Si può andare a lezione di bici? La risposta è sì… Certo, se il maestro è Dino Lanzaretti siate pur certi che si tratterà di una lezione a dir poco particolare, certamente accattivante e coinvolgente. Lanzaretti è uno dei maggiori cicloviaggiatori al mondo. Sì, avete capito bene: non d’Italia, ma del mondo. Oggi viaggia e fa anche da guida-tour operator con la sua Bike Travel Experience, ma è un avventuriero, un viaggiatore estremo e questa sua esperienza Dino l’ha messa a disposizione di tutti con Bike Trac, Bike Travelers Academy.
«Sono appena tornato da due giorni dal Marocco, tra poco vado in Tunisia. Non mi fermo un secondo. Ma quando è così poi mi manca il “back office” e devi recuperare», ha raccontato mentre era all’Eroica Caffé di Padova per parlare delle sue avventure. «Era una serata BAM, Bike Adventure Meeting. Praticamente un raduno dove tutti quelli che vanno in bici si ritrovano. Ma ho anche parlato degli ultimi viaggetti: Patagonia, Namibia, Marocco».


Tra racconti e lezione
All’Eroica Caffé Lanzaretti ha presentato il workshop di Bike Trac che si terrà a giugno. «Io e i più forti viaggiatori in bicicletta italiani, i viaggiatori professionisti, facciamo un workshop. Saranno tre giorni in un rifugio. Insegneremo e soprattutto, amo dire, condivideremo tutto quello che abbiamo imparato in una valanga di chilometri».
Entriamo dunque nei meandri di questi workshop Bike Trac. «Come dicevo – prosegue Lanzaretti – condividiamo le nostre conoscenze. L’aspirante viaggiatore viene, impara le differenze dei vari materiali, come “farsi” la bicicletta, come organizzare un viaggio, come navigare, come fare i visti, qualsiasi cosa pensabile e soprattutto impensabile che può servire per un viaggio in luoghi remoti e in autonomia.
«E’ la terza edizione di questo workshop e al momento, per dire, ci sono almeno otto persone in giro per il mondo, che sono partite o stanno per partire a seguito dei nostri corsi. Due ragazzi stanno per partire in questi giorni: uno andrà in Cambogia, un altro in Sud America. La gente viene quasi per scherzo, ma poi si mette in marcia per davvero. Se qualcuno ha timore, noi gli diamo quella pacca sulla spalla per mettersi in viaggio».






Il ciclismo secondo Lanzaretti
Certo che parlare di ciclismo con Dino Lanzaretti significa uscire dagli schemi, non solo quelli dei ciclisti della domenica o, tanto più, quelli delle granfondo, ma anche dei viaggiatori stessi. Libertà e autonomia sono due cardini del suo modo di fare ciclismo.
«C’è tanta gente che va in bici e tanta è fortissima. C’è chi fa 5.000-10.000 chilometri l’anno, ma poi la sera torna a casa, mangia la pasta, si stende sul divano, ma in cuor suo vuole anche provare altro… Noi convertiamo quel motore pazzesco in un’avventura. C’è tanta gente che viene al corso per poi venire ai miei viaggi, perché i miei viaggi sono parecchio selettivi comunque. sono tosti e non per tutti. Di conseguenza chi viene ha già un’idea di cosa vuol dire vivere outdoor, in condizioni un po’ particolari, di adattamento. Anche per questo tanti altri vengono proprio per intuire se è per loro. Magari sono curiosi, ma incerti. E anche a me serve per conoscerli».
Anche per questo c’è poi tutta la parte pratica. Pedalare insieme, aggiustare una bici o persino dormire in una tenda. «Una volta – spiega Dino – ai workshop, come sarà quello del prossimo giugno (19-21) al Rifugio Lausen, in Lessinia, insegniamo a creare le tracce con le applicazioni e il giorno dopo pedaliamo lungo quelle tracce. Vediamo cosa ne esce realmente. Anche da esperienze simili si può capire se fa per lui o no. La stessa cosa vale per la notte: si dorme in tenda e di fatto è una lezione pratica. Montarla, smontarla, affrontare la notte…».
Nel corso del tempo nascono più amicizie. Ormai i ragazzi di Dino hanno un gruppo WhatsApp e spesso capita che si incontrino in un Tuscany Trail, in un viaggio di Dino o in qualche Eroica Caffé.


Bike Trac, professionalità assoluta
Gli appuntamenti di Bike Trac sono strutturati in modo serio e fanno riferimento a figure professionali. Non parla solo Lanzaretti.
«Sono lezioni frontali – spiega Lanzaretti – abbiamo referenti per ogni settore. Il meccanico per gli interventi sulla bici. Il medico che spiega come affrontare eventuali incidenti. C’è quello specializzato nel carico e nelle borse. Persino un cartografo… E poi c’è anche la birretta! Perché anche quella fa parte del viaggiatore».
E questo la dice lunga sulla professionalità ma anche sul mood di Lanzaretti. «Oltre alle 20-25 ore di lezione, poi si sta insieme. Si fa il falò, c’è il DJ set, la grigliata, si mangia tutti quanti insieme.
«Vi racconto questa: una volta, dopo una di queste serate BAM, ho detto “ragazzi, chi vuole venga a casa mia”. Abbiamo messo un tavolone in cortile, siamo stati lì. Morale: mi sono ritrovato 25 persone mai viste per 4 giorni a casa mia. Alla fine qualcosa abbiamo imparato anche in quella occasione! E li davvero mi sono reso conto dell’utilità che poteva avere Bike Trac.
«Se guardo indietro, cosa avrei dato 20 anni fa per sapere tutto quello che conosco adesso. Quanti soldi avrei risparmiato, quanti errori non avrei fatto. Per questo dico che io e altri colleghi mettiamo a disposizione la nostra esperienza».







