Il bike park di Breuil Cervinia, vero ricovero contro il caldoIl bike park di Breuil Cervinia, vero ricovero contro il caldo

| 26 Luglio 2026

Il bike park di Breuil Cervinia, vero ricovero contro il caldo

Più volte è capitato, su queste pagine, di accennare al Bike Park di Breuil Cervinia, ma non c’era stata mai l’opportunità di approfondire l’argomento. Eppure parliamo di uno dei siti più famosi del genere e possiamo anche dire fra i più iconici, adagiato com’è a ridosso del Cervino. Ma parlando con il suo responsabile Daniele Herin si scoprono anche tanti altri segreti e caratteristiche di un territorio affascinante che richiama ogni anno migliaia di turisti pur essendo il periodo di apertura piuttosto compresso, nei mesi di primavera ed estate.

«L’idea del bike park nasce nel lontano 2004 – racconta Herin – con la MaxiAvalanche, la prima competizione transfrontaliera di enduro, a suo tempo free ride nata in Francia vent’anni prima. In Italia ha visto ben 20 edizioni fino all’ultimissima che è del 2023. Da lì poi si è pensato, seguendo l’esempio francese, di strutturare la stazione anche per un turismo di tipo estivo legato alla bike».

Daniele Herin, 57 anni, responsabile operativo delle funivie del Cervino e storico organizzatore della Maxiavalanche
Daniele Herin, 57 anni, responsabile operativo delle funivie di Cervinia e storico organizzatore della Maxiavalanche
Daniele Herin, 57 anni, responsabile operativo delle funivie del Cervino e storico organizzatore della Maxiavalanche
Daniele Herin, 57 anni, responsabile operativo delle funivie di Cervinia e storico organizzatore della Maxiavalanche
L’evoluzione del bike park è stata repentina?

Più che altro costante. Abbiamo iniziato con i primi trail natural, chiedendo le naturali autorizzazioni ai tanti proprietari del posto per il passaggio, come avviene un po’ in tutte le strutture simili. Abbiamo iniziato a svolgere questa attività un po’ in sordina fino a arrivare 6-7 anni fa a effettuare a tutti gli effetti il salto di qualità realizzando i trail e anche lavorandoli e ospitando anche qualche competizione importante.

Com’è strutturato attualmente?

In questo momento i trail sono numerosi, alcuni anche di pregio come il “Rock and Wood” che è un trail in buona parte lavorato con passerelle in legno e passa in un ambiente roccioso lunare molto spettacolare, forse il più bello e spettacolare, di circa 11 chilometri, oppure il trail 12 che parte dalla quota di 2.900 metri per arrivare a Cervinia a 2.050 metri, ma ci sono altre derivazioni di altri trail e si può arrivare fino in prossimità del Lago Blu. E’ un po’ il simbolo della località, un trail di oltre 5 chilometri.

Il caratteristico passaggio su ponte del trail Bike and Wood (foto Falck)
Il caratteristico passaggio su ponte del trail Bike and Wood, uno dei più amati a Cervinia (foto Falck)
Il caratteristico passaggio su ponte del trail Bike and Wood (foto Falck)
Il caratteristico passaggio su ponte del trail Bike and Wood, uno dei più amati a Cervinia (foto Falck)
Necessitano di molte cure?

Dipende. Sono tutti percorsi molto naturali, non estremamente lavorati, tranne quelli più bassi che scendono a Cervinia. Hanno sponde, salti e appoggi, li utilizziamo anche per competizioni, anche per bambini. Diciamo molta meno natura e un po’ più semplici e in parte con dei passaggi in chicken line per tutti.

Il bike park su quanto territorio si distribuisce?

Lo spazio è piuttosto vasto perché la località è ampia. In questo momento non possiamo salire a quota 3.500 metri per uno dei trail più amati, quello che scende dal ghiacciaio fino a valle, a 2.050 metri, con circa 2-3 chilometri su neve e ghiaccio, che è una cosa che fa la differenza. Il problema, relativo, è che ci sono degli interventi che stiamo realizzando su alcuni passaggi. La zona è tutta sfruttata in larghezza, sono tutti trail molto naturali. Questa è una scelta che Cervinia ha portato avanti sempre, perché i turisti, soprattutto del Nord Europa, amano molto di più il natural, i passaggi in single track, piuttosto che ostacoli spettacolari, velocità vertiginose, ma tutto un po’ artefatto.

Tantissimi i percorsi ospitati a Cervinia e teatro di uscite e allenamenti anche da parte dei campioni di MTB (foto Lupato)
Tantissimi i percorsi ospitati a Cervinia e teatro di uscite e allenamenti anche da parte dei campioni di MTB (foto Lupato)
Tantissimi i percorsi ospitati a Cervinia e teatro di uscite e allenamenti anche da parte dei campioni di MTB (foto Lupato)
Tantissimi i percorsi ospitati a Cervinia e teatro di uscite e allenamenti anche da parte dei campioni di MTB (foto Lupato)
Dovendo identificare un po’ il prototipo del vostro cliente, è più orientato verso l’escursionismo o verso il freeride?

Cicloescursionismo sicuramente, perché il luogo offre degli scenari spettacolari con la vista sul Cervino e sui ghiacciai. Devo dire che con l’avvento delle biciclette enduro assistite, si è aperto un mondo ampissimo, la possibilità di sfruttare gli impianti di risalita che sono ben tre e portano fino a 2.900 metri e poi con l’E-bike riuscire ad arrivare tranquillamente a 3.200 metri e andare a prendere dei sentieri o dei single track unici. Magari ai piedi di un ghiacciaio piuttosto che in una vallata unica e soleggiata.

Da dove vengono i vostri clienti?

Noi siamo al 70 per cento dall’estero e durante l’estate il nostro mercato sta evolvendo in maniera importante, nel senso che fino a qualche anno fa erano più italiani ma ora, con l’arrivo di molte strutture internazionali, svedesi e olandesi in primis, sta arrivando anche il turismo internazionale in cui si stanno affacciando molti stranieri che sono amanti di discipline un po’ adrenaliniche e a noi fa piacere poter offrire anche questo genere di prodotto.

Il percorso dal ghiacciaio del Cervino è attualmente chiuso per lavori logistici (foto Milner)
Il percorso dal ghiacciaio del Cervino è attualmente chiuso per lavori logistici (foto Milner)
Il percorso dal ghiacciaio del Cervino è attualmente chiuso per lavori logistici (foto Milner)
Il percorso dal ghiacciaio del Cervino è attualmente chiuso per lavori logistici (foto Milner)
Voi siete aperti soprattutto d’estate: il caldo così forte in questo periodo e soprattutto in crescita negli ultimi anni, vi favorisce?

Chiaramente sì. Faccio un esempio: stamattina io sono salito al lavoro alle 7 del mattino, la temperatura era di 13° e questo è tutto dire. Qui la frescura aiuta anche solo per una passeggiata in bicicletta nella natura, un picnic a bordo dei numerosi laghi alpini, è un piacere rigenerante e corroborante.

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