| 28 Febbraio 2024

Cycling No Borders, l’impresa di Paola Gianotti per tutti noi

«Dopo tutti i miei viaggi, dopo aver letteralmente girato il mondo, per me l’Italia rimane il Paese più bello e vorrei che fosse anche il più green». Questa è la frase pronunciata da Paola Gianotti, dopo aver concluso 2.700 km in bicicletta attraverso 8 Paesi europei, da Helsinki a Parigi, dal 30 gennaio al 16 febbraio. Paola è una coach e speaker motivazionale, ultra-cyclist e detentrice di 4 Guinness World Record, tra cui quello della donna più veloce ad aver circumnavigato il globo in bici. Una voce più che autorevole quando si parla di due ruote.

Cycling No Borders non è stato solo un viaggio in bicicletta, ma un vero e proprio vademecum delle città più sostenibili. Attraverso la sua impresa, Paola ha dimostrato che la bicicletta è un mezzo di trasporto non solo ecologico, ma anche capace di unire le persone e di far scoprire nuove culture e paesaggi. Un esempio concreto di come lo sport e l’avventura possano unirsi all’impegno per un futuro migliore.

Un viaggio lungo 2.700 km da Helsinki a Parigi
Un viaggio lungo 2.700 km da Helsinki a Parigi

La motivazione

Investita da un’auto nel 2014, durante il suo giro del mondo, Paola ha riportato la frattura della quinta vertebra cervicale. Al suo rientro, anche in collaborazione con Maurizio Fondriest e Marco Cavorso, ha fondato l’associazione “Io Rispetto il Ciclista”. Da quel giorno ha sempre cercato di coinvolgere tutti i Comuni italiani nell’installazione di cartelli che invitino a rispettare la distanza di 1,5m in fase di sorpasso di un ciclista. Ad oggi sono oltre 6.000 i cartelli sul territorio. Con Cycling No Border la motivazione è ancora più ampia e vuole prendere l’esempio da quei Paesi dove le cose stanno già funzionando. 

«Sono un po’ di anni – dice Gianotti – che mi occupo di sostenibilità e soprattutto realizzo dei progetti legati come “Mi illumino di meno”, realizzato con Rai Radio Due: una giornata sul risparmio energetico e sugli stili di vita sostenibili. Già nel 2022 avevo collaborato con gli amici di Caterpillar per la traversata da Stoccolma fino a Milano. E sempre in bicicletta nel 2016 invece, abbiamo portato la candidatura della bici al Premio Nobel per la pace fino a Oslo. E quindi? Beh, mi mancava la terza Capitale. Ho pensato di fare questa traversata per unire un po’ l’Europa in modo simbolico, attraverso la bicicletta e quindi per raccontare anche la sostenibilità e la mobilità green, non soltanto in Italia, ma soprattutto rispetto a quello che già esiste negli altri Paesi europei». 

Paola ha attraversato i Paesi del Nord tra clima avverso e temperature rigide
Paola ha attraversato i Paesi del Nord tra clima avverso e temperature rigide

Il messaggio

L’Italia gode di un clima che si sposa con le due ruote, ma quello che manca è la volontà di cambiare e mettersi in gioco. Una fortuna che Paola ha più volte sottolineato.

«Il messaggio sicuramente più importante – spiega Gianotti – è quello di cercare di diffondere la cultura della bicicletta. Ovviamente va anche in parallelo con il discorso della sicurezza, perché se manca quella è difficile che le persone prendano la bicicletta per usarla. Quindi per me il tema centrale è quello di permettere alle persone di spostarsi in bicicletta in sicurezza sia all’interno delle città che fuori. Incentivare le persone ad usare la bici non soltanto per fare sport ma anche per muoversi. 

«Un mezzo green da utilizzare tutti i giorni. Per andare a lavorare o per andare a scuola e sicuramente visto che noi abbiamo un Paese dove le temperature sono molto più alte che nel resto d’Europa e dove piove molto poco e soprattutto a livello climatico è molto più facile pedalare. In Finlandia, dove per sei mesi all’anno sono sotto la neve, la pioggia e l’asfalto è coperto di ghiaccio non si fanno troppi problemi. Quindi secondo me abbiamo molte più occasioni di usarla. Però è necessario garantire la sicurezza».

L’incontro al Parlamento Europeo per la diretta radiofonica
L’incontro al Parlamento Europeo per la diretta radiofonica

Parlamento europeo

Parigi sta rivoluzionando l’assetto cittadino per diventare bike-friendly, esistono poi veri e propri “paradisi ciclabili” come Germania, Belgio e soprattutto Paesi Bassi, già famosi in tutto il mondo.

E l’Italia? «Abbiamo fatto – afferma Paola Gianotti – questa diretta radio dal Parlamento dove ho trovato che i singoli Paesi europei sono molto propensi a investire nel settore bike. Ognuno di essi sta facendo il suo per andare verso una direzione di maggiore mobilità sostenibile. Per esempio a Tallinn dal 2013 tutti i mezzi pubblici sono gratuiti. A Bruxelles c’è una ZTL molto ampia dove il costo per entrare con i mezzi è molto alto e soprattutto anche i parcheggi sono molto costosi.

«L’Italia è un disastro assoluto, siamo indietro su tutto. Adesso finalmente Bologna si è lanciata nel progetto 30 km/h e i cittadini stanno raccogliendo le firme per ripristinare la velocità oraria di prima, mentre in tutti i Paesi europei i 30 km/h sono la norma dal paesino piccolo alla città come Parigi. Noi siamo tra le maglie nere dei morti in strada, muore un ciclista ogni 35 ore e vengono anche uccisi due pedoni al giorno. Siamo in fondo alla classifica anche per l’utilizzo della bici. Per di più il nuovo Codice della strada non tutela assolutamente i ciclisti. Lo stesso metro e mezzo che io chiedo con la mia associazione da ormai 8 anni è stato messo in forma assolutamente inutile, perché vale solo sulle strade dove è possibile superare, quindi la legge non ha alcun senso. Tanti Comuni stanno facendo la loro parte, ma non c’è una direzione governativa che li guidi veramente».

Un messaggio da comunicare pedalando insieme
Un messaggio da comunicare pedalando insieme

Il viaggio

Alla base di Cycling No Borders, c’è il sogno di una ciclista che tramite le sue imprese vuole cambiare qualcosa nel suo Paese. «E’ vero – fa notare Gianotti – che ho fatto tanti viaggi, ma ognuno ha sempre il suo fascino. In quest’ultimo ero molto curiosa di conoscere le Repubbliche Baltiche, che non avevo mai fatto, e la Polonia. Quello che mi ha colpito di più in assoluto è sicuramente il fatto di non essermi mai sentita in pericolo sulla strada. Questo sicuramente era già successo negli altri viaggi in Europa, perché secondo me all’estero c’è un’attenzione diversa.

«La cosa che ho patito di più in questo viaggio è stato il ghiaccio. Infatti nel secondo giorno sono caduta. Però questo ancora di più mi ha fatto capire che se in quei Paesi dove veramente le temperature sono proibitive, le persone prendono lo stesso la bicicletta, vanno a correre sul ghiaccio, i bambini vanno a scuola in autonomia fin da piccoli, vuol dire che è possibile e che siamo noi indietro e vogliamo rimanere legati ad una mobilità autocentrica».

Al Nord nonostante le condizioni complicate le bici sono un mezzo molto popolare
Al Nord nonostante le condizioni complicate le bici sono un mezzo molto popolare

Insieme

Dopo anni di iniziative e battaglie guidate in sella alla propria bici in favore della sostenibilità, Paola con Cycling No Borders ne ha intrapresa una forse più ambiziosa ma che vuole mettere un punto una volta per tutte.

«Mi dedicherò sempre di più – conclude Gianotti – a questo tema. Quello che forse ho capito è il fatto che vorrei cercare di coinvolgere di più i singoli cittadini nel fare azioni rivolte a una maggiore ciclabilità, per rendere il nostro Paese più pedalabile. Sono passati 10 anni dal giro del mondo in bici e sono 10 anni che mi occupo di questi temi. Quello che ho capito è che la condivisione è il modo migliore per portare avanti le mie battaglie. Visto che siamo milioni di persone che usano la bici per far sport o per spostarci, la necessità è quella di unirci tutti insieme per cambiare l’Italia».

Un progetto ambizioso, però hai fatto il giro del mondo, quindi tutto è possibile per te (chiediamo infine a Paola, ndr)…«Forse è il contrario. E’ più facile pedalare 30.000 km battendo ogni record, piuttosto che cambiare questo Paese. Ma ce la faremo, tutti insieme».

Paola ringrazia il suo team Keep Brave, Nicodemo Valerio e Paolo Monzardo, e i partner che supportano le sue imprese: Alce Nero, Canyon, Castelli, Eicom, Elastic Interface, Fairtrade e Green Ride.

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