un chilometro di distanza, poi non puoi dire di non averlo visto. Quanto allo specchietto, ne sto provando uno realizzato da Rizoma, che ha fatto un oggetto assolutamente funzionale. Me l’hanno mandato da provare (lo specchietto si vede nella foto di apertura, ndr) e vogliono collaborare con noi.

Le buche e l'incuria della strada sono pericoli in quanti tali e perché costringono il ciclista a scartare (depositphotos.com)
Le buche e l’incuria della strada sono pericoli in quanti tali e perché costringono il ciclista a scartare (depositphotos.com)
Le buche e l'incuria della strada sono pericoli in quanti tali e perché costringono il ciclista a scartare (depositphotos.com)
Le buche e l’incuria della strada sono pericoli in quanti tali e perché costringono il ciclista a scartare (depositphotos.com)
Qualcuno potrebbe dire che ne state facendo un business?

Qualcuno lo dice già. Ma noi non ci guadagniamo niente, Zerosbatti non vende gli specchietti, però abbiamo il piacere di condividere una campagna sulla sicurezza con le aziende sensibili a questo tema. Sarebbe bello disegnare un ciclista con tutte le dotazioni utili per essere il più sicuro possibile, dal casco allo specchietto. Sempre più gente ha paura di andare in bicicletta. Una ragazza mi ha fermato, si è messa a piangere e ha detto che ormai va solo in gravel, perché ha paura di andare su strada dopo tutte le paure che si è presa.

L’omicidio stradale ha risolto qualcosa?

A mio avviso non ha portato nulla. E’ stata una legge manifesto, serviva per dare al popolo l’idea che si fosse fatto qualcosa per il problema degli omicidi stradali, ma non ha risolto nulla perché a livello giuridico non ha aggiunto nulla. Se deve uscire una legge, deve essere fatta appunto insieme a chi si occupa di questo argomento, non per dare una risposta politica.

La sensazione è che in Italia sulle strade si faccia quel che si vuole perché mancano i controlli…

Se provi ad andare in Francia, ci sono stato 15 giorni fa, appena varchi il confine, alla prima stupidaggine che fai, arrivano e ti fermano. Hanno anche auto civetta con le telecamere e se fai un’infrazione, ti arriva la multa. Non sono convinto che i francesi siano più civili, magari solo un po’ più di noi, però fondamentalmente hanno paura. Sanno che se sbagli paghi, qui invece c’è la solita impunità di dire che nove volte su dieci ti va bene…

Abbiamo parlato di incidenti con auto, ma capitano spesso anche a causa di strade in pessime condizioni. A voi risulta?

Fate bene a toccare questo argomento, perché incide sotto due profili. Uno appunto è il ciclista che cade perché trova la buca, che magari non è visibile, oppure trova altre irregolarità dovute alla cattiva manutenzione. Per questo abbiamo molti incidenti, direi intorno al 30 e 40 per cento.

Federico Balconi e Gianmarco Agostini, di Outwet, con la maglia personalizzata Zerosbatti
Federico Balconi, fondatore di Zerosbatti, e Gianmarco Agostini, di Outwet, con la maglia personalizzata Zerosbatti
Federico Balconi e Gianmarco Agostini, di Outwet, con la maglia personalizzata Zerosbatti
Federico Balconi, fondatore di Zerosbatti, e Gianmarco Agostini, di Outwet, con la maglia personalizzata Zerosbatti
Su cos’altro incide la strada danneggiata?

Spesso queste irregolarità si trovano sulla destra della carreggiata, quindi il ciclista per evitarle si sposta a sinistra. E’ costretto a scartare e siccome gli automobilisti non tengono la distanza nel sorpasso ma calcolano di lasciare intorno a 30 centimetri, quello scarto rischia di essere fatale per il ciclista perché viene investito proprio quando scarta la buca. In quei 20-30 cm di bordo strada c’è tutta la sicurezza e l’insicurezza dei ciclisti.

Se la cattiva manutenzione della strada dipende dagli Enti che la gestiscono, cosa accade in caso di caduta e di procedimento giudiziario?

L’Ente viene condannato al risarcimento. Il ripristino della strada non viene quasi mai previsto nella sentenza, però abbiamo visto che 9 volte su 10 – anche a seguito di nostre querele per la cattiva manutenzione – l’Ente poi è intervenuto per ripristinare il manto stradale. Abbiamo ad esempio un incidente mortale a Gaggiano, dove il manto stradale è stato ripristinato immediatamente.

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