| 27 Aprile 2024

Alta Via dei Monti Liguri: in cresta tra mare e cielo

Da Ventimiglia a Ceprana (o il contrario): 440 chilometri sul filo di quelle montagne che magicamente passano dall’essere Alpi e poi Appennini: è l’Alta Via dei Monti Liguri. Un percorso dal pregio storico paesaggistico troppo spesso scarsamente considerato (in apertura foto Nicola Demonte).

Un tempo si credeva che le Alte Vie fossero una prerogativa delle Alpi e per di più soltanto di alcuni settori delle Alpi, come quelli dolomitici. In realtà i cammini in quota sono tanto numerosi quanto celati. Una volta erano le vie di comunicazione di pastori, viandanti e contrabbandieri, col tempo sono divenute tracce turistiche. Adesso invece i sentieri, specie quelli Liguri come abbiamo visto per Finale, sono anche il regno dei ciclisti.

AV, il simbolo dell’Alta Via (foto Nicola Demonte)
AV, il simbolo dell’Alta Via (foto Nicola Demonte)

A prova di bici

Tracce turistiche che negli anni, con il supporto di enti locali e associazioni come Alta Via Info H24 in questo caso, sono diventate fruibili anche in bici. E ancora va fatta una distinzione, prima erano percorsi per sole mtb adesso tra il miglioramento dei sentieri e dei mezzi sono percorribili anche in gravel. E l’Alta Via dei Monti Liguri ne è un valido esempio.

La traccia per bici è stata ufficializzata un paio di stagioni prima del Covid, ma si faceva già da tempo. Per certi aspetti è ancora piuttosto “vergine” e questo non fa altro che aumentarne il fascino. E anche qualche chilometro. Le deviazioni per le bici portano il tracciato dell’Alta Via dei Monti Liguri a superare i 500 chilometri, almeno che non si sia disposti a fare un po’ di portage, cioè a mettersi la bici in spalla.

L’Alta Via dei Monti Liguri è tutelata e riconosciuta persino da una legge, la legge regionale 25 del gennaio 1993, e dal Ministero della Cultura. E’ ufficialmente suddivisa in 44 tappe, pensate però per chi si muoveva a piedi e poteva percorrere frazioni più brevi. La media infatti è di 10 chilometri a tappa. In bici invece si può ricoprire anche in 5-7 tappe se si è davvero allenati o in 8-10 per chi se la vuol prendere con un po’ più di “comodità”, diciamo con meno fretta. Il che, visti i panorami, è anche la cosa migliore!

Per un non si sa che di naturale, vi raccontiamo l’Alta Via da Ovest verso Est, come gli Alisei, quindi da Ventimiglia a Ceprana. Prima le Alpi, poi gli Appennini.

Una bozza della traccia dell’Alta Via dei Monti Liguri
Una bozza della traccia dell’Alta Via dei Monti Liguri

Dalle Alpi…

Partendo, come detto, da Ventimiglia, la prima frazione è forse la più dura dell’intero tracciato. Se non altro lo è dal punto di vista del dislivello. Si parte dalla quota del mare e si raggiunge il Monte Saccarello (2.201 metri), la vetta più elevata della Liguria, nonché spartiacque con il Piemonte verso Nord e con la Francia verso Ovest.

Da qui in poi, la linea di cresta o appunto dello spartiacque costituirà la direttrice presso cui muoversi. Ovviamente non per filo e per segno (significherebbe pedalare su rocce e spuntoni in alcuni casi!), ma resta una direttrice fondamentale. Ed è quella che delinea la bellezza dell’intera Alta Via. 

Tutto sommato, infatti, si resta in quota. Si sale e si scende, ma non si torna più al livello del mare, anche per questo la prima frazione è la più dura. E da lassù si possono scorgere panorami pressoché infiniti: a destra sul Mar Ligure, che in alcuni giorni puliti regala scorci persino sull’Elba e la Corsica, e a sinistra verso le alcune cime alpine. Si vede il Monviso, quando non si è nascosti da altre vette. E anche il Monte Rosa.

Sulla Bocchetta di Altare (Sv) una targa suggella il passaggio tra Alpi e Appennini
Sulla Bocchetta di Altare (Sv) una targa suggella il passaggio tra Alpi e Appennini

Agli Appennini

Dopo un terzo di viaggio, circa, si scende al Colle di Cadibona, meglio noto come Bocchetta di Altare, uno dei valichi che sega la Liguria da Sud a Nord e collega la Riviera con la Pianura Padana. Questo è il punto dove terminano le Alpi e iniziano gli Appennini. E lo è proprio per la sua bassa quota. Questo valico è almeno un centinaio di metri più basso degli altri simili che si sviluppano in direzione Nord-Sud.

Questa centrale è la porzione di tracciato le cui quote sono più basse. Si resta infatti quasi sempre al di sotto dei 1.000 metri, in un saliscendi leggermente più dolce che nelle prime (e successive) porzioni. Anche le cime tendono ad esser leggermente più tondeggianti. Attenzione però, è anche la parte più frastagliata se vogliamo. Le cime e le valli si susseguono ed è un continuo saliscendi.

Una foto che spiega molto bene come si alternino tratti di alta montagna e bosco, con quelli stradali (foto Michael Tersi)
Una foto che spiega molto bene come si alternino tratti di alta montagna e bosco, con quelli stradali (foto Michael Tersi)

Dal Bocco a Ceprana

Noi abbiamo suddiviso l’Alta Via dei Monti Liguri in tre grandi porzioni, ma va da sé che al loro interno ci sono tante altre suddivisioni. Tuttavia è impossibile stabilire tappe precise, perché in un itinerario così lungo tutto dipende dalla propria andatura, da quanto si può o si vuole andare veloci. C’è chi percorre 50 chilometri in un giorno e chi oltre 100.

Il Monte Aiona e la conseguente discesa sul Passo del Bocco ci introducono nell’ultima porzione di viaggio. Siamo in odore di Appennino Emiliano. Qui inizia a vedersi con più insistenza il faggio, ma domina ancora il castagno, mentre nei primi chilometri c’erano i pini.

Tanti i borghi inanellati. Sono borghi ricchi di storia e anche per questo l’Alta Via dei Monti Liguri è inserita anche tra le mete del Ministero della Cultura
Tanti i borghi inanellati. Sono borghi ricchi di storia e anche per questo l’Alta Via dei Monti Liguri è inserita anche tra le mete del Ministero della Cultura

E per dormire?

L’Alta Via dei Monti Liguri propone per la maggior parte un percorso sterrato pedalabile, ma non mancano né i tratti in asfalto, né al contrario i single track. Si intersecano borghi, bed and breakfast e rifugi ed è proprio qui che si può dormire, nel caso si voglia percorrere la traccia tutta di seguito.

Per l’ospitalità, il miglior referente, anzi quello ufficiale, è l’Associazione Ospitalità Alta Via dei Monti Liguri. Loro, oltre all’ospitalità, sapranno darvi ogni consiglio adeguato, magari anche per posizionare la tenda visto che ogni aera del tracciato permette il campeggio libero.

L’autunno è forse la stagione migliore per scorpire l’Alta Via (foto Instagram)
L’autunno è forse la stagione migliore per scorpire l’Alta Via (foto Instagram)

Qualche consiglio

C’è però una terza modalità molto interessante. Non è detto che questa pista si debba fare per forza tutta insieme. Magari si può suddividere in week-end, così da non affaticarsi troppo, né stare lontani da casa a lungo. E una soluzione potrebbe essere quella treno. “Parallelamente” all’Alta Via scorre la ferrovia. E’ facile quindi riprendere il percorso laddove lo si era lasciato. 

Abbandonato il treno si hanno diverse opzioni per riportarsi nel punto dove si era arrivati. Si può coprire il dislivello dalla costa al monte direttamente in bici oppure ci si può avvicinare con i mezzi di trasporto pubblici, caricando la bici sull’autobus. Ma l’Associazione Ospitalità Alta Via dei Monti Liguri mette a disposizione anche un servizio di trasporto.

Ultimi due consigli preziosi: stando in montagna non è facile reperire l’acqua. Si devono avere sempre scorte in abbondanza. I periodi migliori? La primavera e l’autunno. L’inverno e ancora di più l’estate sono da sconsigliare, visto che pedalando sul crinale Sud le temperature potrebbero essere davvero alte.

Per informazioni:
Alta Via Info H24

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