| 17 Marzo 2024

Alla scoperta dei Sibillini: un anello, mille paesaggi

«Penna San Giovanni, Sant’Angelo in Ponzano… A me piace sempre sempre più Ripatransone. Per vedere i panorami devi salire in collina. Per me quelli sono posti ideali, così come Sarnano. Tra i Sibillini è il borgo con più vitalità». I panorami sono quelli delle Marche, le parole di Andrea Tonti.

Le Marche propongono tantissimi scenari per pedalare. Si va dai Muri Fermani, resi celebri dalla Tirreno-Adriatico, alle bellezze del Conero. Dal Montefeltro ai Sibillini. Quindi mare, colline, borghi, montagne… Andrea Tonti, ex ciclista professionista, è oggi a capo di un attivissimo tour operator, Bike Division: è lui il nostro “Cicerone”.

Tirreno Adriatico 2023: si arriva a Sassotetto, sullo sfondo la maestosità dei Monti Sibillini ancora innevati (foto Sprint Cycling Agency)
Tirreno Adriatico 2023: si arriva a Sassotetto, sullo sfondo la maestosità dei Monti Sibillini ancora innevati (foto Sprint Cycling Agency)

Sui Sibillini

Andrea è un ambasciatore del ciclismo marchigiano e proprio a lui abbiamo chiesto di “portarci” alla scoperta di uno dei percorsi più belli in assoluti delle Marche, l’anello dei Sibillini o Grande Via del Parco dei Sibillini, così si chiama la versione stradale del GAS, Grande Anello dei Sibillini.

Il GAS è un must per gli escursionisti. E’ il Parco Nazionale dei Monti Sibillini (con il Cai) ad averlo tracciato. C’è poi la sua variante in Mtb, super affascinante anch’essa. E infine quella su strada: 145 chilometri e circa 3.500 metri di dislivello: con salite come Sassotetto, Forca di Gualdo, Forca di Presta a fare la “voce grossa”, da nord a sud, passando per il lato occidentale. Mentre il versante orientale, dalla base di Forca di Presta a Sarnano, è un susseguirsi di colline. Ora più ripide, ora più dolci.

Tuttavia, con delle varianti che abbracciano l’intero territorio del Parco, si può arrivare anche a 185 chilometri e quasi 6.000 metri di dislivello. Noi abbiamo optato per la versione più “montagnosa”, quella che fa perno al Vettore.

«Quella dei Sibillini – dice Tonti – è un’area ancora non molto conosciuta ciclisticamente parlando, se non per qualche bella tappa della Tirreno-Adriatico, che negli ultimi anni è arrivata a Sassotetto. L’anello nel suo insieme è molto impegnativo. Le salite sono lunghe anche più di 10-12 chilometri e hanno pendenze medie attorno al 7-8 per cento. Quindi non sono salite banali.

«Non solo, ma spesso per andare a prenderle e inserirsi nell’anello dei Sibillini, ci sono parecchi chilometri di colline. Serve dunque una buona gamba. Però i paesaggi meritano».

Montagna vera

Da qui passiamo appunto a ciò che le strade della Grande Via propongono agli occhi dei cicloviaggiatori.

«Paesaggi di alta montagna – prosegue Tonti – tra queste la più importante è quella del Monte Vettore. C’è poi il balcone della Sibilla e il Priora, da dove si possono scorgere anche i canyon e le vallate sottostanti».

Il Vettore tocca i 2.476 metri di quota ed è la cima dei Sibillini, questo gruppo montuoso dell’Appennino Centrale. Sono una sorta di ponte fra le montagne del Montefeltro a Nord e dei Monti Reatini a Sud.

«Un aspetto che mi affascina di queste terre è che le abitazioni sono poche. Non ci sono industrie o grandi hotel, di conseguenza c’è poco traffico. Si tratta soprattutto di strade comunali e provinciali: per chi va in bicicletta quella dei Sibillini è un’area ottima per pedalare. Vedi questi paesini che vivono come una volta: agricoltura, bestiame, orti, micro aziende di artigianato. Non è raro incontrare la massaia che esce col grembiule per andare a fare la spesa, per dire.

«Io stesso ricordo che quando ero corridore e mi fermavo al bar per un caffè la gente non mi mandava più via. I vecchietti soprattutto iniziavano a spolverare i loro ricordi da ciclista in bianco e nero».

La veduta della Piana di Castelluccio di Norcia (porzione umbra del percorso) con il Vettore sullo sfondo, coperto dalle nuvole (foto bici.STYLE)
La veduta della Piana di Castelluccio di Norcia (porzione umbra del percorso) con il Vettore sullo sfondo, coperto dalle nuvole (foto bici.STYLE)

Effetto wow

Lo stacco tra mare e montagna è esaltato dalle ampie vedute. Tonti parla di orizzonti ampi che nelle giornate più pulite regalano la vista sull’Adriatico e sui paesini più in basso.

«Magari in periodi come quello attuale, in alto c’è la neve e sotto vedi le valli assolate. Non mancano poi monasteri, borghi medievali, ognuno col suo centro storico e le sue mura di cinta. Ed è questa varietà di panorami che puoi osservare che rende unico il territorio marchigiano. Un territorio che ti dà quell’effetto wow!».

L’anello dei Sibillini si può fare in giornata, ma volendosela prendere più comoda e staccare dalla frenesia, si può dividere l’avventura in due o addirittura tre tappe. Per convenzione si parte da Visso e o da Sarnano, quest’ultimo proprio alla base di Sassotetto. Lungo il percorso non mancano country house e agriturismi (qui molte proposte ricettive).

«Se è vero che da una parte in certi paesini c’è stato uno spopolamento – conclude Tonti – e che il sisma del 2016 non li ha aiutati, è anche vero che vi ha trovato posto chi è alla ricerca di nuove opportunità lavorative o ha certe visioni imprenditoriali. Quindi ecco le case vacanza o altre strutture ricettive, spesso gestite interamente da stranieri che magari sono venuti in vacanza, si sono innamorati del posto e sono rimasti».

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