Iniziamo oggi una nuova serie di viaggi che ci porterà alla scoperta delle microisole d’Italia in bicicletta. Magari non ci si pensa, ma spesso è proprio questo il mezzo migliore per girare su queste piccole perle del Mare Nostrum. E la prima della lista è l’isola considerata più ciclabile di tutte: Favignana (in apertura foto Albertirent).
Detta anche la Farfalla delle Egadi, ha un periplo di circa 33 chilometri, che può allungarsi se si scelgono sterrati e deviazioni verso le calette. Soprattutto, è un’isola in gran parte pianeggiante, fatta apposta per essere attraversata senza fretta.
Passato Ferragosto, quando la grande massa dei vacanzieri comincia a ridursi, la bici trova ancora più spazio. E con lei cresce il relax di una vacanza lenta, fatta di mare, natura, granite, strade bianche e soste improvvisate. E infiniti tramonti.


Favignana fra natura e storia
Favignana è la maggiore delle Isole Egadi, davanti alla costa occidentale della Sicilia, a poca distanza da Trapani e Marsala. La sua forma ricorda una farfalla, con il rilievo di Santa Caterina al centro, alto circa 314 metri. Il resto del territorio è prevalentemente basso e ondulato, con macchia mediterranea, campi, muretti a secco e una costa disegnata da calette, scogliere e insenature. E’ proprio questa conformazione a renderla particolarmente adatta alla bicicletta.
Ma Favignana non è soltanto mare. La sua identità nasce dall’incontro fra natura e lavoro: per secoli il tufo è stato estratto dalle cave dell’isola, mentre la pesca del tonno ha costruito una vera cultura locale. Il simbolo di questa storia è l’ex Stabilimento Florio delle tonnare di Favignana e Formica, oggi museo e memoria di un’attività che nell’Ottocento raggiunse dimensioni industriali. Anche le cave fra Bue Marino e Cala Rossa raccontano il rapporto stretto fra la roccia dell’isola e l’uomo.
Il risultato è un paesaggio che cambia continuamente pur restando raccolto: dalle architetture bianche alle pareti di tufo, fino al blu delle Egadi. Una piccola isola, ma con abbastanza storia e natura da meritare di essere attraversata con calma.


Il giro dell’isola
Il giro di Favignana non è una gara contro il tempo… e ci mancherebbe. Più che mai questa collana delle microisole punta al concetto di bici per tutti. Per questo consigliamo sin da subito di optare per le bici con pedalata assistita. Il periplo stradale si aggira sui 30-33 chilometri, ma le deviazioni verso le calette, i tratti sterrati e le soste fanno aumentare distanza e tempi. E’ alla portata anche di chi non ha particolare allenamento.
Il punto di partenza naturale è il paese, appunto Favignana. Da qui si può imboccare via Badia e raggiungere il bivio che separa idealmente le due direzioni. Da una parte si va verso Lido Burrone, Cala Azzurra e Cala Rossa; dall’altra verso Punta Lunga, Cala Rotonda, Cala Grande e la zona dei Faraglioni. La prima metà è quella più immediata per alternare asfalto, deviazioni e bagni. La seconda è più selvaggia e, avvicinandosi ai Faraglioni, il fondo diventa sconnesso e poco adatto a una bici da città.
Per questo la scelta della bicicletta conta. Una city bike o una trekking bike è perfetta per il giro principale, con acqua e pranzo al seguito. Se si vogliono esplorare i tratti più accidentati, meglio una mountain bike. Ma più che la bici c’è da attenersi ad una sola regola: non inseguire i chilometri. Qui la bici serve soprattutto a fermarsi. Fermarsi nei punti più belli e che più ci rapiscono.


Isola piccola ma tante soste
La prima sosta è quasi inevitabile: Lido Burrone è la spiaggia più vicina al paese e un buon punto di ingresso al mare di Favignana. E’ frequentata e attrezzata, ma l’acqua resta limpida e il tratto di costa è facile da raggiungere.
Poi arriva Cala Azzurra, una delle soste più belle per il primo bagno. Piccola e raccolta, con una lingua di sabbia stretta fra scogli e vegetazione, si raggiunge vicino in bici, poi si prosegue a piedi. Poco più avanti c’è Cala Rossa, una delle scenografie più iconiche dell’isola. La costa è rocciosa e il vento può rendere il bagno meno semplice: meglio arrivare presto e muoversi con prudenza.
Fra Bue Marino e Scalo Cavallo la costa cambia ancora. Pareti e cavità raccontano la storia delle cave. Non tutto, però, coincide con un tuffo.
Sull’altra ala della Farfalla vale la pena cercare il proprio angolo a Punta Lunga e proseguire verso Cala Rotonda e Cala Grande. Qui il paesaggio si fa più selvaggio e il fondo meno regolare. Qui servono una bici adatta e un po’ di prudenza.
E poi ci sono le soste non programmate: una granita all’arancia e al limone, un pranzo al sacco con caponata, un’ombra sotto un muretto, una caletta vista dalla strada. E’ questo il vero lusso di Favignana in bici: poter cambiare programma ogni volta che il mare chiama.


Le info utili
Per arrivare a Favignana bisogna mettere in conto il mare. I collegamenti principali partono da Trapani, con aliscafi e traghetti, mentre da Marsala è disponibile il collegamento veloce. In alta stagione è prudente prenotare e verificare le modalità di trasporto della bicicletta: eventuali supplementi e disponibilità dipendono dal vettore. I collegamenti sono frequenti in estate. Qui, tutti i servizi di traghetto disponibili.
La soluzione più semplice è arrivare a piedi e noleggiare la bici direttamente sull’isola. I noleggi, che sono numerosi e si trovano un po’ ovunque, propongono city bike, mountain bike ed e-bike. I prezzi variano: questa estate una bici tradizionale partiva da circa 5 euro al giorno, mentre una e-bike può arrivare a 15-25 euro.
Per il giro classico non serve una bici sofisticata: meglio una bici robusta e comoda, con cestino o portapacchi per crema solare e telo mare. Non dimenticate mai cappello, occhiali e acqua. Attenzione alle zone pedonali del centro. Dove previsto, le biciclette devono essere condotte a mano, proprio perché a Favignana sono numerose. E’ una regola che ha introdotto lo stesso Comune di Favignana, un comune come scrivemmo qualche tempo fa ciclabile.







