Non sono così tante le manifestazioni di MTB che arrivano alla 23esima edizione come, il prossimo 7 giugno, farà la Marathon degli Stazzi. Capace di oltrepassare anche gli ostacoli di un movimento che si evolve e che non vede più l’agonismo alla stessa maniera.
Ma forse è proprio questo il segreto che ha portato la creatura dell’MTB Scanno a progredire anno dopo anno: non rivolgersi solo o tanto agli agonisti, ma fare della gara un semplice pretesto di promozione del territorio.


Uno spot per le montagne abruzzesi
Sicuramente questo ha portato lo stesso borgo a fare della Marathon un evento proprio, tradizionale, radicato nel tran tran annuale al pari della classica sagra o della festa del patrono. La stessa amministrazione comunale ha spinto fortemente anche sulla Marathon come richiamo per chi viene, per mostrare la città al suo meglio e accoglierlo successivamente al di fuori del contesto sportivo.
«La competizione ha valorizzato tutta quanta la nostra sentieristica, il nostro paesaggio, le montagne – afferma il sindaco di Scanno Giovanni Mastrogiovanni – e quindi sicuramente ha avuto un ricasco perché molti biker poi tornano per fare durante l’anno il percorso della Marathon e questo l’ho potuto constatare direttamente».


Qual è il rapporto del vostro territorio con la bici?
Sicuramente è un rapporto connaturato, perché noi abbiamo tanti biker in città, una percentuale altissima in rapporto al numero di cittadini e questo grazie proprio all’associazione che allestisce la manifestazione del 7 giugno, perché Scanno la sente come una propria creatura, allestita con amore da chi la MTB la vive profondamente. Ma il dato che mi preme sottolineare è che noto che molti giovani del luogo iniziano ad andare in bici.
Andando al di là del discorso Marathon, la bici è presente nella quotidianità?
Per quanto lo possa essere in un borgo di montagna. La bici nel nostro caso è più un mezzo di svago e/o di sport che un mezzo di spostamento vero e proprio perché non abbiamo strade del paese che consentono con facilità di poter andare in bici. Scanno è un paese arroccato sulla montagna, ma sulla sentieristica c’è tanta attività e quindi Scanno diventa un richiamo cicloturistico. L’anno scorso abbiamo iniziato anche una pianificazione di marketing per tutta la sentieristica, promuovendo il turismo verde, sostenibile che evidentemente si collega anche alle due ruote.


Che cosa offre Scanno?
Ma io parlerei non solo di Scanno, ma proprio di tutto il territorio. Che offre innanzitutto un paesaggio straordinario. Tra l’altro stiamo intervenendo anche per la messa a sistema di alcune piste ciclabili che collegano il lago al paese. E stiamo sviluppando una prosecuzione dei percorsi inquadrati nel Parco Nazionale, quindi c’è tutto un comprensorio che si presta e che dà la possibilità anche ai frequentatori di potersi muovere fino ad arrivare a Pescasseroli, al cuore del Parco d’Abruzzo.
Qual è l’offerta per quello che riguarda i servizi come noleggio bici, logistica e quant’altro?
Nel borgo c’è un buon servizio di noleggio bici, ma non è solo questo proprio perché puntiamo molto all’accoglienza e quindi è possibile trovare anche guide che possano portare verso i punti più caratteristici del comprensorio, il lago in primis. Devo dire che la richiesta si sta stabilizzando e io spero che ci sia anche un’evoluzione e soprattutto che si allarghi l’offerta anche dal punto di vista logistico con nuove strutture che guardino con sempre maggiore attenzione proprio al mercato cicloturistico. E mi riferisco in particolare ad agriturismi, bed and breakfast considerando comunque che abbiamo un’offerta abbastanza variegata proprio perché il turismo per noi è sempre stato primario.


E da chi arriva la richiesta, solo dall’Abruzzo e le regioni limitrofe o anche da più lontano?
A dir la verità, iniziano ad esserci anche molti frequentatori stranieri. Da quello che mi riferiscono all’azienda di soggiorno, all’ufficio IAT, che chiaramente intercetta tutte quante le presenze, vedo che arrivano sempre più appassionati stranieri, soprattutto amanti della mountain bike. E’ comunque ancora il lato romano quello che viene assorbito maggiormente.
Chi viene da voi che cosa trova come attrattiva culturale?
Questa è il nostro punto di forza. Scanno è rinomato come il paese dei fotografi, abbiamo avuto tanti scatti importanti da Cartier Bresson, Giacomelli, abbiamo una grande identità tradizionale e culturale anche attraverso l’abito tradizionale di Scanno con tanti turisti che ci chiedono foto con donne del luogo vestite nella maniera tradizionale. E’ stato un po’ l’effetto caratterizzante del nostro borgo. Noi durante l’estate promuoviamo tante iniziative culturali che coinvolgono anche la gastronomia, in particolare attraverso i nostri prodotti caseari rinomati anche al di fuori dei confini italiani.


Quant’è la fetta del cicloturismo nel quadro generale?
Importante e in crescita. Questo ci impone comunque di fare anche degli investimenti ulteriori, quindi creare maggiori servizi per i biker, punti officina, punti lavaggio, per offrire un’accoglienza sempre più qualificata. La Marathon è il richiamo ma dura un giorno, Scanno è un richiamo che dura un anno intero.







