L’estate in Carnia prende forma grazie ai progetti di Silent Alps legati al mondo delle e-bike, per un turismo più sostenibile e in armonia con la natura. La bicicletta come mezzo per scoprire culture e tradizioni differenti, pedalando tra scenari e paesaggi nuovi. Lo sport che è capace di creare benessere a convivialità. Con l’arrivo delle e-bike il cicloturismo ha vissuto un incremento di adesioni e di persone interessate, la maggiore accessibilità ha portato nuova linfa e aperto le porte a un pubblico sempre più ampio.
E’ il segreto della bicicletta, in particolare di quella a pedalata assistita, dove l’utente condivide le fatiche con il mezzo e ha maggior tempo da dedicare alla scoperta del territorio. Silent Alps, che aveva già visto nascere e maturare un progetto guidato da Emiliano Cantagallo, ha voluto accogliere anche gli amanti del fuoristrada.


Pubblico più ampio
La mountain bike e la e-bike permettono di arrivare ancora più lontani, uscendo dai tracciati definiti dell’asfalto e permettendo ai ciclisti e ai turisti di pedalare seguendo l’istinto e la curiosità.
«La e-bike, in particolare – ci racconta Sandra Ferino di Silent Alps – garantisce a un pubblico generalista di arrivare a visitare panorami e territori nascosti o poco conosciuti ai più. Inoltre le e-bike permettono di pedalare anche su percorsi e ciclovie con maggiore calma e godersi pause e luoghi nuovi. Il turismo in bicicletta è centrale nel progetto Silent Alps, perché permette a tutti gli utenti di immergersi nell’atmosfera di un luogo».




Il punto della guida
Omar Gubelia è una guida che da diversi anni pedala e accompagna i turisti all’interno della Carnia, la sua esperienza ci torna utile per raccontare quali sono i punti e gli scenari di maggior interesse in questo territorio unico e particolare.
«Una peculiarità della Carnia – ci racconta – sono i percorsi in quota, attraverso gli alpeggi, che si snodano su strade bianche e piste forestali. Sono percorsi adatti alle e-bike e a chi ama il gravel. Tra questi c’è sicuramente la zona intorno al Monte Zoncolan, famoso per il ciclismo su strada ma che offre tanto anche per la mountain bike. E’ meno conosciuto, ma un giro tra le malghe di questa montagna è un’esperienza che merita».
«Un’altra chicca – dice – è la Panoramica delle Vette, una strada asfaltata che sale fino a 2.000 metri di quota per poi proseguire su uno sterrato perfetto per la mountain bike che misura sette chilometri. Si pedala tra i prati ed è un bel modo per scappare dal caldo della pianura. Il percorso si completa con una discesa divertente e abbordabile, per un totale di 34 chilometri. Non mancano poi i classici percorsi nei boschi, sempre affascinanti e alla portata di tutti».


Storia e sapori
«Gli alpeggi – racconta ancora Omar Gubelia – custodiscono la tradizione della Carnia, che è un insieme di mondi antichi ma sempre attuali. La bicicletta è bella per questo, perché fa vivere la realtà del territorio in maniera genuina. Un esempio è il Rifugio Marinelli che arriva sotto la vetta più alta di tutto il Friuli Venezia Giulia. Inoltre si pedala spesso vicino al confine austriaco, vivendo e respirando l’atmosfera e i luoghi della Grande Guerra e delle portatrici carniche. Ci sono anche testimonianze dell’epoca romana, in Carnia infatti c’era la città più a nord dell’Impero Romano.
«Inoltre la e-bike – aggiunge Sandra Ferino – si collega a un discorso di enogastronomia, attraverso il quale scegliere e provare i prodotti del territorio. Noi come consorzio ci impegniamo ad evidenziare i dispacci e in punti nei quali provare e gustare i prodotti locali. Lo facciamo anche attraverso dei percorsi degustazione. Senza dimenticare che si può dormire in quota e vivere la vera esperienza della malga. Insomma, la Carnia offre un modo interessante per vivere un’estate diversa».







