Appennino Bike TourAppennino Bike Tour

| 14 Aprile 2026

In arrivo il passaporto digitale dell’Appennino Bike Tour

L’Appennino Bike Tour continua a crescere e a strutturarsi come uno dei progetti più ambiziosi del cicloturismo italiano. Non solo per i suoi oltre 3.000 chilometri lungo la dorsale che collega la Liguria alla Sicilia, ma anche per la capacità di evolversi anno dopo anno, introducendo strumenti sempre più utili per chi viaggia in bicicletta.

Le novità presentate alla Fiera del Cicloturismo di Padova raccontano proprio questa direzione: da una parte il completamento della segnaletica, dall’altra l’arrivo del passaporto digitale.

Pronta la segnaletica sud-nord

La prima grande novità riguarda infatti la tracciatura completa anche nel senso Sud-Nord. Un tassello fondamentale per rendere la ciclovia sempre più leggibile e fruibile in entrambe le direzioni come ci ha raccontato in Fiera Enrico Della Torre, direttore generale di ViviAppennino e figura chiave dell’Appennino Bike Tour: «Abbiamo ultimato ora l’installazione della segnaletica Sud-Nord e altri circa 1.700 impianti installati da Palermo a Savona. Stiamo lavorando all’inaugurazione ufficiale, prevista per la primavera 2027, ma fisicamente i ciclisti la trovano già adesso lungo tutto il percorso». 

Un passaggio importante, che completa il lavoro già fatto negli anni precedenti con la direttrice opposta. «E’ una cosa ormai concreta – ha aggiunto – chi parte quest’estate può già contare su una ciclovia segnalata in entrambe le direzioni. L’inaugurazione sarà più che altro un momento istituzionale, ma di fatto la ciclovia è già pronta».

Un’infrastruttura che continua a essere anche un racconto collettivo, come dimostra il festival estivo (foto in apertura) che attraverserà tutta la dorsale. «Dal 19 giugno al 19 luglio partiremo da Genova per arrivare a Roccafiorita, il comune più piccolo della Sicilia – ha detto Della Torre – con l’ABT Festival: 14 tappe, 14 appuntamenti, una regione dopo l’altra. E’ un modo per tenere insieme tutto l’Appennino, non solo come tracciato ma come sistema».

I Qr code per il passaporto

Ma la vera svolta del 2026 è un’altra, ed è quella che punta a cambiare radicalmente l’esperienza di viaggio: il passaporto digitale dell’Appennino Bike Tour, attivo dal prossimo mese di maggio.

«E’ una novità che nasce per risolvere problemi concreti che abbiamo visto con il passaporto tradizionale». Il riferimento è alle difficoltà logistiche del sistema cartaceo: spedizioni all’estero, tempi lunghi, timbri non sempre accessibili. «Capitava che il cicloturista arrivasse in un paese e trovasse l’ufficio turistico chiuso, oppure una struttura non aperta in quel giorno. Con il digitale tutto questo sparisce» ha specificato.

Il nuovo sistema si basa su una rete diffusa di QR code installati lungo il percorso. «Il passaporto digitale è direttamente connesso ai comuni e alle strutture ricettive. In qualsiasi punto, dall’ufficio turistico a un negozio, ci sarà un QR code che il cicloturista potrà scansionare con il telefono per registrare il proprio passaggio».

Un gesto semplice che apre a una serie di possibilità molto più ampie. «Nel proprio passaporto digitale – ha continuato Della Torre – si accumulano i checkpoint, ma anche informazioni utili: dove fermarsi, cosa vedere, perfino le fontane per rifornirsi d’acqua. E’ uno strumento di viaggio, non solo un ricordo». E, aggiungiamo noi, anche un modo per monitorare i flussi dei cicloturisti lungo la dorsale e capire le loro preferenze.

Una community all’orizzonte

La ciclovia, infatti, diventa sempre più un asse principale attorno a cui si sviluppa una rete di percorsi secondari. «Il passaporto è pensato per farti esplorare l’Appennino. La ciclovia è il motore, ma mano a mano inseriremo anche altri itinerari e anelli collegati. L’idea è che tu possa scegliere una tappa e poi scoprire tutto quello che c’è intorno».

Un approccio che trasforma il viaggio in un’esperienza più profonda e meno lineare. «La ciclovia diventa quella linea che ti porta ad andare a scoprire il territorio. Magari parti per un tratto e poi resti qualche giorno per esplorare ciò che hai intorno» ha ipotizzato il direttore di ViviAppennino.

Il passaporto digitale non si limita però a tracciare il viaggio: lo racconta e lo condivide. «Tutti i viaggiatori possono diventare narratori. Possono caricare i propri appunti di viaggio e, se i contenuti sono approvati, entrano in un sistema nazionale di promozione». Si crea così una vera e propria community. «Non è un social nel senso classico, ma chi racconta esperienze interessanti può diventare un punto di riferimento per altri viaggiatori. Si crea una pagina pubblica e i contenuti possono essere consultati da chi vuole ripercorrere quelle strade».

Un sistema che guarda già al futuro, anche dal punto di vista dei servizi. «Il passaporto è solo una parte di una struttura più ampia – ha detto Della Torre – in prospettiva permetterà anche di scoprire e prenotare esperienze lungo il percorso: castelli, grotte, attività locali». L’obiettivo è chiaro: rendere accessibile un patrimonio spesso nascosto. La ciclovia dell’Appennino Bike Tour è quasi una… scusa per far scoprire tutto quello che c’è intorno. «Ci sono luoghi straordinari che oggi non sono facilmente raggiungibili o prenotabili. Con questo sistema vogliamo portarli alla luce».

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