Non capita spesso di pedalare in un sito patrimonio Unesco. Se poi il sito in questione è l’immenso Parco Reale della Reggia di Caserta (foto in apertura) l’occasione si fa veramente unica. Sarà possibile il 17 maggio con la 9a edizione della randonnée Reale Borbonica, con partenza e arrivo a Piana di Monte Verna (Cs). Un invito a scoprire l’entroterra casertano seguendo il filo della storia borbonica.
Sentiamo come ce la presenta Giuseppe Gallina, referente randonnée dell’associazione Cam.Bi.A. (Campania in Bici Asd): «La Reale Borbonica è un percorso che mette in rete il sito Unesco della Reggia di Caserta con tutte le sue articolazioni, dal Belvedere di San Leucio all’Acquedotto Carolino, fino alle sorgenti del Fizzo», inizia.


Una sfida con se stessi
L’idea alla base della Reale Borbonica è semplice ma ambiziosa: costruire un racconto in bicicletta che unisca monumenti, paesaggi e comunità locali. «E’ un modo per collegare un grande attrattore turistico con le aree interne attraverso strade secondarie, borghi e paesaggi collinari che caratterizzano questa zona», spiega Gallina.
Le randonnée, per loro natura, sono prove di resistenza personale e non delle competizioni. I partecipanti devono completare il percorso entro un tempo massimo, passando dai punti di controllo dove viene vidimata la carta di viaggio. «La caratteristica – sottolinea Gallina – è proprio quella di pedalare con il proprio ritmo, senza classifiche, ma con l’obiettivo di ottenere l’omologazione, che nel mondo randonnée è un elemento prestigioso. C’è dunque un aspetto sfidante: ma la sfida è con se stessi».


Cinque percorsi: novità gravel
L’edizione in arrivo propone cinque percorsi, pensati per coinvolgere un pubblico ampio e diversificato. Si va dai tracciati più impegnativi da 200 e 300 chilometri, omologati dall’Audax Club Parisien, fino alle distanze più accessibili da 110 e 60 chilometri. A queste si aggiunge una delle principali novità di quest’anno: il percorso gravel da circa 100 chilometri.
«Abbiamo voluto introdurre un tracciato gravel per seguire ancora più da vicino il percorso dell’Acquedotto Carolino, che in molti tratti è sterrato e attraversa zone non percorribili su strada», spiega Gallina. Una scelta che rispecchia l’evoluzione del cicloturismo e la crescente attenzione verso esperienze più immersive, di cui il gravel, ça va sans dire, si fa portavoce.


Sull’Acquedotto Carolino
Il transito nel Parco Reale della Reggia di Caserta, con i suoi tre chilometri di viali monumentali, sarà comune a tutti i percorsi. «Si entra nel parco e si esce sotto le cascate principali, per poi attraversare l’Oasi di San Silvestro, un luogo ricco di storia e legato alla tradizione agricola borbonica», racconta Gallina.
Tra i passaggi più suggestivi ci sono anche il borgo di Casertavecchia e l’Eremo di San Vitaliano, ma è l’intero tracciato a offrire continui spunti di scoperta. Il citato Acquedotto Carolino, con le sue spettacolari opere ingegneristiche come i Ponti della Valle, diventa il filo conduttore di un itinerario che unisce architettura e natura.
Uno degli elementi distintivi della Reale Borbonica è il forte coinvolgimento del territorio. I punti di controllo non sono semplici checkpoint tecnici, ma veri momenti di accoglienza. «In ogni punto attiviamo le Pro Loco e le comunità locali, creando un dialogo tra chi va in bici e chi vive questi luoghi», spiega Gallina. Anche l’aspetto gastronomico ha un ruolo centrale: a Gioia Sannitica, ad esempio, sarà la SlowFood Matese a curare uno dei ristori, valorizzando i prodotti locali.


Partecipazione trasversale
La partecipazione è trasversale, sia per età che per tipologia di ciclisti. Se sui percorsi più lunghi prevale un pubblico esperto, le distanze più brevi e il gravel attirano anche giovani e nuovi appassionati. «Noto una forte presenza femminile e un crescente interesse anche da parte dei più giovani. E’ normale – osserva Gallina – che nei percorsi di 200 e 300 chilometri la fascia di età sia principalmente quella dei quarantenni e cinquantenni: per affrontare questo tipo di viaggio ci vuole una… serenità maggiore».
La randonnée si inserisce in un progetto più ampio di promozione del cicloturismo in Campania. «Per noi è fondamentale far crescere la cultura della bici e dimostrare che può essere uno strumento per valorizzare il territorio», sottolinea Gallina.
Il programma della Reale Borbonica si apre già il sabato, con la consegna delle carte di viaggio e momenti conviviali come la “Rando Pizza”, mentre la domenica è interamente dedicata alla pedalata. Ma al di là dell’organizzazione, ciò che resta è l’esperienza di viaggio nella storia borbonica della Campania.







