Val d'Orcia GravelVal d'Orcia Gravel

| 26 Agosto 2026

Val d’Orcia Gravel, quando la strada bianca diventa un viaggio

Ci sono eventi gravel che cercano le strade bianche. E poi c’è la Val d’Orcia Gravel, dove sono le strade bianche a sembrare quasi inevitabilmente nate per le biciclette. La differenza non è sottile. Qui lo sterrato non è un ingrediente aggiunto a un percorso stradale per dare un sapore off road alla giornata: è parte del territorio, della sua storia, della sua identità (in apertura foto Pieri).

E’ la strada che collega un borgo all’altro, che attraversa le colline, costeggia vigneti e oliveti, sale verso un casolare o scende verso una valle. E quando la percorri in bici senti di essere dentro quel paesaggio, non semplicemente di attraversarlo.

Il 17 e 18 ottobre torna la Val d’Orcia Gravel, giunta alla quinta edizione e pronta a cambiare ancora pelle. La nuova location sarà Castiglione d’Orcia, mentre la grande novità è il Luculliano in Viaggio, trasformato in una vera esperienza di due giorni. L’organizzazione è quella di Orso on Bike, guidata da Mauro Pieri, e l’obiettivo rimane quello di portare i ciclisti nel cuore di una delle zone più iconiche della Toscana.

La presentazione ufficiale è avvenuta qualche giorno fa, nell’ambito del Festival del Cinema più piccolo del mondo, un appuntamento nel quale anche la bicicletta ha trovato spazio. Un modo perfetto, in fondo, per raccontare un evento che della contaminazione fra territorio, cultura, gastronomia e bici ha fatto la propria cifra.

Val d'Orcia Gravel
Qualche giorno fa in occasione del Festival del Cinema più Piccolo del Mondo è stata presentata la prossima Val d’Orcia Gravel (foto Pieri)
Val d'Orcia Gravel
Qualche giorno fa in occasione del Festival del Cinema più Piccolo del Mondo è stata presentata la prossima Val d’Orcia Gravel (foto Pieri)

In una terra vera e verace

Lo scorso anno c’eravamo anche noi. Partenza da Bagno Vignoni, arrivo a San Quirico d’Orcia e una giornata che ancora oggi ricordiamo con piacere. Il freddo delle prime ore, la luce che lentamente accendeva le colline, la polvere sulle bici, i cipressi, i borghi e soprattutto quelle strade bianche che sembravano non finire mai.

Quest’anno il cuore dell’evento si sposta a Castiglione d’Orcia e i percorsi vengono rinnovati per portare la manifestazione in altre zone del territorio. Ma resta immutato il principio: pedalare nella Val d’Orcia significa entrare in contatto con un paesaggio che l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio dell’umanità.

E non è soltanto una questione di panorama. La Val d’Orcia Gravel diventa una sorta di filo conduttore che unisce borghi, strade, prodotti, storia e persone. Lo scorso anno, per esempio, i ristori di Monticchiello e Castiglione d’Orcia erano parte integrante dell’esperienza: bruschette con olio nuovo, formaggi di Pienza, salumi, zuppa di farro e quella zuppa di ceci che, dopo qualche ora in sella, sembrava avere proprietà quasi miracolose.

Per il 2026 i percorsi saranno quattro: Frugale, circa 45 chilometri. Saporito, 73 chilometri e 1.550 metri di dislivello. Goloso, 118 chilometri e 2.400 metri. E infine la novità: il Luculliano in Viaggio, 220 chilometri e 4.800 metri di dislivello, distribuiti su due giornate.

Val d'Orcia Gravel
Il Luculliano in Viaggio… è un vero viaggio attraverso queste terre
Val d'Orcia Gravel
Il Luculliano in Viaggio… è un vero viaggio attraverso queste terre

Luculliano in viaggio

Il Luculliano in Viaggio è probabilmente la novità che più racconta la direzione presa dalla manifestazione. Non semplicemente un percorso più lungo, ma un modo diverso di intendere il gravel e di vivere la Val d’Orcia: partire, pedalare, fermarsi, dormire, mangiare e ripartire il giorno successivo.

Il primo giorno si parte sabato 17 ottobre alle 12,30 da Castiglione d’Orcia. Sono circa 100 chilometri con 2.400 metri di dislivello, sulle pendici del Monte Amiata e poi verso Radicofani, dove sarà allestito il campo base. E’ qui che si dormirà. La seconda giornata comincerà alle 7 del mattino e porterà i gravelisti nuovamente verso Castiglione d’Orcia, per altri 120 chilometri e circa 2.400 metri di dislivello.

«Per il Luculliano in Viaggio è prevista la cena, il pernottamento e la prima colazione – racconta Mauro Pieri – oltre al trasporto bagagli da e per Radicofani».

E proprio questo dettaglio ci piace particolarmente. Perché il gravel non deve necessariamente significare autosufficienza assoluta, borse enormi e logistica da spedizione. Una due giorni può essere avventura senza diventare complicazione. Può avere il sapore del viaggio e, contemporaneamente, la leggerezza di una microvacanza in bicicletta.

Il concetto è semplice: si pedala tanto, ci si guadagna la cena e il sonno, si riparte il mattino dopo e si continua a scoprire la Val d’Orcia. Una formula che mette insieme sport, esplorazione e piacere. Proprio quello che dovrebbe essere il cicloturismo. Attenzione: il Luculliano, però, è a numero chiuso: sono disponibili soltanto 100 posti e molti sono già andati a ruba.

Val d'Orcia Gravel
Strade bianche vere, strade che la qui la gente del posto usa nel quotidiano: il valore aggiunto della Val d’Orcia Gravel
Val d'Orcia Gravel
Strade bianche vere, strade che la qui la gente del posto usa nel quotidiano: il valore aggiunto della Val d’Orcia Gravel

Questione di feeling

E qui arriviamo al punto. Perché parlare della Val d’Orcia Gravel senza parlare delle sue strade bianche significherebbe raccontare soltanto metà della storia. Nel gravel contemporaneo capita spesso di incontrare percorsi costruiti mettendo insieme asfalto e qualche tratto sterrato trovato qua e là. E va benissimo: anche quella è una maniera di interpretare questa disciplina. Ma qui siamo davanti a qualcosa di diverso. In Val d’Orcia la strada bianca è il territorio stesso.

E’ una strada vera, spesso antica, che conduce da qualche parte. Non una carrereccia infilata nel tracciato perché serviva una percentuale di sterrato. E’ una linea che segue la morfologia delle colline, accompagna i campi, passa davanti a poderi e cipressi, collega piccoli centri e grandi panorami. La bici semplicemente la riscopre.

Quando pedali su queste strade succede qualcosa di particolare. Il rumore delle gomme sulla ghiaia diventa parte del paesaggio. La bici si muove sotto di te, il fondo cambia, la polvere sale, la velocità varia. Nel frattempo il panorama non è uno sfondo: entra nella pedalata. Guardi avanti per scegliere la traiettoria, poi alzi gli occhi e ti ritrovi dentro una cartolina che cambia continuamente.

E’ questo il feeling che la Val d’Orcia Gravel riesce a creare: ciclista, bicicletta e territorio smettono quasi di essere tre elementi distinti. Diventano una cosa sola. Ed è probabilmente anche per questo che, una volta tornati a casa, si continua a ricordare quella giornata.

Noi, a distanza di quasi un anno, ricordiamo ancora il freddo dell’alba, la polvere, la salita, la zuppa di ceci e soprattutto quella sensazione di essere esattamente nel posto giusto.

Val d'Orcia Gravel
Gli scenari unici della Val d’Orcia. Andare in bici, anzi in gravel, qui è sublime
Val d'Orcia Gravel
Gli scenari unici della Val d’Orcia. Andare in bici, anzi in gravel, qui è sublime

Val d’Orcia da vivere

La manifestazione, del resto, non si esaurisce con i chilometri pedalati. Il programma prevede anche attività collaterali e occasioni per conoscere il territorio. Fra queste c’è la visita alle sorgenti del Vivo, prevista per il pomeriggio di sabato 17 ottobre e aperta a tutti.

E’ un aspetto importante, perché la Val d’Orcia Gravel ha dimostrato negli anni di poter diventare un piccolo contenitore di esperienze. La bici è il mezzo principale, ma intorno ci sono borghi, cantine, prodotti locali, storia, cucina e persone. Già nelle precedenti edizioni il programma aveva affiancato alla pedalata momenti dedicati alla scoperta del territorio e alle sue produzioni.

Per chi arriverà nel weekend, dunque, il consiglio è quello di non limitarsi alla traccia GPS. Lasciate qualche ora anche alla Val d’Orcia fuori dalla bici. Perché è proprio questo il valore aggiunto di un evento del genere: la bici non serve soltanto a percorrere chilometri, ma permette di entrare in luoghi nei quali, spesso, arrivare pedalando cambia completamente la prospettiva. Tra casolari, cantine, borghi… altro che un weekend: servirebbe un mese intero!

Val d'Orcia Gravel
Si arriverà al muro dei 900 iscritti? Per ora le proiezione sono buone
Val d'Orcia Gravel
Si arriverà al muro dei 900 iscritti? Per ora le proiezione sono buone

Le iscrizioni corrono

E intanto le iscrizioni procedono a ritmo sostenuto. La quinta edizione è stata impostata con un tetto massimo di 900 partecipanti, con limiti specifici per i percorsi più impegnativi: 300 posti per il Goloso e appunto soltanto 100 per il Luculliano in Viaggio.

L’obiettivo dichiarato da Mauro Pieri è superare quota 700, un numero che rappresenterebbe un’ulteriore conferma della crescita della manifestazione e la bontà dell’organizzazione. La scorsa edizione aveva portato in Val d’Orcia 693 ciclisti, arrivati anche da fuori Toscana e dall’estero.

Le iscrizioni online resteranno aperte fino al 15 ottobre, salvo esaurimento dei posti. Per Goloso, Saporito e Frugale sarà possibile iscriversi anche in loco il 17 ottobre, mentre il Luculliano chiuderà le iscrizioni il 15 ottobre. Per iscriversi è possibile utilizzare Endu oppure il sito ufficiale della Val d’Orcia Gravel.

Perché alla fine il premio più bello, come ci diceva Pieri lo scorso anno, non è necessariamente quello che si porta a casa. E’ il ricordo. Quello che resta sulle gambe, sulla bici impolverata, nelle fotografie e soprattutto nella memoria.

La Val d’Orcia, da questo punto di vista, è una garanzia. Si torna a casa stanchi? Forse, anzi, sicuramente… ma con un sorriso grande così. Esattamente ciò che scrivemmo lo scorso ottobre.

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