| 2 Gennaio 2023

Il “nuovo” Laigueglia ad ExtraGiro, esempio di bike economy

Quando si parla di ExtraGiro si pensa subito ai grandi eventi sportivi legati al ciclismo… E non si sbaglia. Ma non è tutto. La società guidata da Marco Pavarini e Marco Selleri infatti porta avanti, e crede fermamente, nella mobilità sostenibile, nel cicloturismo e in quella che nel suo insieme è oggi chiamata bike economy. E l’ultimo “colpaccio” è proprio un esempio perfetto di come il ciclismo agonistico possa essere un volano economico per il territorio. Parliamo dell’organizzazione del Trofeo Laigueglia.

Marco Pavarini, direttore generale di ExtraGiro
Marco Pavarini, direttore generale di ExtraGiro

Turismo italiano

La storica classica di apertura del ciclismo italiano però non è stata presa in carico, se così si può dire, “solo” per la gara. Per capirne di più ne parliamo con Pavarini stesso.

«Abbiamo preso in gestione il Trofeo Laigueglia è vero, ma prima è necessario dire un’altra cosa altrettanto importante. ExtraGiro è diventato uno dei partner ufficiali del portale Italia.it. Questa piattaforma di fatto è il mezzo di comunicazione ufficiale dello Stato, del Ministero, per il turismo italiano».

«Turismo ma anche cicloturismo. Ebbene, noi sviluppiamo dei progetti cicloturistici… che poi è la mission di ExtraGiro».

«Si tratta di un accordo gratuito. Questo portale ha riconosciuto le nostre qualità di partner e sviluppatori di progetti che coinvolgono il territorio».

ExtraGiro è partner di italia.it. Il fatto che ci sia Sofia Goggia in home page la dice lunga sulle potenzialità del connubio sport-turismo
ExtraGiro è partner di italia.it. Il fatto che ci sia Sofia Goggia in home page la dice lunga sulle potenzialità del connubio sport-turismo

Esempio Laigueglia

Agonismo e turismo. Il Trofeo Laigueglia è l’esempio calzante. La gara ligure ha una certa storia. Una storia che va fatta riemergere. Una storia fatta di campioni e tradizioni, come appunto quella di essere l’apertura della stagione italiana. Una volta da quelle parti si andava in ritiro e il Trofeo nacque proprio in virtù di un certo fermento ciclistico in Riviera. Che poi è ciò che succede oggi in Spagna tra la costa valenciana e Majorca.

«La nostra idea – dice Pavarini – è quella di legare il Trofeo Laigueglia al cicloturismo. In tanti anni di attività ExtraGiro ha raccolto molte storie. E noi vogliamo raccontare anche le storie che legano quel territorio alla bici». 

Il “progetto Laigueglia” va ad inserirsi nel panorama di Italia.it. «Quando abbiamo preso in mano l’organizzazione della corsa abbiamo parlato con gli amministratori locali esponendo loro la nostra idea che bisognava andare oltre la gara.

«Il Gs Emilia di Adriano Amici ha organizzato e organizzerebbe ancora benissimo la gara, ma bisognava fare di più. Bisognava andare oltre affinché la corsa dei pro’ lasciasse effettivamente qualcosa al territorio. Con noi il Trofeo Laigueglia passa attraverso il primo portale turistico nel mondo che ha l’Italia. 

«Per tornare al Laigueglia, fare la corsa dei pro’ da sola non avrebbe catturato gli stessi trend economici. Una volta qui si allenavano le squadre, oggi vanno all’estero. Noi andiamo ad organizzare le gare dove si possa innescare un processo di cicloturismo. La gara deve essere il punto di partenza di un progetto più ampio. Deve esserne il volano».

La forza della storia

Sembra tutto molto teorico, in realtà è anche molto concreto, quando poi si offrono luoghi dove dormire, percorsi, piatti da gustare e dove gustarli. Su Italia.it le news sono tradotte in diverse lingue. Si parla di gara, di enogastronomia, sport, percorsi, cultura… 

E quindi come si legano agonismo e turismo? La risposta è nel territorio e nella storia. Lo stesso Pavarini riporta l’esempio di Campo Imperatore. Furono loro di Extragiro a riportare il ciclismo di alto livello lassù. E lo fecero nel 2017 con il Giro under 23.

«La tappa finale – continua Pavarini – arrivava lassù e nel preparare quella tappa facemmo una pedalata con Pozzato e Cassani, all’epoca cittì. Uno parlava della scalata da un punto di vista tecnico e l’altro da un punto di vista storico-sportivo. Campo Imperatore infatti è una delle cime sulle quali ha trionfato Marco Pantani. E mentre loro due parlavano di ciclismo, il narratore raccontava il territorio da un altro punto di vista, quello storico-culturale.

«Per il Laigueglia, abbiamo sentito Guido Neri, che è stato il primo vincitore del Trofeo nel 1964, e anche Roberto Schiavon che lo ha ideato. Insomma quando si promuove un territorio, per noi non c’è solo la geografia ma anche la storia… che ha una grande forza».

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