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| 10 Settembre 2026

Bagoo, a Milano la logistica della biancheria viaggia in cargo bike

L’idea iniziale era risolvere un problema molto semplice: liberare i turisti dalle valigie tra check-out, partenza del treno e qualche ultima ora da trascorrere a Milano. Poi dalle valigie si è passati alla biancheria degli appartamenti, il servizio è cresciuto e le cargo bike sono diventate il cuore di un modello di logistica urbana specializzato nel settore dell’ospitalità. E’ la storia di Bagoo, startup milanese fondata da Umberto Nattino e Michele Lorusso, nata dopo una fase di sperimentazione iniziata tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 e costituita come società nel luglio 2025.

Dietro l’intuizione c’è anche una storia personale legata alla bicicletta. Nattino, oltre a gestire appartamenti destinati agli affitti brevi, arriva infatti dal downhill, praticato anche a livello agonistico. L’incontro tra questi due mondi ha dato origine a Bagoo.

«Gestendo appartamenti in short term – spiega – avevo riscontrato una forte richiesta degli ospiti per il deposito dei bagagli, sia in fase di check-out sia di check-in. All’inizio avevo pensato a dei locker, poi ho visto che esistevano già operatori importanti e, siccome sono appassionato di bici e conosco questo mondo, mi è venuta l’idea di realizzare un servizio one-to-one con le cargo bike».

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Umberto Nattino, co-founder di Bagoo, ha messo la ciclologistica al servizio di turisti ed hospitality
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Umberto Nattino, co-founder di Bagoo, ha messo la ciclologistica al servizio di turisti ed hospitality

Dalla consegna bagagli…

Il principio è semplice: Bagoo ritira il bagaglio nel luogo scelto dal cliente, lo custodisce e lo riconsegna successivamente in un altro punto del Comune di Milano. Non occorre quindi raggiungere un deposito e soprattutto tornare nello stesso posto prima della partenza. «Ti vengo a ritirare la valigia dove e quando vuoi – conferma Nattino -, che tu sia nel B&B, al bar dove fai colazione o al ristorante dove stai pranzando. Te la custodisco e te la riporto dove e quando vuoi con la cargo bike. In questo modo il turista non ha più l’ingombro della valigia e non deve organizzare il proprio tempo in funzione del luogo dove l’ha lasciata».

La sperimentazione è partita con una sola cargo bike e un sistema essenziale: QR code, chat WhatsApp e pagamento tramite link. Nattino effettuava personalmente ritiri e consegne. I primi test negli appartamenti di sua proprietà e di alcuni conoscenti hanno però aperto una strada imprevista.

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In un post su LinkedIn, Bagoo dichiara che nel mese di luglio ha percorso 5.950 chilometri risparmiando circa 1,57 t di CO₂
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In un post su LinkedIn, Bagoo dichiara che nel mese di luglio ha percorso 5.950 chilometri risparmiando circa 1,57 t di CO₂

… Alla biancheria

Parlando con property manager che gestivano decine o centinaia di appartamenti, è emersa infatti un’esigenza ancora più importante: distribuire la biancheria pulita e recuperare quella utilizzata. «Mi hanno detto: perché non ci aiuti con il problema logistico che abbiamo noi, che è la biancheria? Un property manager non ha un albergo con tante camere nello stesso edificio, ma appartamenti diffusi in tutta la città. Spesso la lavanderia consegna in un unico magazzino e poi bisogna distribuire tutto ai vari indirizzi».

Un ultimo miglio particolarmente inefficiente, che può finire sulle spalle delle imprese di pulizia, con furgoni oppure addirittura con carrelli della spesa. Bagoo ha trasferito questa attività sulle cargo bike. «Ho visto questo buco di mercato e ho iniziato da solo, esattamente come avevo fatto con le valigie. Avevo un box a casa, mi facevo arrivare lì la biancheria dalle lavanderie e la mattina partivo per distribuirla ai primi due clienti».

Il box è diventato progressivamente più grande e nell’ottobre dell’anno scorso Bagoo si è trasferita in un vero magazzino di 130 metri quadrati in zona Navigli. Nel frattempo sono arrivati i primi collaboratori. Come Obed, oggi city manager di Bagoo. Nattino lo aveva incontrato casualmente per strada mentre guidava una cargo bike: due chiacchiere e la proposta di entrare nel progetto.

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Obed già lavorava con le cargo bike, oggi è city manager di Bagoo
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Obed già lavorava con le cargo bike, oggi è city manager di Bagoo

Parntership con Bosch

Oggi i due servizi continuano a convivere, anche se la distribuzione della biancheria rappresenta la parte più sviluppata del business. Le cargo bike sono persino distinte cromaticamente: verdi quelle dedicate all’hospitality, bianche quelle utilizzate per le valigie. Al momento la flotta conta dodici mezzi destinati alla biancheria e due al servizio bagagli, con vari biker coinvolti a rotazione. «Siamo una startup come denominazione – chiarisce Nattino -, ma abbiamo molto il concetto della PMI vecchia maniera. Mettiamo a terra le cose, le validiamo e poi le comunichiamo. Siamo concentrati sull’operatività e sul far crescere in maniera organica e sana questa attività».

Un approccio che ha attirato anche l’attenzione di Bosch, con cui Bagoo ha stretto una partnership nell’ambito mobility per il 2026-2027. La startup ha inoltre partecipato con successo a un bando della Camera di Commercio, utilizzando il contributo per acquistare tre cargo bike, sviluppare software e attrezzare un’officina interna.

Bando Turismo in bici, CAmera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi
Bagoo ha partecipato e vinto uno dei bandi della Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi
Bando Turismo in bici, CAmera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi
Bagoo ha partecipato e vinto uno dei bandi della Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi

Manutenzione e sicurezza

La ciclologistica quotidiana significa anche confrontarsi con le difficoltà della città. Nel caso di Milano, uno degli elementi più insidiosi sono i binari del tram, soprattutto con la pioggia. «La parte più rischiosa sono le rotaie. Le nostre bici hanno una ruota più larga della rotaia e questo aiuta moltissimo, ma quando piove il binario diventa veramente come una lastra di ghiaccio. Per questo abbiamo adottato gomme tassellate con maggiore grip».

La manutenzione viene gestita anche internamente. «Siamo attentissimi allo stato dei mezzi – continua -, che deve essere sempre impeccabile, prima di tutto per permettere ai nostri ragazzi di lavorare in sicurezza. Poi puntiamo molto sul brand: le bici sono tutte personalizzate e per noi anche l’immagine è fondamentale».

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Bagoo, una realtà green il cui nome deriva dall’unione delle parole inglesi bag e go
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Bagoo, una realtà green il cui nome deriva dall’unione delle parole inglesi bag e go

Dopo Milano, Firenze e Roma

Bagoo non vuole però trasformarsi semplicemente in un corriere urbano. Il progetto rimane verticale sull’hospitality e l’obiettivo è ampliare i servizi costruiti intorno alla ciclologistica. «Abbiamo le idee molto chiare: quello che vogliamo diventare nel settore hospitality non è legato soltanto all’ultimo miglio. Vogliamo creare una vera piattaforma tecnologica al servizio del settore, utilizzando naturalmente tutta la logistica in cargo bike».

E Milano dovrebbe essere soltanto il punto di partenza. Nei programmi indicati da Nattino ci sono aperture a Firenze nel 2027 e a Roma nel 2028. Poi potrebbe arrivare il primo salto oltreconfine. «Il nostro obiettivo è controllare direttamente tre grandi città italiane. Per le altre città stiamo sviluppando un sistema di franchising, perché abbiamo già ricevuto delle richieste. Dopo le tre città di casa nostra vogliamo provare a spingerci anche in una città europea».

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