Negli ultimi anni il mondo dei cammini ha vissuto una crescita costante, diventando uno dei fenomeni più interessanti del turismo lento in Italia. Dalla Via Francigena al Cammino di San Benedetto, fino ai percorsi più recenti che attraversano borghi e territori meno conosciuti, migliaia di persone scelgono ogni anno di mettersi in cammino per riscoprire il paesaggio con la cadenza più giusta. Ma sempre più spesso questi itinerari non sono percorsi solo a piedi: la bicicletta sta entrando a pieno titolo nel mondo dei cammini, aprendo nuove prospettive per il cicloturismo.
Un tema che sarà al centro anche della prossima edizione di “Fa’ la Cosa Giusta!” (foto in apertura), la grande fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili in programma a Rho (Milano) da dopodomani fino a domenica, dove tra i protagonisti ci sarà anche lo scrittore e cicloviaggiatore Simone Frignani, autore – tra le altre cose – proprio della guida del Cammino di San Benedetto.


La Fiera dei Grandi Cammini
Arrivata alla ventiduesima edizione, Fa’ la Cosa Giusta! (qui il programma culturale) è da anni il principale appuntamento italiano dedicato alla sostenibilità in tutte le sue forme: ambientale, sociale ed economica. «E’ la fiera di riferimento per il vivere sostenibile – spiega Frignani – cioè un modo di vivere rispettoso dell’ambiente, delle persone e delle comunità».
All’interno della manifestazione trova spazio anche la Fiera dei Grandi Cammini, una vera e propria “fiera nella fiera” che occupa un intero padiglione e che negli anni è diventata il punto di riferimento per chi ama viaggiare lentamente.
L’idea alla base di questo spazio è semplice: raccontare e promuovere il viaggio a piedi – o su due ruote – come esperienza sostenibile e autentica. Non è un caso che l’editore Terre di Mezzo, organizzatore dell’evento, sia da tempo uno dei protagonisti editoriali nel settore delle guide dedicate ai cammini. «I cammini sono un modo di viaggiare sostenibile – spiega Frignani – perché se vai a piedi o in bicicletta non inquini e allo stesso tempo entri in contatto con le realtà locali».




L’exploit dopo il Covid
In Italia il fenomeno dei cammini moderni ha iniziato a prendere forma soprattutto dopo il Giubileo del 2000, quando la Via Francigena è stata rilanciata e riscoperta da migliaia di pellegrini e viaggiatori. «Da allora il numero di itinerari è cresciuto – racconta Frignani – e dopo il Covid c’è stata una vera impennata».
Dietro questo successo ci sono motivazioni diverse, spesso personali ed intime. Per molti il cammino rappresenta una pausa dalla frenesia quotidiana, una sorta di ritorno a una dimensione più lenta e riflessiva del viaggio. «Il cammino è un momento in cui ti prendi una pausa dalla vita quotidiana – spiega – un po’ come quando si esce in bici, anche solo per un’ora, per staccare la testa».


Evoluzione del turismo lento
Ed è proprio qui che il mondo dei cammini incontra sempre più spesso quello della bicicletta. Se in passato questi itinerari erano pensati quasi esclusivamente per chi cammina, oggi molti percorsi si stanno aprendo anche ai cicloviaggiatori. Non si tratta di una trasformazione casuale, ma di un’evoluzione naturale del turismo lento. «Negli ultimi anni anche i cammini si stanno aprendo al cicloviaggio – racconta Frignani – e io stesso ho spinto molto in questa direzione».
Il cambiamento è visibile anche nel catalogo di Terre di Mezzo, che accanto alle tradizionali guide dedicate ai cammini ha iniziato a pubblicare volumi specifici per chi viaggia in bicicletta. Tra i primi titoli c’è stato proprio uno dei libri di Frignani, dedicato alla Rotta a Nord-Est, itinerario cicloturistico da Trento a Trieste. «E’ stata la prima guida ciclistica della collana – ricorda – e da lì sono arrivate anche altre pubblicazioni dedicate ai cicloviaggi».


Consigli per il primo viaggio in bici
Questa contaminazione tra cammino e bicicletta sarà uno dei temi che emergeranno anche durante gli incontri di Fa’ la Cosa Giusta! Domenica 15 marzo, Frignani ci ha invitato ad essere tra i relatori di un appuntamento dedicato proprio al cicloviaggio, un momento pensato per chi vuole avvicinarsi a questo modo di viaggiare senza necessariamente essere un atleta o un esperto bikepacker. L’idea è quella di raccontare il viaggio in bici come esperienza accessibile a tutti.
Dalla preparazione del viaggio all’attrezzatura, dalla gestione degli inconvenienti ai piccoli trucchi per affrontare le prime avventure su due ruote proveremo insieme ad instillare un po’ di curiosità in chi ci ascolterà. «Le persone fanno molte domande – conclude Frignani – su come prepararsi, sull’attrezzatura o su come gestire i bagagli. Questo dimostra che l’interesse è forte».
In fondo il passaggio dal cammino al cicloviaggio è più naturale di quanto si pensi. Entrambi condividono la stessa filosofia: viaggiare lentamente, attraversare i territori senza fretta, entrare in contatto con le persone e con i luoghi. Che sia a piedi o in bicicletta, il principio resta lo stesso: lasciare spazio all’esperienza del viaggio.







