Velo Café TicinoVelo Café Ticino

| 2 Novembre 2026

Velo Café, il luogo dove il ciclismo diventa incontro

A Giubiasco, un quartiere di Bellinzona, nel cuore del Ticino, c’è un posto in cui si può entrare per sistemare la bicicletta, fermarsi a bere un caffè, pranzare o parlare di un viaggio appena concluso. Si chiama Velo Café e l’idea alla base è semplice, almeno a raccontarla: mettere sotto lo stesso tetto tutto quello che ruota intorno alla passione per la bici. Un negozio, un’officina specializzata, un laboratorio per la performance e un bar, con le porte aperte a chi pedala e anche a chi, semplicemente, ha voglia di passare di là.

E’ quello che successo anche il 26 settembre scorso, quando quello spazio è diventato il centro di una giornata di gare e festa. Quel giorno è andata in scena la seconda edizione della Velo Café Gravel Race, un appuntamento che ha riunito bambini, ragazzi e adulti intorno a un circuito ricavato nei prati e nei sentieri accanto al fiume, a due passi dal negozio. Una giornata che è un po’ la sintesi di quello che vuole fare Velo Café, cioè essere un luogo di ciclismo ma anche un centro in cui ritrovarsi. Si corre, si tifa, si passa del tempo insieme e, una volta finite le gare, si festeggia tutti assieme.

«L’idea è nata perché volevamo dare un’opportunità agli amanti del ciclismo in generale. Nella regione non ci sono molti appuntamenti di questo tipo e ci piaceva aggiungere una gara gravel al calendario ticinese», ci ha raccontato Davide Antognini, co-titolare di Velo Café. La prima edizione, organizzata il 10 maggio 2025, aveva raccolto un centinaio di partecipanti. «Quest’anno siamo arrivati a circa 150. E’ una bella crescita e ci fa piacere vedere che l’evento sta coinvolgendo sempre più persone».

La manifestazione si inserisce inoltre nel Ticino Kids Tour, il circuito dedicato ai più giovani, con iscritti a partire dai cinque anni. «I bambini erano tantissimi, circa una ottantina. In generale, abbiamo avuto una partecipazione molto equilibrata tra ragazzi e adulti». Le categorie erano molte, per permettere a tutti di trovare il proprio spazio, dalla prima esperienza in bicicletta fino alle gare più impegnative, con una buona presenza anche di squadre arrivate dall’Italia.

Un circuito, tante età

Il percorso partiva e arrivava accanto al negozio. Un circuito di circa due chilometri e mezzo, una sorta di criterium su fondo misto, tra prato e sentieri, disegnato in un’area verde vicino al fiume. «E’ un tracciato con poco dislivello, ma ci sono comunque una discesa e una salita. E’ un percorso in cui ci si può divertire sia con la gravel sia con la mountain bike».

Dopo la mattina dedicata ai più giovani, il pomeriggio si sono sfidati gli adulti, su una prova a tempo di due ore. Un formato breve e concentrato, che ha anche permesso al pubblico di seguire facilmente le diverse fasi della competizione, incitare i partecipanti e godersi lo spettacolo.

Ma il risultato sportivo non era, naturalmente, l’unico obiettivo. Anzi, la Velo Café Gravel Race è nata soprattutto per mettere insieme persone che condividono la stessa passione, al di là del livello o dell’età. Infatti poi, al termine delle fatiche, c’è stato spazio per il terzo tempo con festa, grigliata e dj set. E con un occhio al futuro: «Ci piacerebbe farla crescere ancora. Stiamo pensando anche alla possibilità di organizzare in futuro anche un appuntamento su strada, oltre alla gara gravel». Insomma un progetto che guarda avanti, senza perdere di vista lo spirito con cui tutto è cominciato.

Aperto nel 2024, già punto di riferimento

Velo Café ha aperto il 2 febbraio 2024, da subito con l’ambizione di proporre qualcosa di diverso dal classico negozio di biciclette. «Siamo il primo bike café in Ticino e uno dei pochissimi in Svizzera. Volevamo creare una struttura in cui ci fosse tutto quello che serve a un ciclista, ma anche uno spazio in cui fermarsi e stare insieme».

La struttura, ci dice, è organizzata a ferro di cavallo. Da una parte il bar, con la possibilità di fermarsi anche per pranzo, dall’altra il negozio e l’officina. «Una metà è un locale a tutti gli effetti, dove facciamo anche da mangiare. Nell’altra ci sono la vendita e la meccanica. Da qualche mese abbiamo aggiunto anche uno spazio dedicato alla biomeccanica». In un’unica sede convivono quindi vendita, assistenza, ristorazione e bike fitting. Per quest’ultimo servizio viene utilizzato anche il sistema idmatch, il software di biomeccanica sviluppato da Selle Italia. «Siamo gli unici in Ticino ad utilizzare questo sistema», ci racconta Antognini.

Gli chiediamo che tipo di clientela abbiano, immaginando sia molto varia considerato il luogo di confine. «Abbiamo molto pubblico di passaggio, tanti turisti, anche dall’Italia. Passano da noi persone che fanno bikepacking e arrivano dai paesi vicini ma anche da più lontano, per esempio dal Nord Europa».

Velo Café Gravel Race 2026
Le gare si sono svolte su un circuito di due chilometri e mezzo, aperto a gravel e MTB (foto Edoardo Frezet)
Velo Café Gravel Race 2026
Le gare si sono svolte su un circuito di due chilometri e mezzo, aperto a gravel e MTB (foto Edoardo Frezet)

Prima di tutto, un luogo d’incontro

A sentire parlare Davide sembra che sia proprio questa dimensione, di passaggio e di incontro, a descrivere il senso al Velo Café. Il bar non è soltanto un servizio in più per chi ha appena finito un giro, così come il negozio non è soltanto un posto in cui acquistare una bicicletta. L’idea è creare un punto di riferimento per una comunità, un luogo in cui la passione per le due ruote possa esprimersi anche fuori dalla strada (e dai sentieri).

Vengono organizzate delle social ride, anche se senza una cadenza fissa, e anche eventi culturali. «Le social ride le proponiamo quando capita e le comunichiamo attraverso i nostri canali social. Poi ci sono gli eventi legati al bar, dove facciamo presentazioni di libri, racconti di viaggi e incontri con i professionisti». Occasioni diverse, pubblici diversi, ma con lo stesso filo conduttore, cioè usare il ciclismo come motivo per incontrarsi e condividere esperienze.

La Velo Café Gravel Race è un ottimo esempio di questa filosofia. Dopo una prima edizione da cento partecipanti, la crescita di quest’anno è certamente un segnale incoraggiante, ma l’ambizione è guardare ancora avanti.

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