| 22 Gennaio 2024

Olio di semi e olio di oliva, a ciascuno il suo impiego

L’olio è quasi onnipresente a tavola, ma quanti tipi di olio esistono? Come sceglierlo? L’olio che sia di oliva o di semi, grazie al contenuto di grassi mono e poli insaturi si distingue per la sua azione antiossidante, ipolipemizzante, antipertensiva ed altre particolari proprietà fisioterapiche, caratteristiche di ciascun frutto o seme da cui è estratto. 

L’ORO VERDE

Dalla raccolta all’imbottigliamento, quello dell’oliva è un processo produttivo che l’uomo ripete sin dall’età del rame e con esperienza perfeziona di anno in anno. Per questo l’olio extravergine di oliva è stato definito l’Oro Verde. Dalla stessa lavorazione, si possono ottenere qualità d’olio di oliva differenti a seconda dell’acidità residua. Quello extravergine ha l’acidità più bassa senza essere sottoposto ad alcun processo di raffinazione. E’ ricco di polifenoli e per poter apprezzare a pieno gli aromi e soprattutto le qualità nutritive. L’ideale è usarlo a freddo. 

L’olio di oliva viene prodotto da millenni, solo le tecnologie si sono evolute (foto Frantoio Franci)
L’olio di oliva viene prodotto da millenni, solo le tecnologie si sono evolute (foto Frantoio Franci)

Esistono poi differenze tra oli extravergini, un po’ come per il vino, a seconda della “cultivar” utilizzata, dell’annata e dei sistemi di raccolta e lavorazione. Per cui una pedalata tra gli ulivi, con visita e degustazione nei frantoi che si incontrano lungo il percorso potrebbe essere un’esperienza indimenticabile.

L’OLIO DI SEMI

Questi sono ottenuti dall’estrazione di olio da semi diversi. Tra i più comuni e conosciuti troviamo quello di arachidi, ottimo per le fritture, mais e girasole, spesso usati in cucina per le emulsioni e le salse o nei dolci, evitando così l’uso del lattosio. Esistono anche tantissime altre tipologie di oli di semi, come quello che si ottiene dai semi di sesamo e di lino. Quest’ultimo è caratterizzato da un’alta percentuale di grassi omega 3, essenziali per l’organismo. Per contro, ha poco acido oleico, quindi irrancidisce rapidamente se sottoposto a cottura o subisce una cattiva conservazione.

Fra i semi più comuni da cui si estrae olio troviamo quello di arachidi, mais e girasole (foto Natural Poland)
Fra i semi più comuni da cui si estrae olio troviamo quello di arachidi, mais e girasole (foto Natural Poland)

Questo è il motivo per il quale sugli scaffali dei supermercati e nelle ricette si trova sempre più l’olio di girasole alto oleico. Un tempo gli oli vegetali per essere messi in commercio, dovevano essere sottoposti a un processo di estrazione che prevedeva la raffinazione e l’uso di solventi organici e di calore. Tutto questo comprometteva parzialmente alcune proprietà nutrizionali del seme originario.

Oggi, grazie allo sviluppo delle tecnologie, si stanno sempre più diffondendo oli vegetali, soprattutto quello di girasole. Esso viene estratto a freddo con soli mezzi meccanici, senza l’uso di solventi chimici e non viene filtrato. In questo modo, tutte le proprietà nutrizionali sono preservate al meglio. Talvolta addirittura è addizionato con acido oleico per migliorarne la resistenza alla cottura.

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