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| 17 Gennaio 2026

Le novità dell’Abruzzo Gravel: trail componibile ed anche per stradisti

Dal cuore dell’Appennino abruzzese, tra massicci montuosi, strade secondarie e sterrati che sembrano fatti apposta per essere esplorati in sella a una gravel, torna Abruzzo Gravel, pronto a vivere la terza edizione dal 29 maggio al 2 giugno, con Popoli Terme come nuovo fulcro dell’evento. Un cambio di passo deciso, che racconta la maturazione di un progetto nato dal basso e cresciuto grazie alla comunità di ciclisti che, anno dopo anno, lo ha attraversato.

«Abruzzo Gravel è nato durante il periodo del Covid – racconta Riccardo Magrini, uno degli organizzatori – come un’idea per far conoscere l’Abruzzo più interno attraverso il bikepacking unsupported». Un’intuizione condivisa con Mario Paladino, ideatore e presidente dell’associazione, che fin dall’inizio ha voluto puntare sull’autonomia dei partecipanti, senza cronometri né classifiche. «Non volevamo una gara – prosegue Magrini – ma un’esperienza libera, in cui ognuno potesse costruirsi il proprio viaggio».

I “petali” da combinare

Proprio questa filosofia è alla base della rivoluzione del format 2026. Addio ai classici percorsi corto, medio e lungo: quest’anno Abruzzo Gravel introduce il concetto dei “petali”, ovvero due tracce di circa 175 chilometri ciascuna, entrambe con partenza e arrivo nello stesso punto. «Abbiamo lasciato completa libertà – sottolinea l’organizzatore – sono i partecipanti a decidere come combinare i “petali” e a costruire il loro itinerario personale».

Il cuore pulsante dell’evento sarà l’hub di Popoli Terme (Pescara), curato dalla Bike for fun di Andrea Di Pasquale (che avevamo conosciuto in occasione del viaggio sulle Ciclovie della Transumanza). Sarà un vero e proprio villaggio aperto 24 ore su 24, dove rientrare dopo ogni tappa.

«Volevamo creare un luogo vissuto – aggiunge Magrini – un punto di ritrovo dove mangiare, riposare, fare una doccia, ascoltare musica la sera e ripartire il giorno dopo senza stress». Una scelta che supera i limiti delle edizioni precedenti, quando la partenza dalla costa rendeva dispersiva l’esperienza collettiva.

Accanto ai due “petali” citati, Abruzzo Gravel mantiene anche un percorso da oltre 300 chilometri, pensato per chi cerca una sfida più impegnativa.

«Ce lo hanno chiesto in molti – ricorda Magrini – e abbiamo deciso di tenerlo, perché rappresenta l’anima più avventurosa del progetto». Tutti i tracciati gravel e mountain bike si sviluppano prevalentemente su sterrato, strade secondarie e ambienti montani, tra Maiella, Gran Sasso, l’area di Rocca Calascio e Campo Imperatore, Sulmona e la Costa dei Trabocchi. «Non ci sono tratti tecnici estremi – precisa – ma è comunque un Abruzzo vero, da pedalare con rispetto e preparazione».

Altra novità: arrivano gli stradisti

Un’altra grande novità del 2026 è l’apertura anche alla bicicletta da strada, ovviamente su delle tracce apposite, ma con la stessa filosofia dei “petali” offroad per gravel e mountain bike. In questo caso i chilometraggi variano (150, 180 e 330), ma la logica resta invariata: libertà totale e gestione autonoma dei tempi.

Sul fronte dell’accoglienza, Abruzzo Gravel resta fedele allo spirito unsupported, pur offrendo alcuni riferimenti. «Sulla 300 chilometri stiamo lavorando a checkpoint convenzionati – racconta – mentre sugli altri percorsi ognuno si organizza in base al proprio ritmo». Un approccio che rispecchia l’anima bikepacking dell’evento.

Ulteriori tracce sempre disponibili

Abruzzo Gravel non è solo un evento, ma anche una piattaforma di condivisione. «Nel tempo, abbiamo mappato decine di percorsi per provincia – ricorda Magrini – chiunque può scaricarli e usarli tutto l’anno». Un patrimonio che va oltre i quattro giorni ufficiali e che consolida Abruzzo Gravel come progetto territoriale.

«Più che una gara, è un raduno – conclude – un’occasione per tornare a pedalare insieme, scambiarsi esperienze e vivere l’Abruzzo in modo autentico». Dal 29 maggio al 2 giugno, Popoli Terme diventerà così una porta aperta sull’Appennino, pronta ad accogliere gravelisti, stradisti e viaggiatori a pedali in cerca di strade bianche, silenzi e libertà.

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