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| 9 Ottobre 2026

Valbeat Valsugana, cosa resta dopo 2 settimane? Lo chiediamo al direttore

Michele Oriente è il direttore di APT Valsugana e quando gli parli della bicicletta cambia tono. E’ stato lui il primo a credere nelle potenzialità della ciclabile lungo la Valle del Brenta, che dalla provincia di Trento conduce a quella di Padova. Ed è lui pertanto il referente ideale per tracciare un bilancio di Valbeat, il Ciclomusic Festival che il 26 settembre ha vissuto l’edizione zero (e noi ve lo abbiamo raccontato).

«La passione per il ciclismo – spiega Michele Oriente – nasce perché lo pratico anche io, ma tecnicamente l’analisi che abbiamo condotto in Valsugana all’inizio del mio incarico ha evidenziato come il cicloturismo sia una forte componente dei flussi turistici. La ciclabile funziona, lo confermano i dati che abbiamo. Abbiamo installato 11 contabici: mi manca ancora il dato consuntivo dell’estate, ma da aprile a giugno abbiamo rilevato 196.000 passaggi».

La Ciclabile della Valsugana è stata anche il teatro di Valbeat e quando sarà completata con i tratti in galleria che dovrebbero essere consegnati entro il 2027 o i primi mesi del 2028, diventerà un’arteria cruciale per il cicloturismo, perché si congiungerà con Trento e la ciclabile del Garda.

Bosh è stato partenr commerciale di Valbeat Valsugana. Al centro Michele Oriente
Michele Oriente, al centro, è il direttore di APT Valsugana-Lagorai: è uno dei promotori più forti del cicloturismo nell’area
Bosh è stato partenr commerciale di Valbeat Valsugana. Al centro Michele Oriente
Michele Oriente, al centro, è il direttore di APT Valsugana-Lagorai: è uno dei promotori più forti del cicloturismo nell’area
Ma la ciclabile non è tutto, giusto?

Esatto. Sarebbe sbagliato dire che gli ospiti vengono in Valsugana perché c’è la ciclabile, piuttosto vengono per i laghi e l’offerta outdoor in generale. Però i dati confermano che l’80 per cento di chi viene qui in vacanza, se non di più, porta con sé la bici, consapevole del fatto che ci sono una bella ciclabile e un treno che dopo 80 chilometri ti porta indietro alla zona dei laghi. E forse questo è il grande valore aggiunto.

Come avete scelto il focus di Valbeat?

Assieme al mio staff, volevamo creare un evento legato al cicloturismo, che in Valsugana mancava da tempo. Il cicloturismo è un prodotto turistico, ma il pubblico è molto variegato. Ci sono tante età, famiglie, giovani e meno giovani, single. Per cui o disponi di una vagonata di milioni di euro nella comunicazione, oppure devi creare un format originale.

E qui arriva l’idea della musica?

Abbiamo pensato che nel lungo periodo la musica possa diventare uno strumento interessante per intercettare diverse nicchie di mercato. Tu sposti il genere e automaticamente differenzi anche il pubblico. E la musica è stata il filo conduttore degli eventi diffusi che si sono vissuti lungo la ciclabile e nel Village di Levico Terme.

La segnaletica di Valbeat ha permesso ai cicloturisti di raggiungere le destinazioni prescelte
La segnaletica di Valbeat ha permesso ai cicloturisti di raggiungere le destinazioni prescelte
La segnaletica di Valbeat ha permesso ai cicloturisti di raggiungere le destinazioni prescelte
La segnaletica di Valbeat ha permesso ai cicloturisti di raggiungere le destinazioni prescelte
Così si sposta anche il focus dal ciclismo fine a se stesso?

In Valsugana la bici è un mezzo di piacere: rispetto ai grandi numeri, chi la utilizza per le prestazioni è una nicchia. Ugualmente, abbiamo anche grandi salite come il Passo Manghen e percorsi impegnativi per la mountain bike. La maggior parte delle persone però pedala per scoprire, fermarsi, osservare, degustare. E visto che il target è molto eterogeneo, abbiamo pensato di unire tutto con la musica, che inoltre si connette anche con il ritmo della pedalata.

C’erano vari concerti lungo i percorsi e la bici ti ci portava…

Di solito ai concerti arrivi con la macchina oppure a piedi. Pensiamo al format della Gola d’Incanto (che si svolge nella Gola del Furlo, a Pesaro, ndr), che è simile ai Suoni delle Dolomiti. Nel nostro caso, arrivi con la bici lungo la ciclabile e le strade forestali, trovando sempre qualcosa che si collega ad un evento musicale. In modo che tu possa fermarti, ascoltare della buona musica e ripartire.

Ma non c’è stata solo la musica, giusto?

Ovviamente, diciamo che lateralmente ci sono stati momenti di degustazione conviviale e altro. La bicicletta è stata la chiave, il mezzo per raggiungere i singoli eventi. La musica ci ha permesso di raggiungere le diverse fasce d’età.

Come valuta la riuscita di questa edizione zero?

E’ andata bene, ha suscitato sicuramente tanto interesse. La partecipazione è stata buona ed eravamo consapevoli che essendo la prima volta fosse impensabile un’esplosione di numeri. Però le 25 attività proposte hanno avuto un flusso, come pure è stato molto frequentato il Valbeat Village presso il lago di Levico. Sicuramente la partnership commerciale con Bosch è stato un driver di successo.

In che modo?

Ha portato la componente tecnica per gli appassionati delle due ruote. Hanno trovato degli stand, delle aziende specializzate nel mondo bike che proponevano nuove bici, come ad esempio la presentazione delle e-bike di Velo de Ville. Al riguardo, noi vogliamo essere nel lungo periodo una destinazione privilegiata per il mondo e-bike.

Per accrescere maggiormente la connotazione turistica?

La bicicletta è anche un sinonimo di accessibilità. Stiamo studiando anche percorsi e nuovi itinerari per il mondo e-bike, accessibili a tutti, studiati anche per il minor consumo di energia elettrica. L’appoggio di Bosch ci dà forza e immagine. E poi ci hanno cercato loro e questo è importante.

Perché?

E’ la conferma siamo un territorio variegato e appetibile, dove si possono provare esperienze dall’enduro, al cross mountain, alla gravel, al ciclismo su strada. L’eterogeneità della Valsugana è piuttosto unica e il cicloturismo è molto forte proprio grazie a questo. Con le e-bike diventiamo appetibili davvero per tutti.

Le attività del territorio sono rimaste soddisfatte da Valbeat?

Gli operatori sono stati molto contenti, abbiamo avuto una notevole tendenza verso l’alto in termini di visualizzazioni. Siamo riusciti ad arrivare a livello nazionale e internazionale tramite vari partner mediatici. Sono arrivati tanti giornalisti, compresi voi, che ci hanno dato una mano e ci hanno accompagnato in questo percorso. Valbeat è un format pensato anche per chi vive qui. Spesso l’evento turistico si concentra sull’ospite, mentre il cicloturismo abbraccia tutti, incluso chi vive tutto l’anno nel territorio. E’ un format pensato a 360 gradi.

Quando si comincerà a pensare all’edizione 2027?

Abbiamo appena completato la raccolta dei feedback attraverso la nostra Area Partner, composta da operatori che ci hanno permesso di vedere il bello e quel che non ha funzionato. Abbiamo una massa di dati da analizzare, sia di ordine quantitativo sia qualitativo. Questa settimana abbiamo un primo tavolo con i nostri partner commerciali. Poi verrà pubblicata la data del prossimo Valbeat e da gennaio inizieremo a lavorarci.

Non sono mancati momenti di convivialità e degustazione presso aziende della zona
Non sono mancati momenti di convivialità e degustazione presso aziende della zona
Non sono mancati momenti di convivialità e degustazione presso aziende della zona
Non sono mancati momenti di convivialità e degustazione presso aziende della zona
Si riparte dall’analisi?

Da quello che possiamo migliorare e dovremo correggere. Però l’entusiasmo c’è ed è contagioso, quindi alla fine, pur consapevoli che dobbiamo fare tanto ancora, abbiamo capito che la Valsugana è il territorio del cicloturismo. E questo è possibile anche all’appoggio di Trentino Marketing, che su questo fronte spinge davvero parecchio.

Cosa si può migliorare?

L’anno prossimo sarà ancora più ricco di novità e sarà maggiore anche il coinvolgimento della comunità. Ogni cosa dovrà essere avallata dal board tecnico che si è riunito ieri per la prima volta. Vorremmo anche migliorare gli itinerari, perché la Valsugana è davvero un territorio enorme.

Includendo le valli laterali?

Parliamo di 800 chilometri quadrati di ambito turistico e 29 Comuni. La ciclabile li connette tutti, congiungendosi con quella della Valle dei Mocheni e quella del Tesino, che è in fase di completamento. E’ la nostra dorsale turistica, da cui si diramano altri percorsi che portano le persone in quota.

La Ciclabile della Valsugana è la spina dorsale di una vasta area turistica. Il treno permette di tornare alla base in fretta
La Ciclabile della Valsugana è la spina dorsale di una vasta area turistica. Il treno permette di tornare alla base in fretta
La Ciclabile della Valsugana è la spina dorsale di una vasta area turistica. Il treno permette di tornare alla base in fretta
La Ciclabile della Valsugana è la spina dorsale di una vasta area turistica. Il treno permette di tornare alla base in fretta
C’è tanto da fare, insomma…

C’è davvero tanto da fare e tocca a noi dell’APT. Costituiremo due tavoli permanenti di governance: uno nell’Alta Valsugana e uno nella Bassa Valsugana, con i rispettivi Comuni che si affacciano sulla ciclabile e con alcune questioni da risolvere. Tipo treni più efficaci per il prodotto bike e una migliore segnaletica. Noi saremo il presidio perché ciò avvenga.

APT Valsugana-Lagorai

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